Questo Sassuolo si esalta quando il mondo sembra crollargli addosso! Quando esci dall’Allianz Stadium con un punticino in tasca dopo aver guardato la Juventus negli occhi per 90 minuti e la paura per un rigore (molto ma molto dubbio che definirei inesistente in barba ai moviolisti del pallone che affermano il contrario), l'1-1 non è solo un pareggio ma vale come una vittoria! La settimana che ha portato al pari non è stata solo “difficile”.

Partiamo dal focolaio di pertosse che ha decimato la rosa: spogliatoio trasformato in ambulatorio da film catastrofico, con sciroppi, inalatori e colpi di tosse che sembravano segnali Morse. Un caso certificato, cinque con sintomi compatibili, sei giocatori isolati come se avessero rubato il vaccino al mondo intero, spogliatoio che sembra un reparto COVID del 2020, ma invece di mascherine anti-virus ci sono sciroppi per la tosse e inalatori ovunque. Allenamenti a intermittenza, giocatori isolati come sospetti untori, Grosso che parla di “settimana particolare” mentre tutti tossivano come se avessero fumato una confezione intera di cubani. Aggiungeteci le solite lagne social dei tifosi avversari (“Scansuolo”), dicono, mentre i neroverdi contavano i bronchi in meno), e il quadro è completo. Sembrava un remake low-budget di “Contagion”, ma con la maglia neroverde. 

E mentre l'Italia si interroga se votare sì o no al referendum (votate quello che vi pare ma andate a votare), il Sassuolo ha tirato fuori un'altra prestazione gagliarda. I neroverdi, appena rientrati dalle vacanze extra con il Bologna si sono nuovamente compattati nelle difficoltà, tirando fuori il massimo. Mancavano Matic e Thorstvedt, due terzi del centrocampo titolare, e Grosso si è presentato a Torino con uno 'sfacciato' 4-2-3-1, lanciando dall'inizio il 2007 Bakola al posto di Laurienté. E dopo aver preso il solito gol nel primo quarto d'ora di gioco e dopo aver rischiato di prendere il secondo e forse anche il terzo gol, il Sassuolo è uscito dagli spogliatoi con grande convinzione, sfruttando al massimo quanto creato, con Pinamonti finalmente rapace in area di rigore e con un'azione rapida, veloce, tecnica, da manuale del calcio, amisci, come direbbe il vecchio José Altafini.

E nel finale, quando la Juve ha buttato in area di tutto (rigore sbagliato dall'ex Locatelli incluso, il karma neroverde ringrazia), il Sassuolo ha retto. Ha retto tossendo, sudando, ma soprattutto ridendo sotto i baffi. Il Sassuolo ha resistito alle onde della sfiga, della pertosse e del caos, ed è uscito dall’Allianz con la testa alta e un punticino che in classifica fa rumore come un applauso in un teatro vuoto. La pertosse passerà, le polemiche si calmeranno, ma questo spirito resterà.

Sezione: Editoriali / Data: Dom 22 marzo 2026 alle 15:44
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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