Ci sono sconfitte che restano dentro una stagione e altre che finiscono direttamente negli archivi. Il 2-6 incassato dal Sassuolo contro la Lazio appartiene alla seconda categoria e riporta alla memoria alcune delle giornate più dure vissute dai neroverdi nei tredici anni di Serie A. Una storia fatta anche di imprese, salvezze, Europa e grandi vittorie, ma nella quale non sono mancati passivi pesantissimi. E il filo parte praticamente dall'inizio dell'avventura nel massimo campionato.

Il primo trauma risale al 22 settembre 2013. Il Sassuolo è una matricola assoluta e al Mapei Stadium arriva l'Inter di Walter Mazzarri. Finisce 0-7: Palacio apre dopo sette minuti, poi Taïder, l'autorete di Pucino, Alvarez, Cambiasso e la doppietta di Milito completano una domenica da dimenticare. È ancora oggi una delle sconfitte più pesanti della storia neroverde in Serie A.

Il dettaglio quasi crudele è che dodici mesi più tardi succede di nuovo. Stavolta a San Siro, il 14 settembre 2014. Ancora Inter, ancora 7-0. Icardi ne segna tre, Osvaldo due, Kovacic e Guarin completano il tabellino. Stesso avversario, stesso punteggio, due campionati differenti.

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Il 7-0 dello Stadium e le sei reti di Lazio e Napoli

Per ritrovare un altro sette bisogna arrivare al 4 febbraio 2018, quando il Sassuolo di Beppe Iachini viene travolto allo Stadium dalla Juventus. Il risultato è ancora 7-0: Alex Sandro apre le marcature, Khedira firma una doppietta nel giro di tre minuti, Pjanic completa il 4-0 prima dell'intervallo e nella ripresa Gonzalo Higuain realizza una tripletta. La partita, di fatto, era già chiusa al 27'.

Pochi mesi prima era arrivato un altro pomeriggio durissimo, stavolta all'Olimpico. Il 1° ottobre 2017 il Sassuolo passa addirittura in vantaggio contro la Lazio con un rigore di Domenico Berardi. Poi cambia completamente la partita: Luis Alberto pareggia prima dell'intervallo e nella ripresa arrivano de Vrij, ancora Luis Alberto, la doppietta di Parolo e il rigore di Immobile. Finale: Lazio-Sassuolo 6-1.

Il Napoli ha lasciato altre due cicatrici profonde. Il 30 aprile 2022, al Maradona, gli azzurri segnano quattro volte nei primi ventuno minuti: Koulibaly, Osimhen, Lozano e Mertens. Lo stesso Mertens trova poi la doppietta, Rrahmani firma il sesto e Maxime Lopez segna soltanto nel finale il gol del 6-1 definitivo.

Ancora più doloroso, perché arrivato al Mapei Stadium in una stagione già complicatissima, il 1-6 contro il Napoli del 28 febbraio 2024. E pensare che quella volta il Sassuolo era passato avanti con Racic. Da lì, però, si scatena il Napoli: Rrahmani, tripletta di Osimhen e doppietta di Kvaratskhelia. Di fatto l'ultimo punteggio tennistico subito prima di martedì scorso con la Lazio.

Dalla Sampdoria all'Inter: quando il pallottoliere arriva a cinque

Non sempre, però, le goleade hanno avuto il volto di una partita a senso unico fin dall'inizio. Il 16 marzo 2019, per esempio, Sassuolo e Sampdoria diedero vita a una delle gare più spettacolari di quegli anni: finì 3-5, con i blucerchiati a segno con Defrel, Quagliarella, Linetty, Praet e Gabbiadini. Per i neroverdi andarono in gol Boga, Duncan e Babacar. Otto reti complessive, ma nessun punto per la squadra allora allenata da Roberto De Zerbi.

Sempre con De Zerbi in panchina arrivò anche il 5-1 di Bergamo contro l'Atalanta nel gennaio 2021, un'altra di quelle giornate in cui il Sassuolo non riuscì a contenere la forza offensiva avversaria.

Più recente, invece, lo 0-5 casalingo contro l'Inter dell'8 febbraio 2026. Bisseck e Thuram indirizzarono la gara nel primo tempo, Lautaro Martinez e Akanji la chiusero definitivamente a inizio ripresa, prima del quinto gol di Luis Henrique nel finale.

Senza mezze misure

E adesso c'è il 2-6 contro la Lazio, nuova voce di un elenco che il Sassuolo avrebbe volentieri evitato di aggiornare. La particolarità è che i neroverdi hanno spesso costruito la propria identità sulla qualità del gioco e sulla volontà di affrontare anche le grandi senza rinunciare ad attaccare. Una filosofia che negli anni ha prodotto risultati straordinari, ma che in alcune giornate ha presentato conti salatissimi.

Il dato storico non serve naturalmente a collegare squadre, allenatori e stagioni molto diverse tra loro. Ma racconta una curiosità poco piacevole: quando il Sassuolo perde il controllo di una partita, qualche volta lo fa senza mezze misure. Dal primo 0-7 contro l'Inter al recente 2-6 con la Lazio sono passati tredici anni, decine di allenatori, centinaia di calciatori e una storia profondamente cambiata. Il pallottoliere, però, ogni tanto torna fuori dal cassetto.

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Sezione: News / Data: Ven 30 ottobre 2026 alle 12:20
Autore: Sarah G. Comotto
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