Il Sassuolo ha scritto una pagina storica della sua stagione e non solo, superando l'Atalanta 2-1 nonostante l'espulsione di Andrea Pinamonti dopo appena un quarto d'ora di gioco. Guidati da 'Leonida' Fabio Grosso, i neroverdi hanno tirato fuori una prestazione di grande carattere e resilienza, trasformando una partita che sembrava compromessa in una battaglia che resterà nei libri di storia e che li proietta al nono posto con 38 punti, a ridosso delle zone europee.

L'Atalanta di Raffaele Palladino, reduce da un momento di forma ottimale con 7 vittorie nelle ultime 9 e l'eliminazione del Borussia Dortmund dalla Champions League, ha pagato un palleggio troppo lento nel primo tempo - come affermato anche dallo stesso tecnico post gara - subendo le transizioni rapide dei padroni di casa, per poi reagire troppo tardi con il gol di Yunus Musah.

Grosso ha optato inizialmente per il consueto 4-3-3, con Arijanet Muric in porta, una linea difensiva composta da Coulibaly (Walukiewicz era squalificato), Idzes, Muharemovic e Garcia, un centrocampo con Koné, Matic e Thorstvedt, e un tridente offensivo formato da Berardi, Pinamonti e Laurienté. Inizialmente, anche in 11 contro 11, il Sassuolo è andato in difficoltà con il gioco dell'Atalanta che, un po' come fatto dal Verona la settimana scorsa, aveva complicato la vita alla retroguardia neroverde con i lanci a scavalcare il centrocampo e alle spalle della difesa, mettendo in difficoltà il pacchetto arretrato di Grosso.

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Dall'altra parte, Palladino ha schierato un 3-4-2-1 più compatto, con Carnesecchi tra i pali, una difesa a tre con Scalvini, Djimsiti e Kolasinac, esterni Bellanova e Bernasconi, mediana con De Roon e Pasalic, e l'attacco affidato alla classe di Samardzic e ai guizzi di Zalewski e Scamacca riferimento centrale. L'idea era quella di controllare il possesso svuotando il centrocampo per liberare gli uomini tra le linee.

L'equilibrio si è spezzato al 15' minuto con il rosso diretto a Pinamonti per un fallo su Djimsiti, lasciando il Sassuolo in inferiorità numerica. Qui Grosso, giocoforza, si è dovuto adattare e ha dovuto (almeno in parte) rivedere i suoi piani: passaggio immediato a un classico 4-4-1, con Laurienté unico riferimento offensivo che ha poi ricoperto sia il ruolo di esterno che quello di punto orfano di Pinamonti e Berardi arretrato a supporto del centrocampo e della difesa, che ha giocato anche da terzino sotto gli occhi dello staff della nazionale.

Due linee da 4 classiche che difendevano con doppio blocco basso, soprattutto dopo l'1-0 siglato da Koné, che ha messo in discesa (da questo punto di vista) la gara per i neroverdi. Questa mossa ha neutralizzato il dominio territoriale dell'Atalanta (ben 25 in questa gara ma solo 8 in porta con il 77% di possesso palla finale, 3.21 il dato degli XG contro l'1.44 neroverde secondo la Lega Serie A), costringendo i nerazzurri a un possesso sterile e prevedibile nel primo tempo che ha permesso alle due linee difensive del Sassuolo di compattarsi, con solo 4 big chances subite.

Il vantaggio neroverde è arrivato al 34' su azione da calcio d'angolo battuto da Laurienté: Ismael Koné, sfruttando un errore di marcatura di De Roon, ha insaccato da pochi passi, siglando il suo quinto gol stagionale. Un'azione che sottolinea la pericolosità del Sassuolo sui calci piazzati (28% dei gol da piazzati in campionato) e ha permesso al Sassuolo poi di gestire la partita nel migliore dei modi, anche con l'uomo in meno.

Nella ripresa, l'Atalanta ha intensificato il pressing ma il Sassuolo ha raddoppiato al 67' con Kristian Thorstvedt, sfruttando alla perfezione un contropiede orchestrato da Laurienté. Palladino ha reagito con altri cambi. L'Atalanta è riuscita a sfruttare meglio le fasce con Zappacosta e Sulemana in particolare e proprio dal cross dell'ex Toro è arrivato all'88' ma era troppo tardi. Muric ha blindato il risultato con parate decisive (68% di salvataggi), e il Sassuolo ha gestito il finale con una difesa bassa e compatta, vincendo con carattere, cuore, grinta e sudore, restando squadra anche con l'uomo vero.

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Sezione: News / Data: Mar 03 marzo 2026 alle 14:47
Autore: Manuel Rizzo
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