Era una di quelle partite che possono cambiare una gerarchia. Nemanja Matic fuori, Luca Lipani titolare davanti alla difesa e la possibilità di dimostrare di poter reggere il centrocampo del Sassuolo anche nelle serate più complicate. Contro la Lazio, però, l'occasione si è trasformata in una delle prestazioni più difficili della giovane carriera neroverde del classe 2005.

Il primo errore arriva quasi subito ed è pesante: un pallone gestito male in area spalanca la strada al vantaggio di Taylor. Da lì Lipani fatica a ritrovare ordine, sbaglia diverse scelte nella circolazione e soprattutto non riesce a garantire quella protezione centrale che il Sassuolo avrebbe avuto bisogno di trovare contro una Lazio rapidissima nel riempire gli spazi.

Le pagelle del giorno dopo sono quasi unanimi. La Gazzetta dello Sport gli assegna 4, Sky 4,5, mentre Eurosport sottolinea i numerosi errori nel palleggio e la difficoltà a rientrare mentalmente dentro la partita. Anche nella nostra lettura della gara era stato uno dei peggiori in campo.

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Senza Matic, il Sassuolo ha perso il suo punto di riferimento

Aquilani aveva fatto una scelta precisa. Dare fiducia a Lipani nel ruolo solitamente occupato da Matic significava anche verificare quanto il giovane centrocampista fosse pronto a prendersi una responsabilità maggiore.

La risposta, almeno contro la Lazio, è stata negativa. E non soltanto per l'errore sul primo gol. Il problema è stato soprattutto tattico: il Sassuolo ha perso equilibrio, la linea mediana ha fatto poca protezione e i centrocampisti biancocelesti hanno trovato troppo facilmente spazio tra le linee. Il rosso a Thorstvedt ha poi esasperato una situazione già complicata, ma nei primi sedici minuti la Lazio aveva già segnato tre volte. Lipani si è ritrovato nel centro di una partita che correva a una velocità superiore a quella che riusciva a controllare.

Un percorso fatto ancora di alti e bassi

Il giudizio su una singola gara, però, non può cancellare il percorso costruito dal centrocampista in questi anni.

Lipani è arrivato al Sassuolo nel 2023 e, tra Serie A e Serie B, ha già accumulato una discreta esperienza nonostante la giovane età. SCon la prima squadra neroverde ha totalizzato 60 presenze nelle competizioni di campionato, con un gol e tre assist. Nella stagione 2024/25 della promozione aveva trovato 22 presenze in Serie B; l'anno successivo, tornato in A, ne aveva raccolte 24.

Numeri che raccontano un giocatore già inserito da tempo nelle rotazioni, ma non ancora definitivamente affermato come titolare. Lipani non è più soltanto un giovane da aspettare, ma non è ancora nemmeno un centrocampista completamente formato. Partite come quella contro la Lazio servono proprio a misurare la distanza che resta da colmare.

Una chance fallita, non una bocciatura

Sarebbe sbagliato trasformare il 2-6 in una sentenza sul giocatore. Aquilani stesso, parlando dei giovani dopo la partita, ha ricordato come certe batoste possano far parte del percorso di crescita.

Ma è altrettanto vero che Lipani ha sprecato una possibilità importante. Con Matic indisponibile, aveva davanti una serata ideale per guadagnare terreno nelle gerarchie. È successo il contrario: il Sassuolo ha sentito enormemente l'assenza del serbo e il giovane sostituto non è riuscito a colmare quel vuoto.

La prossima occasione arriverà. A 21 anni è inevitabile. Ma per trasformarsi da alternativa a riferimento bisognerà imparare soprattutto da serate come questa: quelle in cui il pallone pesa di più, gli spazi si restringono e ogni errore viene immediatamente presentato sul conto.

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Sezione: News / Data: Gio 29 ottobre 2026 alle 13:08
Autore: Manuel Rizzo
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