Il primo problema del Sassuolo, oggi, non è segnare un gol in più. È prenderne qualcuno in meno. Ventidue reti subite in nove giornate, una media di 2,44 a partita e nessun clean sheet in campionato raccontano con sufficiente chiarezza da dove Alberto Aquilani debba ripartire contro la Fiorentina. Dopo il 2-6 con la Lazio, il tecnico ragiona sugli uomini ma soprattutto sugli equilibri. E due ritorni possono diventare fondamentali: Jay Idzes in difesa e Nemanja Matic davanti alla retroguardia.

Aquilani non deve necessariamente rinnegare il calcio che sta provando a costruire. Deve però trovare il modo di proteggerlo meglio. Il Sassuolo ha qualità, palleggio e giocatori capaci di creare occasioni, ma nelle ultime settimane ha perso compattezza. E quando la squadra si allunga, ogni pallone perso rischia di trasformarsi in un problema enorme.

La Lazio lo ha dimostrato nella maniera più brutale: sei gol segnati al Mapei Stadium e persino due rigori falliti, entrambi neutralizzati da Turati. Il rosso a Thorstvedt alla mezz'ora ha certamente aggravato una situazione già complicata, ma il Sassuolo aveva incassato tre reti nei primi sedici minuti. Un campanello d'allarme troppo rumoroso per essere spiegato soltanto con l'inferiorità numerica.

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Idzes scalpita: senza di lui il Sassuolo non ha più vinto

Molte attenzioni, inevitabilmente, sono rivolte a Jay Idzes. Il centrale indonesiano è tornato tra i convocati contro la Lazio, restando in panchina, e adesso spinge per riprendersi un posto dal primo minuto.

Il dato è significativo: nelle ultime cinque partite giocate senza di lui il Sassuolo non ha mai vinto. È arrivato soltanto il pareggio contro il Milan, poi le sconfitte con Monza, Frosinone, Como e Lazio. Non significa che l'assenza di Idzes sia l'unica causa della crisi difensiva, ma è difficile ignorare quanto la squadra abbia perso in sicurezza proprio nel periodo in cui il centrale è mancato.

Contro la Lazio Aquilani ha affidato il centro della difesa a Caleta-Car e Odenthal, ma per la Fiorentina le gerarchie possono cambiare. Oltre a Idzes è tornato disponibile anche Walukiewicz, entrato nel finale dell'ultima partita e candidato a inserirsi nella corsa per una maglia. La scelta dei centrali, però, è soltanto una parte del problema.

Matic può restituire protezione al centrocampo

L'altra decisione pesante riguarda Nemanja Matic. Il serbo può tornare in cabina di regia e il suo recupero nell'undici avrebbe un significato che va oltre la semplice costruzione del gioco.

Al Sassuolo serve un centrocampo capace di schermare meglio la difesa, leggere prima il pericolo e impedire agli avversari di arrivare in velocità contro i centrali. Con Thorstvedt squalificato, Aquilani dovrà necessariamente ridisegnare il reparto. La presenza di Matic può diventare il punto da cui ricostruire le distanze. È una questione di equilibrio: continuare ad avere qualità senza trasformare ogni perdita del pallone in una transizione concessa.

I numeri, del resto, impongono una correzione. Con 22 gol al passivo, il Sassuolo presenta il peggior dato del campionato insieme al Monza. L'ultima partita senza subire reti in questa stagione resta il 3-0 di Coppa Italia contro il Cesena del 17 agosto. Per trovare un clean sheet in Serie A bisogna invece tornare al 2-0 sul Milan del 3 maggio scorso.

Parola alla difesa

È passato troppo tempo. Il 2-6 con la Lazio fa male, ma non rappresenta qualcosa di sconosciuto nella storia recente neroverde. Il Sassuolo ha attraversato altre sconfitte pesantissime: i due 7-0 contro l'Inter nel 2013 e nel 2014, quello contro la Juventus nel febbraio 2018, i sei gol incassati dal Napoli nell'aprile 2022 e nuovamente nel febbraio 2024. Ogni volta, però, la stagione è andata avanti e la squadra ha trovato il modo di rialzarsi.

È questo che Aquilani cerca adesso. Non una rivoluzione, ma una squadra meno esposta, più corta e più difficile da colpire. Idzes può ridare sicurezza dietro, Matic ordine davanti alla difesa. Contro la Fiorentina, prima ancora di pensare a come far male ai viola, il Sassuolo deve ricominciare da una cosa molto più semplice da dire che da fare: chiudere la porta.

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Sezione: News / Data: Dom 01 novembre 2026 alle 13:43
Autore: Sarah G. Comotto
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