Sono passati sette anni dalla scomparsa di Giorgio Squinzi, ma a Sassuolo il suo nome continua a essere molto più di un ricordo. È una presenza che resiste nel tempo, dentro la storia del club, nelle tribune, nei racconti dei tifosi e soprattutto in quel percorso che ha trasformato una realtà di provincia in una delle favole più sorprendenti del calcio italiano.

Il 2 ottobre resta inevitabilmente una giornata particolare per tutto il mondo neroverde. Perché parlare di Squinzi significa parlare dell’uomo che ha creduto nel Sassuolo quando immaginare certi traguardi sembrava quasi impossibile.

Prima la Serie B, poi la Serie A, infine addirittura l’Europa. Passaggi che oggi fanno parte della storia del club, ma che nascono da una visione precisa e da una passione autentica.

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Dal sogno alla realtà

Giorgio Squinzi non aveva mai nascosto il suo amore per il calcio e per quei colori. Sotto la sua proprietà il Sassuolo ha costruito una crescita costante, senza salti nel buio ma attraverso programmazione, investimenti e pazienza.

Il club è arrivato per la prima volta in Serie B, ha conquistato la storica promozione in Serie A e, stagione dopo stagione, si è consolidato fino a raggiungere uno dei punti più alti della propria storia: la qualificazione alle competizioni europee. Un traguardo che, per una città delle dimensioni di Sassuolo, sembrava appartenere a un’altra dimensione. E invece è diventato realtà.

La caduta e la ripartenza

In questi sette anni il Sassuolo ha attraversato anche momenti difficili. È caduto, ha dovuto ricostruire e trovare nuovamente la forza per ripartire. Ma proprio nei passaggi più complicati è tornata spesso alla mente una delle frasi che più di tutte identificano Squinzi: “Mai smettere di pedalare”.

Non soltanto uno slogan, ma quasi un modo di intendere il lavoro e la vita. Continuare anche quando la strada sale, senza perdere la direzione. Il Sassuolo ha provato a farlo anche dopo di lui: rialzarsi, ripartire e continuare a inseguire il proprio futuro.

Un’eredità portata avanti dalla famiglia

Uno dei lasciti più importanti di Giorgio Squinzi è stato quello di aver trasmesso la sua passione alla famiglia. I suoi figli hanno raccolto quell’eredità e continuato a sostenere il progetto neroverde, permettendo al Sassuolo di proseguire un percorso iniziato molti anni prima.

Il sogno non si è fermato con la sua scomparsa. È cambiato, ha attraversato stagioni diverse, momenti esaltanti e altri più complicati, ma è rimasto in piedi.

“Grazie per tutto quello che hai fatto”

Per i tifosi neroverdi, il sentimento resta soprattutto uno: gratitudine. Gratitudine per aver trasformato il Sassuolo, per averlo portato su palcoscenici che sembravano irraggiungibili e per aver dato a una comunità la possibilità di vivere anni che resteranno per sempre nella memoria.

Sette anni dopo, il messaggio potrebbe essere ancora quello di allora: Caro Giorgio, ci manchi.
Il Sassuolo continua a giocare, a vincere, a perdere, a cadere e a rialzarsi. Ma dentro ogni passo rimane qualcosa della strada che hai indicato, perché la Serie B, la Serie A e l’Europa non sono soltanto risultati sportivi. Sono pezzi di una storia che porta anche il tuo nome.

E finché il Sassuolo continuerà a inseguire i propri sogni, quella frase continuerà a tornare. Mai smettere di pedalare.

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Sezione: News / Data: Ven 02 ottobre 2026 alle 16:14
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
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