Nel Sassuolo Primavera di Cristian Serpini c’è un nome che merita di essere seguito con particolare attenzione. È quello di Samuele Liberali, centrocampista classe 2008 arrivato in estate dalla Carrarese e già capace di lasciare il segno nelle prime giornate del campionato Primavera 1.

Non è ancora un giocatore da etichettare troppo in fretta, né tantomeno da caricare di paragoni pesanti. Ma il profilo è interessante per diversi motivi: struttura fisica, piede mancino, capacità di occupare più zone del campo e soprattutto una qualità che, alla sua età, fa spesso la differenza tra un buon centrocampista e uno realmente promettente: sa arrivare dentro l’azione, non si limita a passarci attraverso.

Nato a Firenze il 28 febbraio 2008, Liberali è alto circa 1,83 metri, gioca prevalentemente a centrocampo ed è mancino. Il Sassuolo lo ha preso in prestito dalla Carrarese, con opzione per l’acquisto a titolo definitivo, dopo che il club toscano lo aveva blindato fino al 2030.

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Dalla Toscana al Sassuolo: un percorso costruito senza fretta

Liberali è cresciuto calcisticamente passando anche dai settori giovanili di Fiorentina ed Empoli, prima di approdare alla Carrarese nella stagione 2024/25. Con l’Under 17 toscana ha trovato continuità, responsabilità e gol. Per lui 18 presenze e 5 reti nel campionato Under 17 2024/25; successivamente il salto nella Primavera della Carrarese gli ha permesso di ampliare ulteriormente il proprio bagaglio tecnico e tattico.

La crescita è stata sufficientemente evidente da convincere il club a portarlo anche nell’orbita della prima squadra. Nel maggio 2026 la Carrarese gli ha fatto firmare un contratto di apprendistato, presentandolo come uno dei prodotti più interessanti del proprio vivaio.  Pochi mesi più tardi è arrivata la chiamata del Sassuolo.

Un centrocampista, ma non soltanto

Definire Liberali semplicemente "centrocampista" è corretto, ma incompleto. Il suo vecchio allenatore alla Carrarese Primavera, Andrea Danesi, ne aveva descritto con precisione le caratteristiche: struttura fisica, qualità tecnica sul mancino e soprattutto grande capacità negli inserimenti senza palla. Nella stessa stagione era stato utilizzato da mezzala, trequartista, sottopunta e anche da falsa ala.

Liberali non sembra avere bisogno di essere confinato in una sola zolla di campo. Può partire da mezzala e accompagnare l’azione, può ricevere tra le linee, può alzarsi fino alla trequarti e può occupare lateralmente il campo senza essere necessariamente un esterno puro.

Il denominatore comune è il mancino. Quando riceve sul piede forte tende a cercare rapidamente la giocata verticale o a prepararsi lo spazio per avanzare. Non è il centrocampista che vive soltanto di palleggio orizzontale: il suo calcio cerca spesso la porta, direttamente o attraverso un movimento che porta un compagno in posizione pericolosa.

La qualità più interessante: l’inserimento

Il dettaglio che emerge maggiormente osservando il suo profilo è la predisposizione a muoversi senza pallone. È un aspetto spesso sottovalutato nei giovani, perché l’occhio viene naturalmente attirato dal dribbling, dall’assist o dalla giocata tecnica. Liberali, invece, può diventare pericoloso anche quando il pallone non ce l’ha.

Sa attaccare lo spazio alle spalle del centrocampo avversario, scegliere il momento per entrare in area e accompagnare l’azione senza occupare staticamente la stessa posizione.

Questa caratteristica spiega anche una discreta produzione offensiva per un centrocampista. Alla Carrarese aveva già mostrato una certa confidenza con il gol e anche l’avvio al Sassuolo ha confermato la tendenza. Nelle prime cinque giornate di Primavera 1 2026/27 ha realizzato 2 reti in 5 presenze, una contro il Bologna e una contro l’Empoli. 

Contro il Bologna, nel 5-3 neroverde, ha trovato un gol particolarmente apprezzato anche nelle pagelle di SassuoloNews.net, chiudendo la partita con una conclusione di qualità. Una settimana più tardi ha segnato ancora sul campo dell’Empoli, firmando il momentaneo pareggio nella sconfitta per 2-1.

Il mancino come arma, ma non come rifugio

Essere mancino, a livello giovanile, rappresenta spesso un vantaggio notevole. Nel caso di Liberali, però, non è soltanto una questione estetica. Il sinistro gli permette di dare una certa pulizia alla giocata, soprattutto quando riceve frontalmente o leggermente spostato sul centro-sinistra. Da quella zona può servire il compagno, cambiare gioco oppure preparare la conclusione.

Il passaggio successivo nella sua crescita sarà inevitabilmente quello di aumentare il livello di imprevedibilità: utilizzare meglio anche il destro, accelerare la scelta sotto pressione e ridurre il tempo tra controllo e giocata. Sono dettagli normali per un ragazzo di 18 anni, soprattutto quando il livello si alza e gli spazi diventano progressivamente più piccoli.

Fisico già interessante per l’età

Con i suoi 183 centimetri, Liberali possiede una struttura che può aiutarlo molto nella transizione verso il calcio dei grandi. Sofascore Non è il classico trequartista leggero e brevilineo. Ha leve abbastanza lunghe, presenza fisica e margini per migliorare ulteriormente nella gestione dei contrasti.

Questo gli permette di immaginare un’evoluzione anche da centrocampista completo, non esclusivamente offensivo. Naturalmente, avere centimetri non significa automaticamente essere dominante nei duelli. Il lavoro dovrà riguardare soprattutto l’uso del corpo, la protezione del pallone e l’intensità nelle due fasi. Ma la base atletica esiste.

Mezzala o trequartista: dove può rendere meglio?

È probabilmente la domanda più interessante. Da trequartista può sfruttare il mancino, la capacità di ricevere tra le linee e soprattutto il fiuto nell’accompagnare l’azione. Ma rischierebbe, forse, di essere limitato a una zona di campo troppo precisa.

Da mezzala, invece, può avere più metri davanti e sfruttare maggiormente gli inserimenti. Potrebbe diventare un centrocampista offensivo capace di partire più basso e arrivare in area, piuttosto che un numero 10 classico. La seconda interpretazione appare, almeno oggi, quella con maggiori prospettive.

Nel calcio moderno sono particolarmente preziosi i centrocampisti capaci di fare più cose: costruire, pressare, accompagnare, inserirsi e segnare. Liberali ha già alcune di queste componenti. Dovrà consolidare le altre.

Perché il Sassuolo ha puntato su di lui

L’operazione Liberali è molto coerente con il modo di lavorare del Sassuolo. Il club neroverde negli anni ha costruito buona parte del proprio patrimonio anticipando il mercato: prendere giocatori giovani prima della consacrazione, inserirli in un ambiente in cui possono sbagliare e crescere e poi capire quanto possano salire di livello.

Con Liberali il meccanismo è simile. Non è stato acquistato come giocatore già pronto per la prima squadra. È arrivato per entrare nella Primavera, misurarsi con un campionato superiore rispetto alle esperienze precedenti e provare a compiere gradualmente il salto.

L’impatto con la Primavera 1

Il salto di categoria non è stato invisibile. Liberali ha alternato partenze dall’inizio e ingressi dalla panchina nelle prime giornate, ma è comunque riuscito a trovare subito una certa continuità: 5 presenze, 2 gol e 352 minuti complessivi nel primo segmento di stagione registrato dalle statistiche disponibili. Scouting Web È un dato interessante perché la Primavera 1 presenta ritmi, fisicità e pressione superiori rispetto all’Under 17.

Il fatto che abbia già trovato la porta due volte indica una certa capacità di adattamento, ma il suo vero percorso andrà misurato nel medio periodo: continuità nei 90 minuti, responsabilità nella costruzione, rendimento contro squadre aggressive e crescita nella fase senza palla. È lì che si capirà quanto possa alzarsi il suo livello.

Cosa deve migliorare

Il potenziale c’è, ma il percorso resta lungo. Il primo aspetto riguarda la continuità dentro la partita. Un centrocampista moderno non può vivere soltanto degli episodi offensivi: deve partecipare alla manovra anche nei momenti meno appariscenti, dare linee di passaggio e restare dentro il ritmo.

Il secondo è la velocità decisionale. Nel calcio giovanile si hanno ancora frazioni di secondo in più per sistemarsi il pallone. Salendo di categoria, quel tempo scompare.

Il terzo riguarda la fase difensiva. Se il futuro sarà davvero da mezzala, Liberali dovrà aumentare efficacia nelle pressioni, lettura delle seconde palle e disciplina senza possesso.

Infine c’è l’aspetto più delicato per qualsiasi talento: capire quale sarà il suo ruolo definitivo senza togliergli quella duttilità che oggi rappresenta un vantaggio.

Il Sassuolo può aver trovato un altro progetto interessante

È ancora presto per capire dove arriverà Samuele Liberali. Cinque partite in Primavera 1 non possono trasformare un ragazzo in un giocatore pronto per la Serie A e due gol non bastano per emettere sentenze. Ma qualcosa si vede già.

Un mancino educato, struttura importante, capacità di inserirsi e più ruoli nelle gambe. Un ragazzo che ha già attraversato settori giovanili di livello, che alla Carrarese era diventato uno dei riferimenti del vivaio e che adesso ha scelto un contesto tradizionalmente favorevole alla crescita dei giovani.

Il Sassuolo lo osserva, Serpini lo sta inserendo gradualmente e il campo ha già cominciato a dare qualche risposta. Forse è questo il modo migliore per raccontarlo oggi: Samuele Liberali non è ancora un talento arrivato, ma un talento in costruzione. E spesso, dalle parti di Sassuolo, sono proprio quelli i giocatori più interessanti da seguire.

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Sezione: Sassuolo Primavera / Data: Ven 02 ottobre 2026 alle 18:53
Autore: Manuel Rizzo
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