Il calcio italiano torna alle urne e la partita per la presidenza della FIGC si sta trasformando in un derby politico-sportivo che attraversa anche la Serie A. Adriano Galliani ha deciso di scendere in campo contro Giovanni Malagò e, nello schieramento che sostiene l'ex amministratore delegato di Milan e Monza, c'è anche il Sassuolo. Una scelta tutt'altro che marginale in uno scenario nel quale il massimo campionato appare diviso praticamente a metà e ogni voto può spostare gli equilibri.

Galliani ha completato anche il passaggio formale necessario per presentarsi alla corsa federale: è stato tesserato come dirigente accompagnatore dell'Enotria 1908, storico club dilettantistico milanese. Le candidature dovranno essere depositate entro le 23.59 del 4 novembre, mentre l'assemblea elettiva è fissata per il 14 dicembre.

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Il Sassuolo nel fronte Galliani

La riunione informale dei club di Serie A non ha prodotto la convergenza che qualcuno auspicava. Al contrario, ha fotografato una Lega profondamente spaccata. Secondo le ricostruzioni emerse nelle ultime ore, Inter, Milan, Atalanta, Como, Parma, Genoa, Sassuolo e Cagliari sono orientate verso Galliani. Sul fronte Malagò figurano invece Roma, Napoli, Monza, Torino, Lecce e Bologna, mentre altre società non hanno ancora definito pubblicamente la propria posizione.

Alla riunione non hanno partecipato Inter, Milan, Juventus, Napoli, Roma e Lazio. Tra i più espliciti sostenitori del cambio di rotta c'è stato il presidente dell'Atalanta Antonio Percassi, che ha definito la disponibilità di Galliani "un'occasione da non farsi scappare". Una posizione che non ha però convinto tutti: una parte dei club continua infatti a interrogarsi sull'opportunità di cambiare candidato dopo aver sostenuto in maniera quasi compatta Malagò soltanto pochi mesi fa.

Malagò era stato eletto a giugno con il 68,58% dei voti, sostenuto allora da 19 società di Serie A su 20. In pochi mesi, però, il quadro si è modificato. Alcuni club avrebbero lamentato uno scarso coinvolgimento nelle decisioni federali, mentre il fronte favorevole alla continuità sottolinea i risultati ottenuti durante la gestione dell'ex presidente del Coni e considera troppo brusco un cambio di indirizzo a distanza di pochi mesi.

AIC e AIAC possono cambiare la partita

Nelle ultime ore, però, lo scenario ha subito un'accelerazione importante. Assocalciatori e Associazione Italiana Allenatori sono orientate a candidare Galliani, rompendo di fatto il blocco che alle precedenti elezioni aveva sostenuto Malagò insieme alla Serie A. Calciatori e allenatori rappresentano complessivamente circa il 30% del peso elettorale: un appoggio che renderebbe la candidatura dell'ex dirigente rossonero molto più solida e, soprattutto, meno dipendente dalla necessità di ottenere una maggioranza compatta tra i club del massimo campionato.

La partita, dunque, non è più soltanto interna alla Serie A. Galliani potrebbe trovare una sponda anche nella Lega Nazionale Dilettanti guidata da Giancarlo Abete, avversario di Malagò nella precedente tornata elettorale. Lo stesso Galliani avrebbe preferito presentarsi con l'investitura della A, ma il nuovo quadro delle componenti federali offre strade alternative per arrivare alla candidatura.

Malagò, dal canto suo, non parte certamente battuto. L'attuale commissario federale continua a lavorare sui singoli club e può rivendicare i risultati ottenuti in questi primi mesi di gestione. Ma ciò che fino a qualche settimana fa sembrava poter essere un percorso quasi naturale verso la conferma è diventato una vera campagna elettorale.

La società neroverde si è collocata nel fronte favorevole a Galliani, insieme a una parte importante della Serie A. Le indecise possono ancora modificare i rapporti di forza, ma il primo dato politico è già evidente: l'unità che aveva accompagnato Malagò all'elezione di giugno non esiste più. La corsa alla FIGC, stavolta, ha due candidati e due blocchi pronti a contarsi.

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Sezione: News / Data: Gio 29 ottobre 2026 alle 20:01
Autore: Sarah G. Comotto
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