Il Sassuolo ha sconfitto l'Atalanta 2-1 in inferiorità numerica per tre quarti di gara, come se Fabio Grosso avesse invocato gli dei del calcio per una beffa cosmica. I neroverdi hanno trasformato un potenziale massacro in una pagina storica del calcio neroverde, un po' come la battaglia alle Termopili. Ecco le pagelle rivisitate con sarcasmo tagliente. Perché? Ne sentivamo il bisogno.

Muric 7 - Inizia con un'uscita da clown ubriaco, poi si redime con parate volanti che salvano la pelle a tutti. Senza di lui, saremmo a parlare di goleada: complimenti, hai evitato il disastro con grazia felina. Musah lo buca sul finale, ma solo perché Muric stava già pensando alla birra post-partita. Felino.

Coulibaly 6,5 - Ah, la follia incarnata: un secondo genio del male, l'altro pasticcione da barzelletta, ma miracolosamente resiste sulla fascia contro Zalewski e Sulemana. Sopravvissuto per grazia divina, o forse per pietà avversaria. Sopravvissuto.

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Idzes 7 - La coppia centrale finge di brillare, ma all'inizio inciampa sui lanci a scavalcare come un elefante su pattini; in dieci, trasforma i cross alti in un buffet facile. Grazie al cielo per l'aria rarefatta. Rarefatto.

Muharemovic 7 - Si finge trequartista nella sua area con tocchi da diva capricciosa, rischiando grosso per vanità, ma poi indossa l'elmetto e respinge tutto come un buttafuori annoiato in una discoteca sulle rive del Garda la sera. Capriccioso.

Garcia 6,5 - Bella prova, eh? Bellanova e Zappacosta lo seminano un paio di volte, lasciandolo solo come un naufrago negli uno contro uno. Regge con grinta da eroe tragico. Lui è bravo a chiudere spazi, fingendo di non essere stanco morto. In dieci, ha corso per due...o era un clone? Maratoneta.

Koné 7,5 - Il guizzo per l'1-0 arriva in un momento da panico puro, con la squadra fresca di espulsione; poi aiuta la mediana con falcate da star hollywoodiana in fuga dai paparazzi. Star della serata, ha trasformato il caos in arte. Hollywoodiano.

(Dall'89') Doig S.v. - Entra per un'apparizione fantasma, giusto per dire "c'ero anch'io" senza muovere un muscolo. Fantasma.

Matic 7 - Dispensa esperienza come un vecchio saggio che sa tutto, inclusa la furbata di protestare per un giallo mancato e perdere tempo prezioso. Vecchio volpone, eh? Volpone.

(Dal 73') Lipani 6 - Nel finale esegue il compitino come un burocrate svogliato, senza guizzi né disastri. Svogliato.

Thorstvedt 7,5 - Il testone sfiora il pallone all'inizio, e il mancino sigilla il 2-0: una prova che trasforma occasioni in trionfi, con un ghigno da "ve l'avevo detto". Corre ovunque con energia da vendere, come un vichingo che saccheggia un villaggio. Eroe del match, ha fatto esplodere il Mapei. Ghignante.

Berardi 7 - Terzino per necessità, rincorre avversari come l'alano che rincorre Pozzetto in Grandi Mazzini, con Grosso che urla che lo ha fatto 'castrare' e con Zalewski che risponde: "Ma io non ho mica paura che mi in**li, ho paura che mi morda". Non segna, ma trascina con l'esempio, sussurrando a Gattuso: "Vedi? So fare il martire anch'io". Martire.

(Dal 73') Fadera S.v. - Due minuti di gloria interrotti da uno scontro alla testa: il calcio è crudele, eh? Sfortunato come un gatto nero. Sfortunato.

(Dal 79') Iannoni S.v. - Entra per un saluto rapido Ciao mamma, guarda come mi diverto.

Pinamonti 4 - Aveva giurato di "star dentro la partita", invece esce dopo 15' con un rosso da assassino dilettante: "Non l'ho visto", dice, ma in era VAR è come negare il sole. Espulso per un fallo da cartone animato, lascia i compagni a sguazzare nel fango. Voleva fare l'eroe, è diventato il cattivo della storia. Kamikaze.

Laurienté 7,5 - Mezzo voto in più per il circo solitario: tiene l'attacco da 11 e da 9, terrorizza la difesa con ripartenze da prestigiatore. Corner e giocata sul bis, come a dire "io solo contro il mondo". Prestigiatore.

(Dal 73') Nzola 5,5 - Prova a tenere palloni con il fisico, ma li perde come un giocoliere con le mani unte: sforzi epici, risultati comici. Untuoso.

Grosso 7,5 - Il Sassuolo è già salvo (e mancano 11 partite), ottavo dietro le big, e vince in dieci per 75 minuti con carattere da epopea, e vince in dieci con carattere da 300. Lui Leonida, un condottiero che trasforma fiaschi in fiabe. Questa è la sua perla da allenatore. Epico.

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Sezione: News / Data: Lun 02 marzo 2026 alle 16:50
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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