L’addio di Giovanni Carnevali non era nell’aria fino a poche settimane fa. Eppure, quando è arrivato, ha segnato la fine di un ciclo. L’uomo che per oltre dieci anni è stato il deus ex machina del Sassuolo – colui che ha trasformato un club di provincia in un modello di scouting, plusvalenze e identità europea – lascia un vuoto grande, ma non un buco nero. Al suo posto non arriva il caos, ma un progetto chiaro: il Sassuolo 2.0. Una nuova era che parte...da una fotografia.

Quando la società ha annunciato Alberto Aquilani come nuovo allenatore, ha scelto di diffondere proprio quell’immagine: Aquilani sorridente accanto al direttore sportivo Francesco Palmieri, al presidente Carlo Rossi e ai proprietari Marco e Veronica Squinzi che hanno accolto il nuovo tecnico all'ingresso del Mapei Football Center (come da immagini apparse su un'altra testata, ringraziamo ancora una volta per aver tenuto la stampa locale all'oscuro di tutto e come sempre all'ultimo cerchio della catena comunicativa). Non è un dettaglio di comunicazione. È una dichiarazione di intenti. È il segnale che il Sassuolo riparte compatto, unito, senza bisogno di un superuomo al centro di tutto.

Da oggi Palmieri sarà figura apicale. La società gli ha riconosciuto la continuità tecnica e la capacità di interpretare il DNA neroverde. Accanto a lui arriverà un nuovo dirigente con background Mapei a rafforzare la struttura (poi dopo non è da escludere che possano integrare l'area sportiva con una figura più legata al mondo del calcio ma eventualmente è un passo che dovrebbero fare in seconda battuta). Ma il vero collante del nuovo corso sarà Veronica Squinzi. La proprietaria diventa ora figura centrale. La sua presenza nella foto non è di rappresentanza: è sostanza. Rappresenta la proprietà che scende in campo in prima persona, che garantisce stabilità e visione a lungo termine in un momento di transizione delicata.

Scegliere Aquilani non è stata una mossa di ripiego. È stata una scelta di campo precisa: un tecnico giovane, preparato, con idee moderne, che conosce l’ambiente e crede nel progetto di valorizzazione dei talenti. Dopo le esperienze positive con la Primavera della Fiorentina, Pisa e soprattutto Catanzaro, Aquilani rappresenta perfettamente il profilo che il Sassuolo ha sempre premiato: ambizioso ma non divistico, competente ma non costoso. La foto con Palmieri, Rossi e gli Squinzi è anche questo: il messaggio che allenatore e dirigenza sono pronti a remare nella stessa direzione fin dal primo giorno. Niente fughe in avanti, niente egoismi. Solo un club che sa chi è e dove vuole andare.

Il Sassuolo perde il suo artefice più visibile, colui che spesso è finito in vetrina, il catalizzatore del mondo neroverde, ma non perde la sua anima. L’identità costruita in questi anni – scouting di qualità, gestione oculata, coraggio nel lanciare giovani – non se ne va con una persona. Viene ereditata, condivisa, moltiplicata. La nuova era non sarà “dopo Carnevali”. Sarà il Sassuolo 2.0: più distribuito nelle responsabilità, più corale nelle decisioni, forse ancor più familiare. Con Veronica Squinzi in primo piano, Palmieri con maggiore autonomia e una proprietà che non ha mai mollato neppure nei momenti difficili. Quella foto non è solo un’immagine di presentazione. È la nuova copertina del Sassuolo. Bentornati nella nuova era, neroverdi. Si riparte insieme.

Sezione: Editoriali / Data: Sab 13 giugno 2026 alle 14:15
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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