Non soltanto novanta minuti, classifiche e risultati. Nella visione di Simona Giorgetta, amministratrice unica del Mapei Stadium-Città del Tricolore dal 2021, lo stadio deve diventare un luogo capace di vivere anche oltre il calcio, aprendosi alla città, alla cultura, alla sostenibilità e all'inclusione. Una concezione raccontata in una lunga intervista concessa alla Gazzetta di Reggio, nella quale Giorgetta ha ripercorso il percorso intrapreso negli ultimi anni: "Parto dall'idea che lo stadio è, per sua essenza, un edificio pubblico. Da qui siamo partiti quando lo abbiamo acquisito in concessione esclusiva fino al 2052, cominciando a mettere mano alla struttura", ha spiegato.

La svolta, nella sua esperienza personale, arriva nel 2021: "Quando sono diventata amministratrice unica, è iniziato per me un viaggio soddisfacente da ogni punto di vista. Guardando gli spazi dello stadio, mi sono posta una domanda, da cui poi tutto ha avuto inizio: è giusto, e sensato, che uno spazio del genere, con un potenziale illimitato, viva 'solo' di calcio, per 180 minuti alla settimana? No, per noi non lo è".

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"Un imprenditore deve restituire qualcosa alla comunità"

Da quella domanda è nata una filosofia precisa: "Si tratta, credo, di una vocazione familiare: sono cresciuta con l'idea che un imprenditore, o un'imprenditrice, abbia il dovere di restituire qualcosa alla comunità con cui si confronta ogni giorno. Così abbiamo cominciato a riflettere sulle contaminazioni possibili, sulla necessità di aprire le porte dello stadio anche a iniziative, eventi e progetti che non fossero connessi in modo diretto alla realtà sportiva o calcistica".

Una separazione, quella tra sport e cultura, che secondo Giorgetta ha finito presto per perdere significato: "Ci siamo resi conto presto che tutto, in realtà, è profondamente collegato". Tra gli episodi ricordati c'è quello del 2023, quando il Mapei Stadium partecipò a un tavolo aperto con l'amministrazione cittadina.

"Ricordo che al tempo, sulla scrivania dell'assessora Annalisa Rabitti c'era una spilla, con su scritto 'La cultura non starà al suo posto'. La porto ancora con me: è diventato un monito, disobbediente e bellissimo. È cominciato lì il processo che ci ha poi resi, nel giro di poco, uno dei luoghi attraversati dal festival Internazionale Kids".

Dal progetto "In panchina" ai 170 ciliegi

Il percorso si è poi allargato alla lotta alla violenza di genere, alla sostenibilità e alla cura degli spazi: "È stato un incrociarsi di strade, che ci ha permesso di dar vita a una realtà impegnata e vissuta e insieme di conoscere persone straordinarie. Per esempio, la collaborazione con Nondasola e con l'artista Elena Mazzi: con l'opera 'Parole Parole Parole' abbiamo rivestito alcune delle aree più significative dello stadio, per ribadire attraverso l'arte il nostro impegno contro violenza e discriminazione di genere".

Un'altra iniziativa ha riguardato il vecchio terreno sintetico: "Abbiamo dato vita al progetto 'In panchina': parte del filato di polipropilene dismesso è stato recuperato e trasformato in 14 panchine posizionate nelle aree esterne e nel parcheggio davanti allo stadio". Poi l'intervento sul verde: "Sempre in quest'ottica, abbiamo deciso di donare al parcheggio 170 ciliegi: il fiore della gentilezza, un'esplosione di colori. La bellezza è cultura e possiede il potere di innescare meravigliosi circoli virtuosi".

Nel 2023 è arrivata anche la scelta di accogliere il pubblico con "All Together Now" di Olimpia Zagnoli, trasformando ulteriormente il rapporto tra impianto sportivo e arte.

"Salvati e donati 5.000 pasti in 37 partite"

Giorgetta ha poi raccontato uno dei progetti più recenti, sviluppato insieme a Mapei Stadium, Caritas, Sassuolo Calcio e Reggiana: "Nel 2025 Mapei Stadium, Caritas, Sassuolo Calcio e Reggiana hanno unito le loro forze per la riduzione degli sprechi alimentari. Il progetto è nato da una constatazione: nelle aree hospitality è sempre difficile calcolare la quantità di cibo da preparare".

Da qui l'intervento concreto: "Abbiamo agito: nella scorsa stagione sono stati salvati e donati 5.000 pasti in 37 partite, grazie anche al lavoro di quindici volontari. Un'iniziativa semplice, che ci rende orgogliosi".

"Il mio sogno? Che il calcio diventi come la vela d'altura"

Nell'intervista c'è spazio anche per il tema della leadership femminile e degli stereotipi ancora presenti attorno al mondo degli stadi: "Sono stata cresciuta senza che del mio immaginario permeasse l'idea di una distinzione tra uomini e donne. Come per tutti, però, ha agito anche su di me l'influenza di una società patriarcale. In quanto donna, ho una sensibilità e un'attenzione particolare verso determinate tematiche: lo riconosco, lo rivendico".

Da qui una visione che Giorgetta vorrebbe vedere applicata anche al calcio: "Credo, per questo, che Mapei Stadium in qualche modo possa fare scuola. Il mio sogno è che il calcio possa diventare come la vela d'altura, la mia grande passione: uomini e donne alla pari, a girare il mondo in solitaria, seguendo il vento".

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Sezione: News / Data: Ven 06 novembre 2026 alle 09:40
Autore: Manuel Rizzo
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