Gianfranco Teotino, intervenuto sulle pagine della Gazzetta dello Sport, ha parlato di Giacomo Raspaodri, capitano del Sassuolo Calcio nelle ultime due gare giocate contro Roma e Inter. Da Raspa è partito il processo alla mentalità italiana sui giovani: "Se una non notizia diventa notizia è perché c’è qualcosa che non funziona. Nel nostro caso, a non funzionare, è l’impiego dei giovani nel campionato di Serie A. Intendiamoci, la scelta di De Zerbi di affidare la fascia a un ragazzo cresciuto nel vivaio del club è da apprezzare doppiamente: per sensibilità e perché rappresenta la conferma di una politica societaria, un’eccezione in Italia, che si basa molto sulla scoperta e la maturazione di talenti in erba. Ma anche Giacomo Raspadori è vittima di un sistema che, nel suo complesso, i giovani li penalizza. Ci sono dati che lo testimoniano in modo inequivocabile. A 21 anni e 2 mesi l’attaccante del Sassuolo ha messo finora insieme 934 minuti di gioco in Serie A (31 presenze)".

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Teotino prosegue parlando del paragone con El Kun Aguero: "Alla stessa età di Raspadori, Aguero aveva già disputato 11.497’ (148 presenze) in campionati di prima divisione fra Argentina e Spagna (Independiente e Atletico Madrid). La differenza resta impressionante se si prende in considerazione un altro attaccante, stavolta italiano, accostabile per tipologia a Raspadori: Giuseppe Rossi. Prima di fare i conti con una sfortuna impareggiabile, a 21 anni e 2 mesi Rossi aveva giocato 3.426’ (56 presenze) fra Premier League, Liga e Serie A (Manchester United, Newcastle, Villarreal e Parma). Non perché una quindicina d’anni fa in Italia la situazione dei giovani fosse migliore, ma semplicemente perché Pepito a 17 anni ebbe la fortuna di essere acquistato dallo United e quindi inserito in un sistema più sano e accogliente. Chi rimane qui invece è costretto a guardare gli altri e a perdere tempo prezioso nel suo percorso di crescita".

Poi altro termine di paragone, altro neroverde, come Scamacca, ceduto al Genoa in prestito: "Prendete il caso di Scamacca, il centravanti titolare della Under 21 azzurra, pure lui di proprietà del Sassuolo. Ha un anno in più di Raspadori, eppure in prima divisione ha giocato solo pochi minuti in più: 1285’ (31 presenze), fra Serie A e una manciata di partite in Olanda con lo Zwolle. Oltre a un campionato e mezzo in Serie B, chissà quanto formativi. In questa stagione il Sassuolo l’aveva mandato al Genoa nella speranza trovasse un po’ più di spazio, ma non è stato così. Anche qui il raffronto con il resto d’Europa è deprimente. Senza guardare a talenti assoluti come Haaland, Sancho o Foden, tutti più giovani di Raspadori, basta prendere un Greenwood a caso, cioè un ragazzo sicuramente interessante, ma non un campione conclamato: ebbene, a 19 anni e 6 mesi, giocando nel Manchester United, non nel Leeds o nel Genoa, ha 2812’ (58 presenze) di Premier League nelle gambe. È un tema di cui si discute troppo poco, salvo magari accorgersene quando l’Under 21 si presenta alla fase finale degli Europei e scopre di avere un minutaggio stagionale di 24.476’, contro i 43.520’ degli spagnoli o i 90.825’ dei cechi. Qualsiasi dato preso a caso ci racconta la stessa storia. Pensate che fra i giocatori in attività soltanto 4 hanno raggiunto le 100 presenze prima dei 22 anni in Serie A. Nella Liga spagnola 13, in Premier League 16, in Bundesliga 48. Per non parlare dell’utilizzo dei calciatori più stagionati. Quest’anno in Premier League e in Bundesliga sono stati impiegati 5 giocatori con più di 36 anni, nella Liga spagnola 8. In Serie A 25".

Sezione: Non solo Sasol / Data: Sab 10 aprile 2021 alle 22:33
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
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