Scusate se sfrutto questo spazio per una questione 'personale' ma ci tenevo a ringraziare di cuore aii (pochi ma buoni) presenti che si sono messi in macchina, chi da distanze più ravvicinate chi da distanze più lontane, per venirmi ad ascoltare, per venire ad assistere alla presentazione del libro "Sassuolo, la promessa mantenuta". Non è andata come avrei sperato in termini numerici. Devo ammetterlo. Lo sapete, sono sincero con voi. Sui social sbattiamo sempre i nostri successi, i pienoni, i bei piatti di un ristorante, le cosce al mare, ma ieri non c'era molta gente. Vuoi per il periodo, vuoi per il caldo, vuoi perché non sono nessuno, ma devo dire un grande grazie a Marco Nosotti che ha allietato la serata con la sua presenza e poi alle persone che hanno deciso di venire al Teatro Rompianesi per la presentazione.

Chi non c'era, beh lo devo dire, si è perso una serata stupenda. Non lo dico con livello di vendetta versione Shakira ma spero che i presenti possano confermare. Tante erano le sorprese preparate e se le sono godute pochi eletti. Sono intervenuti sul palco anche il presidente del Sassuolo Carlo Rossi che ci ha parlato non solo dell'amarezza della retrocessione ma anche dell'importanza attuale di Veronica Squinzi per il nuovo Sassuolo, a sorpresa è intervenuto il direttore sportivo Francesco Palmieri che tra un ricordo sulla promozione e uno sull'annata recente si è sbilanciato anche sul calciomercato Sassuolo estivo. Infine presente anche l'amministrazione comunale con la vicesindaco Serena Lenzotti che ha promesso un condizionatore a teatro (e ce n'è davvero bisogno!).

Grazie a chi ha acquistato il libro e a chi continuerà a farlo perché "Sassuolo, la promessa mantenuta" non è solo un libro che riavvolge il nastro dei ricordi sull'annata della promozione ma è anche un libro sul riscatto, una metafora della vita sul cadere e rialzarsi. Volevo che al lettore, al tifoso sassolese tornasse quella stretta allo stomaco per il rigore sbagliato di Laurienté a Catanzaro, la scarica di adrenalina quando è rientrato Berardi, la sensazione surreale di quel derby contro la Reggiana, e la gioia quasi irreale della festa sul divano il 13 aprile.

Ho provato a mischiare emozione e ironia, perché è così che abbiamo passato quella stagione: a volte bestemmiando, a volte ridendo di noi stessi, altre volte con il magone in gola. Non volevo un libro da giornalista distaccato. Volevo un libro sincero, caldo, a tratti anche un po’ cattivo…proprio come le chiacchierate che facciamo al bar dopo la partita. Alla fine, più che una cronaca sportiva, è un viaggio emotivo. È una storia universale di caduta e riscatto. Chi ama il calcio capisce che non è solo una questione di colori. È la storia di chi non si arrende. E questo vale per tutti.

La presentazione del libro. Video Vanni Zagnoli
Sezione: Editoriali / Data: Sab 27 giugno 2026 alle 18:34
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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