E alla fine è arrivata la prima sconfitta stagionale, attesa dietro l'angolo da molti detrattori neroverdi, gli stessi che avevano parlato di Scudetto per il Sassuolo e ora iniziano a parlare di Sassuolo 'sgonfiato' e di magia finita. "Bisogna sempre stare alla larga dagli sconosciuti. Non accettare le caramelle da chi non conosci" ripetevano in coro i miei nonni e poi i miei genitori. Lo stesso vale per i tifosi neroverdi: fate attenzione, diffidate da chi non ci conosce, da chi finge di seguire il Sassuolo e da chi finge di volergli bene. Il Sassuolo purtroppo è caduto nel tranello. Queste voci le ha ascoltate, l'aria d'alta quota - se non sei abituato - può diventare presto rarefatta e questo può generare crisi, ansia, stress.

Certo, poi bisogna aggiungere che il Sassuolo è tornato a concedere regali in difesa come ai 'vecchi' tempi, che le condizioni di molti atleti non sembra essere più eccellente (Locatelli sembra aver perso lo smalto dei giorni migliori in queste ultime uscite, Boga è stato raddoppiato costantemente da Vidal e triplicato all'occorrenza da Skriniar, Djuricic - altro elemento fondamentale - si deve ancora riprendere dallo stop causa Covid, Ciccio Caputo è sempre più fondamentale ma non lo scopriamo oggi, Raspadori non è al massimo) e così scalare una montagna diventa un'impresa ancora più ardua. Ormai le medaglie al merito per il Sassuolo sono tante, l'Inter è venuta al Mapei Stadium per difendersi giocando con il 5-3-2 con Perisic terzino ma ormai queste gare sono all'ordine del giorno e bisogna iniziare a trovare un valido rimedio, non si può aspettare che arrivi sempre una magia di un singolo a togliere le castagne dal fuoco, ma siamo nelle abili mani di mister De Zerbi, che saprà trovare la giusta soluzione.

Ora però bisogna ripartire, sperando di poter considerare l'Inter un incidente di percorso. Un piccolo appunto stavolta mi sento di farlo anche a mister De Zerbi, abile pompiere: "Se fissiamo un obiettivo, sbagliamo" ha detto l'allenatore neroverde dopo la gara. E se fosse sbagliato non fissare un obiettivo? Ormai tutti hanno capito che questo Sassuolo vuole l'Europa. Giusto, giustissimo non firmare per il quarto posto, ma ormai giocare a nascondino con le ambizioni ha poco senso. Il grande salto passa anche attraverso questi step mentali. La caduta in caso di fallimento sarebbe più fragorosa? Io credo di no. L'eco della caduta sarebbe più fragorosa se questo Sassuolo non stesse puntando davvero al ritorno in Europa.

Sezione: Editoriali / Data: Dom 29 novembre 2020 alle 13:00
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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