Il Sassuolo prova a giocare, spesso costruisce, segna anche con una certa continuità. Ma dietro continua a concedere troppo. E a questo punto il dato non può più essere considerato soltanto una coincidenza: 22 gol subiti in nove giornate, con 12 reti incassate nelle ultime tre partite contro Frosinone, Como e Lazio.

Tre sconfitte consecutive, tre partite molto diverse tra loro ma unite dallo stesso filo rosso: la facilità con cui gli avversari riescono ad arrivare al gol. La squadra di Alberto Aquilani ha segnato 14 reti, quindi non è sterile. Il problema è un altro. Ogni errore difensivo pesa il doppio e spesso trasforma una partita ancora aperta in una rincorsa quasi impossibile.

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Aquilani: "Se ogni volta che arrivano in area prendiamo gol, non sto allenando bene la squadra"

Lo stesso Aquilani, dopo il pesante 2-6 contro la Lazio, non ha nascosto la propria preoccupazione. "Noi siamo una squadra che si deve salvare e, quando devi salvarti, devi mettere qualcosina in più, magari facendo una proposta più propositiva. Ma se non c'è la percezione del pericolo diventa difficile. A volte abbiamo regalato dei gol. È un dato negativo: i numeri ti dicono che la partita la provi a fare, ma se ogni volta che gli avversari arrivano in area prendiamo gol, vuol dire che non sto allenando bene la squadra".

Parole forti, che fotografano bene il momento. Il problema non riguarda soltanto la linea difensiva. La fase di non possesso coinvolge tutta la squadra e oggi il Sassuolo mostra troppe difficoltà nelle letture, nelle distanze tra i reparti e soprattutto nella percezione del pericolo. Contro la Lazio, l'espulsione di Thorstvedt ha ovviamente complicato tutto. Ma il rosso non può spiegare da solo una partita già indirizzata prima della mezz'ora.

Gli errori pesano troppo

La Lazio ha segnato tre volte nei primi sedici minuti. Un dato che dice molto. Il Sassuolo aveva anche reagito all'1-0 iniziale, trovando subito il pareggio, ma ogni volta che sembrava poter rientrare nella partita arrivava un'altra concessione.

Errori di posizione, palloni gestiti male, marcature perse e ritardi nelle letture. Situazioni differenti, ma tutte riconducibili alla stessa fragilità. E quando la fase difensiva diventa così vulnerabile, anche ciò che funziona davanti rischia di perdere valore.

Senza Matic emergono i limiti dei giovani

Contro la Lazio, per la prima volta in stagione, Aquilani ha dovuto rinunciare a Nemanja Matic. L'assenza del serbo ha tolto al Sassuolo esperienza, ordine e capacità di gestire i momenti della partita. Al suo posto hanno trovato spazio giovani come Luca Lipani e Darryl Bakola, chiamati a prendersi responsabilità importanti in una serata tutt'altro che semplice.

Aquilani, però, non ha cercato alibi: "Matic ha 39 anni e ogni tanto bisogna pensare che non c'è. Oggi aveva un problema, ma bisogna pensare anche che ogni tanto giochi qualcun altro. Lipani e Bakola hanno del potenziale, ma devono crescere. Queste batoste le ho prese anch'io e possono aiutare, perché in Serie A bisogna andare più forte e i giovani passano anche da queste situazioni".

Ora serve cambiare passo

Le 14 reti segnate dimostrano che la squadra ha qualità e soluzioni offensive. Ma la salvezza passa soprattutto dalla capacità di abbassare drasticamente il numero dei gol concessi. Ventidue in nove giornate sono troppi.

Aquilani dovrà intervenire sull'organizzazione, ma anche sull'atteggiamento. Servono maggiore attenzione, cattiveria nei duelli e quella "percezione del pericolo" che il tecnico continua a chiedere.

Il Sassuolo può anche continuare a voler giocare un calcio propositivo. Ma se ogni errore diventa un gol, il rischio è che il bel gioco finisca per restare soltanto un dettaglio dentro partite perse.

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Sezione: News / Data: Mer 28 ottobre 2026 alle 09:42
Autore: Sarah G. Comotto
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