Dopo 13 anni di miracoli laici, Giovanni Carnevali ha fatto le valigie e se n’è andato a Torino a fare il mago delle plusvalenze per la Juventus. E mentre la carrozza bianconera si allontanava verso la Continassa, la proprietà Mapei ha fatto quello che ogni famiglia seria fa quando il 'maggiordomo' storico se ne va: ha messo la figlia maggiore al timone.

Benvenuta, Veronica Squinzi, nuovo Amministratore Delegato e Direttore Generale del Sassuolo. Non è un colpo di scena da soap opera, è un passaggio di consegne in puro stile Mapei: elegante, discreto e con la colla giusta per tenere tutto insieme. Veronica non arriva da fuori. Era già vicepresidente, è co-CEO di un impero chimico che tiene in piedi mezzo mondo (letteralmente) e conosce il club meglio di chiunque altro. In pratica, è come se dopo anni di pilota automatico avessimo deciso di far guidare la macchina a chi l’ha sempre finanziata. Veronica arriva con un curriculum da far paura: Bocconi, controllo di gestione, consigli d’amministrazione, Trilateral Commission… tutto tranne, forse, l’aver trattato il rinnovo di Berardi alle tre di notte. Ma vabbè, dettagli. Intanto Carlo Rossi resta presidente (per fortuna, qualcuno che almeno sa dov’è lo stadio) e Marco Squinzi vicepresidente. La ditta di famiglia è salva.

Carnevali lasciava un’eredità pesante: plusvalenze da capogiro, scouting da Nobel e quella capacità quasi mistica di vendere un ragazzo a 25 milioni facendoti credere che gliene stavi facendo un favore. Veronica Squinzi non dovrà imitarlo. Dovrà evolversi. Perché il Sassuolo 2.0 non può più essere solo “quello delle cessioni intelligenti”, ma deve diventare anche “quello che tiene i pezzi buoni quando servono”. Metaforicamente parlando, i neroverdi hanno sostituito il direttore d’orchestra con la padrona di casa. Carnevali dirigeva la sinfonia con la bacchetta magica del mercato. Veronica ha le chiavi di tutta la villa, del Mapei Stadium, del centro sportivo e pure del conto corrente. Vedremo se userà la bacchetta o il libretto degli assegni. Probabilmente entrambe, con giudizio.

La proprietà ha scelto dunque la continuità. Tradotto dal sassolese stretto: "Abbiamo deciso di non rischiare con estranei". In pratica hanno fatto come quei ristoranti che, quando lo chef se ne va, mettono la moglie ai fornelli. Speriamo solo che non finisca come in quei posti dove il ragù non sa più di niente ma “è fatto in casa”. La scelta è di grande buonsenso, la migliore da prendere visto l'addio quasi inaspettato (e soprattutto viste le tempistiche) dell'a.d. milanese. In un momento delicatissimo - mercato estivo da costruire, stagione da programmare, Aquilani da far partire con il piede giusto - la famiglia Squinzi ha deciso di non affidarsi a un estraneo. Ha messo una di loro. Resta da capire se questa sarà la soluzione definitiva o una reggenza di alto livello in attesa di un nuovo Carnevali (probabile che con molta calma venga scelta una nuova figura dirigenziale). Per ora il messaggio è limpido: continuità, solidità e presenza diretta della proprietà. Tradotto in neroverde: “Ragazzi, ci siamo noi. E ci restiamo. State tranquilli e sereni, nulla cambia”. Buona fortuna Veronica, buona fortuna Marco. Ne servirà un po’ a tutti. Bentornati nell’era Mapei purissima. Speriamo solo che la colla tenga.

Sezione: Editoriali / Data: Mer 17 giugno 2026 alle 13:29
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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