Giovanni Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo, ha parlato a La Politica nel Pallone su Radio Gr1 Parlamento. Ecco il suo intervento trascritto per voi dalla redazione di SassuoloNews.net: "È un colpo Grosso perché abbiamo fatto una gara importante contro un'Atalanta che conosciamo tutti e la dimostrazione di ieri è stata quella di essere squadra, una squadra che ha dimostrato un grande spirito, determinata nei momenti cruciali. Abbiamo giocato in inferiorità numerica per 75 minuti e giocare in 10 per quasi tutta la partita contro una squadra importante è difficile ma credo sia stata la dimostrazione da parte di tutti della voglia di aiutarsi l'un l'altro per ottenere un risultato e con la consapevolezza di una squadra che quest'anno sta facendo molto bene".

Un Sassuolo di lotta e di governo?
"Nel momento in cui viene a mancare un giocatore come Pinamonti che comunque è un giocatore importante, che anche in questo campionato sta dimostrando grande valore, perdi qualcosa che ti può dare meno sicurezza ed è venuto fuori lo spirito: manca un giocatore, ce ne sono altri 10, ma anche chi è entrato e chi non ha giocato, lo spirito di squadra di voler ottenere qualcosa di importante, riuscendo così a soccombere a una mancanza così importante come quella di Pinamonti che è un giocatore molto importante per noi".

Tiratina d'orecchie a Pinamonti?
"No, a fine partita subentrava la voglia di aver fatto qualcosa di importante. Pinamonti ha commesso un fallo da espulsione, per cui niente da dire, era un fallo dove Pinamonti non ha visto l'avversario e niente tiratine d'orecchio e nulla da dire all'arbitro che ha arbitrato bene e io gli farei un plauso perché si parla tanto degli arbitri quando sbagliano ma ieri l'arbitro ha fatto bene e complimenti anche a lui".

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Con l'Atalanta due su due quest'anno, 6 punti. Siete specializzati in scienza della Dea?
"Godiamoci queste quattro vittorie nelle ultime cinque partite. Conosciamo la forza dell'Atalanta, non dobbiamo pensare solo all'Atalanta, dobbiamo già pensare alla prossima partita con la Lazio perché il cammino è ancora lungo e magari c'è la possibilità di toglierci qualche altra soddisfazione ancora".

Questo è il terzo miglior cammino del Sassuolo nella sua storia in A dopo il 2025/16 e il 20/21. E Grosso sta facendo un grande lavoro...
"Andammo in Europa League il primo anno, al secondo non andammo in Conference con la Roma che arrivò a pari punti e aveva una migliore differenza reti. Il nostro obiettivo è la salvezza ma dobbiamo di migliorarci sempre di più avendo anche una proprietà ambiziosa. Noi su Grosso non abbiamo mai avuto dubbi sin dall'anno scorso. Io sono a Sassuolo da 13 anni, ha fatto 12 anni di Serie A, la nostra politica è stata quella di lavorare su allenatori giovani che sposino la nostra filosofia di gioco e Grosso sta dando tanto a questa squadra e come ho sempre detto può ambire a club importanti".

Che cammino attende il Sassuolo da qui alla fine?
"Dopo la partita di Parma il campionato finirà e dovremo pensare alla prossima stagione. Ci attendono gare difficili ma è il bello della Serie A, della competitività, il bello che ogni domenica è una sfida e le sfide ci piacciono, penso che questa sia un po' anche la nostra filosofia. Puntiamo sui giovani, abbiamo un modo di lavorare che difficilmente viene cambiato in base ai risultati e credo sia il fascino di questa Serie A perché tutte le partite non sono mai scontate".

Ci racconta un po' di più di Muric? Lo riscatterete a fine anno?
"È un giocatore che abbiamo preso in prestito con un diritto di riscatto, sta facendo molto bene, non è neanche tanto una sorpresa, lo conoscevamo. Abbiamo un diritto di riscatto nei confronti dell'Ipswich e faremo le nostre valutazioni. Sta dimostrando un grande valore e alle condizioni giuste è un ragazzo che ha dato molto a noi, credo sia uno di quelli più promettenti e che ha dimostrato le cose migliori in questo campionato".

L'autobus che passa dall'Europa metteremo una fermata per Reggio Emilia?
"Magari! La differenza anche a livello di punti è elevata, basta pensare al Como che una volta poteva essere una squadra a un livello medio-basso e ora può ambire alla Champions. Il campionato è difficile, ma noi dobbiamo cercare di far bene, divertirci, poi quello che otterremo sarà tutto di guadagnato".

I club importanti a maggio hanno già deciso cosa fare, non arrivano a Ferragosto per decidere. Lavora ancora all'antica o è avventuroso Carnevali?
"La nostra politica è quella di fare le cose con programmazione, poi nel calcio non è così facile perché noi oggi possiamo avere un'idea in base a qualche giocatore che possa andar via perché può avere delle richieste importanti ma dipende dal valore, dal prezzo, dalla società che acquista, non sappiamo se le operazioni si possono concludere o meno ma sappiamo già i giocatori che possono avere delle valutazioni importanti e stiamo già cercando quei ragazzi poi che arriveranno a rimpiazzarli in quei ruoli. Tutte le società hanno bisogno di programmazione, non è facile ma noi ci proviamo, come abbiamo sempre cercato di fare. La forza di questa società è la proprietà, poi dopo c'è la società e dopo ci sono allenatori, giocatori, un mix di componenti, ma proprietà e società sono determinanti perché cerchiamo di gestire questa società come vuole la proprietà, come una delle aziende che Mapei ha. Difficile perché il mondo del calcio è particolare ma noi cerchiamo di fare questo e dobbiamo dire grazie alla famiglia Squinzi che ci permette di lavorare in questo modo".

Poi c'è un giocatore che di nome fa Domenico e di cognome Berardi...
"Il vero cognome è campione perché lui è un campione sotto tutti gli aspetti, è un giocatore straordinario, e anche in questo campionato sta dimostrando dei valori di altissimo livello. Ma basta vedere la partita di ieri come si è sacrificato in fase difensiva, è un giocatore completo. È diventato un uomo società e noi siamo sempre stati contentissimi di averlo con noi. Le scelte le abbiamo fatte sempre assieme a lui. Quando ci sono questi giocatori che credono ancora in certi valori è importante, oggi è difficile trovare giocatori che la pensano come Berardi".

Laurienté, ha citofonato il Napoli a gennaio? Si parte da una base d'asta di 30 milioni a gennaio?
"No, non ha citofonato. Non è andata in porto a 20 milioni per cui sicuramente sopra ai 20 milioni, altrimenti lo avremmo già venduto a 20".

Molto bene anche Koné...
"È un giocatore che sta facendo bene ma sono molto contento di tutta la squadra in generale, per cui i giocatori che si sono valorizzati molto grazie a mister Grosso, sono giocatori che hanno margini di crescita ancora importanti. La nostra società cerca di essere sostenibile. Koné, Muharemovic, Laurienté, ci sono tanti ragazzi ma non possiamo cederli tutti, l'obiettivo è costruire una squadra per poterci anche migliorare. Qualche cessione ci sarà perché fa parte della nostra politica, vendere e poi andare ad acquistare giocatori che possano costare meno per poi essere rivenduti".

Vale più di Frattesi?
"Frattesi è un giocatore speciale, è anche italiano per cui ha un valore diverso. Ogni club italiano dovrebbe avere a disposizione Frattesi, tant'è che l'Inter prima di liberarsene ci pensa a lungo. 30 milioni? Possono bastare ma dipende chi viene a bussare alla porta, bisogna essere realisti, non dobbiamo sparare cifre a vanvera, ci sono i momenti, bisogna fare tante considerazioni".

Thorstvedt vale più dei 12 milioni offerti dalla Fiorentina?
"Non ho mai ricevuto un'offerta dalla Fiorentina, ne abbiamo parlato con il procuratore, forse non gli ho neanche dato valore perché quella proposta non meritava risposta".

Il Mondiale?
"È importantissimo per tutto il nostro calcio, per i dilettanti, i bambini, è come se fosse un obbligo arrivare ai Mondiali, dobbiamo fare di tutto per andarci".

Favorevole alle modifiche del VAR che arriveranno?
"Io credo di sì, il VAR deve intervenire quando c'è un evento importante, dobbiamo smetterla di attaccare gli arbitri. Mi dispiace che i grandi club attacchino sempre gli arbitri, non in modo corretto queste persone che invece vanno aiutate. Ci sono delle regole sbagliate che devono cambiare ma sono sicuro che faranno le cose per migliorare".

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Sezione: News / Data: Lun 02 marzo 2026 alle 15:41
Autore: Manuel Rizzo
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