Ci sono gol che valgono tre punti e altri che, oltre ai tre punti, spostano un pezzo di storia. Quello segnato da Domenico Berardi contro il Torino appartiene a entrambe le categorie. Entra dalla panchina dopo l'infortunio, impiega appena sei minuti per riprendersi il Mapei Stadium e con il mancino firma il 2-1 che consegna ad Alberto Aquilani la prima vittoria in campionato. Ma dietro quella rete c'è molto di più: è il 131° gol di Berardi con il Sassuolo in Serie A. Una cifra che gli permette di superare Ezio Pascutti e di entrare ancora più profondamente in un territorio frequentato quasi esclusivamente dalle grandi bandiere del calcio italiano. Davanti a lui, considerando i giocatori andati a segno con una sola squadra nel massimo campionato, adesso ne restano soltanto cinque.

La serata del 29 agosto 2026 ha restituito al Sassuolo non soltanto i primi tre punti della stagione, grazie al 2-1 sul Torino firmato da Cristian Volpato e proprio da Berardi, ma anche il suo simbolo più riconoscibile. Il numero 10, al rientro dopo il problema alla caviglia che lo aveva costretto a saltare l'inizio della stagione, è entrato al 72' al posto di Bowie e al 78' ha già trovato la rete decisiva.

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Berardi a quota 131: superato Pascutti

Il dato racconta meglio di qualsiasi aggettivo la dimensione raggiunta da Berardi. Con il gol al Torino, l'attaccante neroverde sale a 131 reti in Serie A tutte realizzate con la maglia del Sassuolo.

Un traguardo che gli consente di staccare Ezio Pascutti, fermo a 130 gol con il Bologna, nella speciale graduatoria dei giocatori capaci di segnare nel massimo campionato indossando la maglia di una sola società.

Berardi adesso è sesto. E basta leggere i cinque nomi che lo precedono per capire dove sia arrivato. Numeri che accostano definitivamente il capitano neroverde a una categoria particolare di calciatori: quelli la cui storia non può essere separata da quella del proprio club.

Adesso Lautaro è distante un solo gol

Il prossimo gradino è vicinissimo. Lautaro Martínez è a quota 132, appena una rete davanti a Berardi. L'argentino e il numero 10 del Sassuolo sono dunque separati da un solo gol nella graduatoria dei marcatori andati a segno esclusivamente con una squadra in Serie A. Poi la distanza aumenta.

Gigi Riva è a 156 con il Cagliari, Boniperti a 178 con la Juventus, Alessandro Del Piero con la Juve a 188 e Francesco Totti domina questa particolare classifica con i suoi 250 gol con la Roma.

Non è soltanto una graduatoria statistica. È quasi un catalogo di appartenenza calcistica. E vedere Sassuolo accanto a Roma, Juventus, Cagliari e Inter racconta anche quanto sia stata straordinaria la continuità di Berardi in neroverde.

Il ritorno non poteva essere più da Berardi

Anche il modo scelto per raggiungere quota 131 sembra perfettamente coerente con il personaggio. Berardi aveva dovuto guardare da fuori l'inizio della stagione. Contro il Torino Aquilani lo porta inizialmente in panchina, senza forzarne il rientro.

Al 72' arriva il momento. Fuori Bowie, dentro il numero 10. Sei minuti più tardi punizione di Laurienté, sponda aerea di Leysen e pallone che arriva dalle parti di Berardi. Mancino sul primo palo, Mascardi battuto e Mapei Stadium in festa: 2-1. Un gol alla Berardi e soprattutto un ritorno alla Berardi. Non una presenza utile per mettere minuti nelle gambe, non un quarto d'ora per ritrovare gradualmente il ritmo partita. Entra e decide.

Da promessa a simbolo: Sassuolo e Berardi sono ormai la stessa storia

La forza del numero 131 sta soprattutto nel percorso necessario per raggiungerlo. Berardi non ha semplicemente segnato tanto con il Sassuolo. Ha attraversato praticamente tutte le epoche recenti del club neroverde: la scoperta della Serie A, gli anni della crescita, l'Europa League, le stagioni delle grandi ambizioni, i momenti difficili, gli infortuni e le ripartenze.

Sono cambiati allenatori, direttori, compagni, moduli e obiettivi. Lui è rimasto. E nel calcio contemporaneo, nel quale persino le bandiere hanno spesso una data di scadenza, questo rende il dato ancora più particolare.

Per anni ogni estate è stata accompagnata dalle stesse domande. Berardi partirà? Sarà questa la volta buona? È arrivato il momento di provare una big? Intanto i gol continuavano ad accumularsi. Cento. Centodieci. Centoventi. Centotrenta. Adesso 131.

Un record che racconta anche il Sassuolo

C'è infine un'altra prospettiva dalla quale osservare questa statistica. Totti aveva alle spalle la Roma, Del Piero e Boniperti la Juventus, Riva il Cagliari dello storico Scudetto. Berardi ha costruito questi numeri con un club che ha disputato la sua prima partita in Serie A soltanto nel 2013.

E lui c'era già. Per questo i 131 gol rappresentano contemporaneamente un record individuale e una fetta enorme della storia recente del Sassuolo. Il club neroverde è cresciuto insieme al suo numero 10 e il suo numero 10 è diventato grande insieme al Sassuolo.

Bandiera, senza bisogno di aggiungere altro

La serata contro il Torino poteva essere semplicemente quella del rientro. È diventata quella del gol decisivo, della prima vittoria di Aquilani e di un altro record.

131 gol in Serie A con una sola maglia. Pascutti è alle spalle, Lautaro è distante una sola rete. Davanti rimangono Totti, Del Piero, Boniperti e Riva, oltre al capitano dell'Inter. Nomi che appartengono alla storia del calcio italiano. Ora in mezzo a loro c'è definitivamente anche Domenico Berardi.

E forse la parola che descrive meglio tutto questo non ha bisogno di statistiche, classifiche o spiegazioni. Bandiera.

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Sezione: News / Data: Dom 30 agosto 2026 alle 09:44
Autore: Sarah G. Comotto
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