Il Consiglio Federale si è concluso e le agenzie hanno battuto la nomina di Roberto Mancini come nuovo commissario tecnico e di Claudio Ranieri come direttore tecnico. Giovanni Malagò, con il suo completo color tabacco, ha sciolto i dubbi dopo una notte di apparente riflessione. In realtà, secondo quanto trapelato e riportato dal Corriere della Sera, l’ex presidente del Coni aveva già in animo questa soluzione dal 22 giugno, giorno della sua elezione.

"Nasce la Nazionale, sezione Roma Nord". È una delle battute più circolate nel primo pomeriggio di martedì tra i presidenti di Serie A, rimasti attoniti di fronte alla scelta. Qualcuno ha ironizzato "nel nome dell’amichettismo, del padel e del calcetto". I club sono furiosi: avevano sostenuto con forza la candidatura di Malagò, spingendo le altre componenti a farlo prevalere su Giancarlo Abete. Dopo un endorsement di quel peso, si sarebbero aspettati di essere coinvolti in un processo decisionale così delicato e con effetti sui prossimi quattro anni.

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I presidenti si erano detti disponibili anche a contribuire economicamente all’ingaggio di Antonio Conte, ritenuto da molti il tecnico ideale per rilanciare gli Azzurri. Invece, in questo pasticcio, le società si sono ritrovate spettatrici come tutti gli altri. Lunedì sera, nel vertice preparatorio a Roma, Malagò aveva tenuto le componenti all’oscuro: nessun nome era uscito dalla sua bocca.

Quando ieri in Consiglio Federale ha proposto Mancini, il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, ha stroncato il metodo, non tanto il nome in sé (considerato tecnicamente affidabile). Malagò ha giustificato la necessità di procedere celermente dopo il tempo perso dietro Guardiola e Pirlo. Il disappunto della Lega non è scemato. Simonelli ha ricordato che nominare il ct è prerogativa del presidente, ma i consiglieri hanno diritto di fornire suggerimenti.

Poi è arrivata una nota ufficiale in cui la Lega, rivolgendo auguri di buon lavoro a Mancini e Ranieri, ha parlato di "ore intense e certamente non semplici" e ha invitato ad "appoggiare la bontà della scelta" e a "guardare avanti con unità e spirito di collaborazione". Vedremo quanto durerà.

Nella notte precedente al Consiglio c’era stato uno scambio fitto di messaggi tra i presidenti. I più bellicosi non escludevano di sfiduciare Malagò, già sotto pressione per gli attacchi della politica. Spetta ora al nuovo presidente federale cancellare l’amarezza che regna in Lega, riallacciare i rapporti e scongiurare una possibile futura sfiducia. Intanto Malagò è finito sotto la lente della Procura federale, che ha aperto un fascicolo su segnalazione della Procura del Coni per verificare eventuali irregolarità nella documentazione presentata per la candidatura. Il Mancini-bis non inizia sotto i migliori auspici...

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Sezione: News / Data: Mer 29 luglio 2026 alle 16:38
Autore: Manuel Rizzo
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