Il Decreto Crescita è stato abolito ufficialmente dal 1° gennaio 2024, ma i suoi effetti continuano ancora oggi a farsi sentire nel calcio italiano. La cancellazione della norma, infatti, non ha avuto valore retroattivo: i contratti già stipulati e in possesso dei requisiti previsti hanno potuto continuare a beneficiare del regime fiscale agevolato.

E così, anche nella Serie A 2026/27, sono ancora numerosi i rapporti contrattuali sui quali il vecchio meccanismo resta attivo. Secondo il focus dedicato al monte ingaggi del massimo campionato pubblicato da TMW, sono 84 i contratti che continuano a rientrare nel Decreto Crescita. Una cifra significativa, anche perché ogni club di Serie A presenta almeno un giocatore ancora coperto dal beneficio.

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Sassuolo, cinque contratti ancora interessati

In casa Sassuolo sono cinque i contratti riconducibili al vecchio regime fiscale. Il più rilevante è quello di Armand Laurienté, che pesa per circa 2,56 milioni di euro lordi, a fronte di 2 milioni netti, con scadenza fissata al 2029.

Segue Josh Doig, con un ingaggio da circa 1,54 milioni lordi e 1 milione netto, legato al club fino al 2028. C’è poi Kristian Thorstvedt, il cui contratto vale circa 770mila euro lordi, pari a 600mila euro netti, con scadenza nel 2027.

A completare l’elenco ci sono Agustín Álvarez, con un ingaggio da circa 640mila euro lordi e 500mila netti, e Janis Antiste, a circa 450mila euro lordi e 350mila netti. Entrambi, però, sono attualmente ceduti in prestito.

Un’eredità fiscale ancora presente

Il dato dimostra come, nonostante l’abolizione risalga ormai a quasi tre anni fa, il Decreto Crescita continui ad avere effetti concreti sulla struttura dei costi di diversi club. Per il Sassuolo, il beneficio riguarda soprattutto alcuni giocatori arrivati dall’estero negli anni precedenti alla cancellazione della norma e ancora sotto contratto.

Il meccanismo aveva permesso ai club italiani di sostenere un costo lordo inferiore a parità di stipendio netto, rendendo più conveniente l’ingaggio di calciatori provenienti dall’estero. Con l’abolizione del 2024 questa possibilità è venuta meno per i nuovi contratti, ma resta ancora valida per quelli già in essere e in possesso dei requisiti previsti.

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Sezione: News / Data: Gio 01 ottobre 2026 alle 12:35
Autore: Sarah G. Comotto
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