Era già insostenibile una sola settimana di sosta. Ora sono passate due settimane senza Serie A. Due. Settimane. Sembra di essere tornati a giugno, anche per le temperature. Nel calcio due settimane sono un’era geologica: abbastanza tempo per dimenticare il rumore di un pallone che sbatte sul palo, iniziare a guardare con sospetto il calendario e arrivare perfino a considerare interessante la domenica pomeriggio senza partite. Segnale evidente che la situazione è grave.

La sosta per le Nazionali ha anche il suo fascino, sia chiaro. C’è l’Italia, ci sono i neroverdi sparsi per l’Europa, ci sono gol, debutti e storie da raccontare. Ma per chi vive di campionato è un po’ come ordinare il caffè e vedersi portare una tisana: magari è buona, magari fa pure bene, però non era esattamente quello che avevi chiesto.

E così siamo arrivati a domenica. Il giorno sacro del pallone, quello in cui normalmente si controllano formazioni, indiscrezioni, infortuni e ballottaggi già dalla colazione. E invece niente Sassuolo. Il pallone non rotola, la classifica resta congelata come un surgelato dimenticato in fondo al freezer e il Fantacalcio sembra un’applicazione bancaria aperta per errore.

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Resistete: manca una settimana

La buona notizia, però, è che il peggio è praticamente passato. Adesso possiamo iniziare il conto alla rovescia vero. Ancora qualche giorno di allenamenti, nazionali che rientrano, bollettini medici da interpretare come antichi papiri egizi, dubbi di formazione e conferenze stampa. Poi finalmente si ricomincia. E il Sassuolo non ripartirà certo in sordina: domenica prossima arriverà il Milan al Mapei Stadium. Altro che risveglio graduale. Dopo settimane di astinenza, direttamente una dose da cavallo.

Sarà di nuovo tempo di Aquilani, Berardi, Esposito, Adzic e compagnia. Sarà di nuovo tempo di chiedersi chi gioca terzino, chi parte davanti, chi recupera dall’infortunio e perché l’arbitro abbia fischiato proprio quello. Torneranno le discussioni inutili ma indispensabili, quelle che iniziano novanta minuti prima della partita e finiscono più o meno il giovedì successivo. In poche parole: torneremo alla normalità.

La sosta è quasi finita

Questa domenica, dunque, va affrontata come l’ultima salita prima dello scollinamento. E visto che dalle parti di Sassuolo qualcuno ci ha insegnato che bisogna mai smettere di pedalare, non resta che stringere i denti ancora un po’. Guardate pure le Nazionali. Sistemate il giardino. Portate fuori il cane tre volte. Fate quella visita ai parenti che rimandate da mesi. Fingete perfino di essere persone che la domenica possono vivere senza controllare un risultato sul telefono.

Ma non abituatevi troppo. Tra sette giorni tornano i campionati. Torna la Serie A. Torna il Sassuolo. E improvvisamente avremo di nuovo problemi molto più importanti: una formazione sbagliata, un gol mangiato e novanta minuti di sofferenza volontaria. Finalmente. La sosta è quasi finita. Andate in pace.

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Sezione: News / Data: Dom 04 ottobre 2026 alle 09:02
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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