L'amministratore delegato e direttore generale del Sassuolo Giovanni Carnevali, nel corso del suo intervento a La Politica nel Pallone, ha delineato con chiarezza i piani futuri del club neroverde, confermando un approccio equilibrato tra ambizioni sportive e sostenibilità economica. Il dirigente si è soffermato e ha sottolineato la necessità di un calciomercato Sassuolo intelligente, con cessioni inevitabili e fondamentali per finanziare nuovi investimenti.

Il dirigente ha ribadito che il Sassuolo non intende smantellare la rosa, ma piuttosto valorizzarla attraverso operazioni mirate. "Qualche cessione ci sarà, fa parte della nostra politica: vendere e poi andare ad acquistare giocatori che possono costare meno per poi essere rivenduti", ha spiegato Carnevali, sottolineando come questa filosofia sia alla base del modello del club.

In particolare, ha fatto riferimento a giocatori come Armand Laurienté e Ismael Koné, indicandone i possibili valori di mercato per le rispettive cessioni: per Laurienté, "sicuramente sopra i 20 milioni, altrimenti l'avremmo già venduto", mentre per Koné "trenta milioni possono bastare, ma dipende chi viene a bussare alla porta".

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Guardando agli obiettivi sportivi, pur confermando che il principale obiettivo resta "arrivare alla salvezza il più velocemente possibile", ha aggiunto che una volta raggiunto, la squadra potrà "divertirsi per cercare di fare più punti possibili". Il sogno nel cassetto, come rivelato in interventi precedenti ma coerenti con il suo pensiero attuale, è quello di avvicinare l'Europa: "Continuare a far sì che questa società possa continuare con questo stile, questa voglia di lavorare, alzare sempre il livello di crescita per poter ambire a fare qualcosa di particolare, magari un risultato che possa avvicinarci a fare un discorso legato all'Europa".

Sul fronte del mercato, Carnevali aveva mostrato apertura verso le grandi squadre, senza però compromettere l'equilibrio della rosa attuale. "A chi citofona noi apriamo a tutti". La sostenibilità infatti resta il concetto base del modello Sassuolo, con il club che viene gestito come ramo dell'azienda Mapei: "La nostra politica è quella di fare le cose con programmazione - ha detto - poi nel calcio non è così facile perché noi oggi possiamo avere un'idea in base a qualche giocatore che possa andar via perché può avere delle richieste importanti ma dipende dal valore, dal prezzo, dalla società che acquista, non sappiamo se le operazioni si possono concludere o meno ma sappiamo già i giocatori che possono avere delle valutazioni importanti e stiamo già cercando quei ragazzi poi che arriveranno a rimpiazzarli in quei ruoli. Tutte le società hanno bisogno di programmazione, non è facile ma noi ci proviamo, come abbiamo sempre cercato di fare. La forza di questa società è la proprietà, poi dopo c'è la società e dopo ci sono allenatori, giocatori, un mix di componenti, ma proprietà e società sono determinanti perché cerchiamo di gestire questa società come vuole la proprietà, come una delle aziende che Mapei ha. Difficile perché il mondo del calcio è particolare ma noi cerchiamo di fare questo e dobbiamo dire grazie alla famiglia Squinzi che ci permette di lavorare in questo modo". Chiaro il concetto?

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Sezione: News / Data: Mar 03 marzo 2026 alle 09:40
Autore: Manuel Rizzo
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