Un punto in cinque giornate. E adesso anche una sconfitta che fa rumore, per proporzioni e per il modo in cui è maturata. Il 2-6 incassato contro la Lazio al Mapei Stadium certifica il momento più complicato del Sassuolo di Alberto Aquilani, passato in poco più di un mese dall'essere indicato come possibile sorpresa del campionato a una squadra che ha urgente bisogno di ritrovare equilibrio e risultati.

Il dato è impietoso: nelle ultime cinque partite di Serie A i neroverdi hanno conquistato soltanto un punto, quello ottenuto nel pareggio contro il Milan. Poi sono arrivate le sconfitte con Monza, Frosinone, Como e Lazio.

Una frenata netta, soprattutto se confrontata con l'inizio del campionato. Dopo quattro giornate il Sassuolo aveva raccolto sette punti, battuto Torino e Juventus e mostrato un calcio propositivo, accompagnato dalla crescita di diversi giovani. Da quel momento il rendimento è crollato.

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Tre sconfitte di fila e dodici gol subiti

A preoccupare non è soltanto la classifica. Nelle ultime tre partite contro Frosinone, Como e Lazio, il Sassuolo ha subito complessivamente 12 reti. Quattro allo Stirpe, due al Sinigaglia e sei al Mapei. Una sequenza che racconta meglio di qualsiasi altra statistica il problema principale della squadra.

Aquilani lo ha riconosciuto senza cercare attenuanti dopo la Lazio: il Sassuolo prova a costruire, ma concede troppo facilmente e soprattutto fatica a percepire il pericolo. Contro i biancocelesti l'espulsione di Thorstvedt dopo mezz'ora ha reso la partita ancora più complicata, ma il problema era già evidente: la Lazio aveva segnato tre volte nei primi sedici minuti.

Dal bel gioco alla necessità di fare punti

Il Sassuolo continua a produrre qualcosa in fase offensiva. Anche contro la Lazio, in inferiorità numerica, è riuscito a trovare il gol con Sebastiano Esposito e a provare a restare dentro la partita. Ma oggi non basta più. La priorità diventa recuperare solidità, distanze e quella capacità di soffrire che Aquilani ha chiesto più volte nelle ultime settimane. Per una squadra che ha come primo obiettivo la salvezza, il possesso e la qualità tecnica devono essere accompagnati da attenzione, aggressività e concretezza.

Il tecnico lo ha detto con chiarezza: "Si può perdere, ma non così". Non serve rinnegare il proprio calcio, ma serve renderlo sostenibile. Un punto in cinque giornate non è ancora una sentenza, ma è abbastanza per dire che la crisi esiste. E adesso questa emorragia va fermata prima che diventi qualcosa di più profondo e irreversibile.

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Sezione: News / Data: Mer 28 ottobre 2026 alle 13:08
Autore: Sarah G. Comotto
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