Tre fratelli, tre percorsi diversi e un traguardo che nessuna famiglia italiana aveva mai raggiunto prima. Salvatore, Sebastiano e Francesco Pio Esposito hanno tutti collezionato almeno una presenza con la Nazionale maggiore, trasformando una storia familiare già particolare in un caso unico nel calcio azzurro. Prima di loro c’erano stati i Baresi e gli Inzaghi, ma sempre fermandosi a due fratelli. Gli Esposito sono arrivati a tre.

Il primo era stato Salvatore, nel 2022, in Nations League sotto la gestione di Roberto Mancini. Poi è toccato a Sebastiano e Francesco Pio, che hanno completato il quadro e lunedì scorso hanno anche condiviso il campo dal primo minuto nella vittoria contro la Turchia. Questa sera, contro la Francia, i due potrebbero ritrovarsi nuovamente insieme. Dietro questa storia c’è anche Roberto La Florio, agente che nel 2014 seguì da vicino il passaggio dei tre fratelli dal Brescia all’Inter.

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"Seba era la punta di diamante della famiglia"

Quando La Florio entra in contatto con gli Esposito, è soprattutto Sebastiano a catturare inizialmente l’attenzione: "Erano un blocco unico. Seba era la punta di diamante della famiglia e io ero affezionato a tutti e tre, ma il piccolino, Pio, quello sì che mi era rimasto nel cuore".

I tre, rispettivamente classe 2000, 2002 e 2005, vivevano il calcio in maniera quasi inseparabile. Quando maturò la necessità di lasciare Brescia, La Florio decise di portare all’Inter l’intera situazione: "Li ho portati all’Inter perché non potevano più stare a Brescia - racconta a TMW - Salvatore doveva firmare il cartellino. Parlai con i nerazzurri, e alla fine si spostarono tutti e tre insieme".

Pio, il più piccolo con "qualcosa in più"

All’epoca Francesco Pio aveva appena nove anni. La Florio ricorda però di aver intravisto già allora caratteristiche fuori dal comune: "Vedevo che aveva qualcosa in più dei suoi coetanei, in primis la personalità. Era un 2005, giocava bene, aveva già una sua presenza".

Pio ha poi seguito tutto il percorso nel settore giovanile dell’Inter, fino ad arrivare alla Primavera e al calcio dei grandi: "Quando ci siamo rivisti che Pio era in Primavera, ci siamo salutati come ci si saluta quando conosci un ragazzo da quando è bambino. Pio è un ragazzo d’oro. Ha potenziale esagerato, fisico e tecnico. Ma soprattutto ha la testa sulle spalle".

La Florio non ha dubbi sul potenziale del più giovane dei tre: "Ragazzo perbene, serio. Per me può farcela ad arrivare a essere un campione dichiarato, ha le stimmate del top player e oggi è esattamente dove vuole essere".

Sebastiano, dal percorso tortuoso al Sassuolo

La storia di Sebastiano Esposito è stata invece più movimentata. Partito come il talento più luminoso della famiglia, ha attraversato esperienze diverse e una crescita meno lineare rispetto alle aspettative iniziali. Dopo un’estate complicata, ha però trovato una nuova dimensione al Sassuolo di Alberto Aquilani.

Il passaggio in neroverde gli ha restituito spazio, fiducia e centralità, fino alla chiamata in Nazionale maggiore. La vittoria contro la Turchia, con Sebastiano e Pio entrambi titolari, ha rappresentato il punto più alto di un percorso che sembrava scritto tanti anni fa ma che ha richiesto strade molto differenti per arrivare a compimento.

Salvatore, il primo ad arrivare in azzurro

Il paradosso della storia è che il primo dei tre ad arrivare in Nazionale maggiore è stato proprio Salvatore Esposito. Oggi veste la maglia della Sampdoria e continua a inseguire il ritorno in Serie A, dopo l’esperienza con lo Spezia.

La Florio non ha mai perso di vista il suo percorso: "Mi chiamavano tutti. Oggi vedo Pio e sono contento. Ma mi fa piacere anche per Seba e per Salvatore. A proposito, secondo me anche Salvatore merita di arrivare in Serie A. Ne sono convinto".

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Sezione: News / Data: Ven 02 ottobre 2026 alle 18:09
Autore: Sarah G. Comotto
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