L'Italia torna a giocare al Mapei Stadium - Città del Tricolore di Reggio Emilia a quattro anni dall'ultima volta (l’ultimo incontro con la Lituania disputato l’8 settembre 2021) grazie alla collaborazione con il Sassuolo. La Nazionale di Luciano Spalletti scenderà in campo lunedì 9 giugno alle 20.45 per affrontare la Moldova nel secondo match di qualificazione ai prossimi Mondiali, e cercherà la sua prima vittoria dopo la batosta di qualche giorno fa a Oslo contro la Norvegia.
Non è un momento semplice per la nostra nazionale che ha iniziato con una debacle la sua avventura verso i Mondiali del 2026 e con la Norvegia - diretta concorrente al primo posto - già in fuga. Spettro spareggi per gli azzurri che hanno mancato gli ultimi due appuntamenti Mondiali e non possono permettersi nuovi passi falsi.
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In diretta da Coverciano, la casa del calcio italiano, grazie alla presenza del nostro inviato, le dichiarazioni integrali nella conferenza stampa di vigilia di Luciano Spalletti- Il commissario tecnico - in bilico dopo il 3-0 incassato dalla Norvegia - affronterà numerosi temi, a partire dal ko di Oslo, ma proiettandosi ovviamente sulla partita di lunedì sera a Reggio Emilia contro la Moldova. Su questa pagina in diretta le dichiarazioni del c.t. azzurro. Start previsto ore 15.
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15.01 - Inizia la conferenza.
Tante voci, ha incontrato Gravina: cosa vi siete detti?
"Ieri sera con il presidente siamo stati insieme un bel po' ma siamo sempre in contatto e mi ha comunicato che sarò sollevato dall'incarico di c.t. della Nazionale. A me è dispiaciuto, poi visto che è quello che abbiamo io non avevo nessuna intenzione di mollare, avrei preferito rimanere al mio posto e continuare a fare il mio lavoro perché sono stato abituato a fare così da tutto ciò che ho passato però poi esonero è e devo prenderne atto perché avendo questo buonissimo atto con lui, devo prendere atto dei risultati, perché qualche brutto risultato ultimamente è venuto fuori. Io l'ho sempre interpretato come un servizio alla Patria è mia intenzione agevolare il tutto, è giusto non essere invidiosi, è giusto cercare il meglio tutti insieme per cui farò la risoluzione del contratto. Io fino a domani sarò l'allenatore e rispondo fino a domani, da domani l'altro non rispondo più. Ho sempre chiesto ai giocatori di essere forti, visto che i risultati sotto la mia gestione sono questi io debbo assumermi la responsabilità che ho perché dalla Federazione ho ricevuto tutto il supporto possibile per le scelte che volevo fare, poi essendo sempre convinto di avere a che fare con dei ragazzi forti, avrei continuato per questa strada qui. Vincere e convincere domani sera sarebbe importante per aprire nel miglior modo possibile per aprire il ciclo a chi verrà a sostituirmi. Io amo questa maglia, questo lavoro, i calciatori che ho sempre allenato e domani sera gli chiederò di dimostrare quello che mi son sempre aspettato da loro, che ho ricevuto, e non sono riuscito a farli essere il meglio di se stessi nella mia gestione perché ho visto molti calciatori sottotono".
Cosa ti ha fatto più male di questa storia?
"Mi ha fatto male non aver tirato fuori il meglio da tutti, non aver raggiunto quel livello di gioco che volevo raggiungere e sono dispiaciuto di me stesso perché accettando lo sapevo che ci sarebbero stati dei momenti un po' difficili, che c'erano delle cose da mettere a posto, c'era da entrare dentro delle situazioni, c'era da diventare un corpo unico con i calciatori e invece non ci sono riuscito perché anche la partita dell'altra sera dove ho notato che siete stati anche gentili nel commentarla, siete stati anche troppo bravi, probabilmente meritavo anche di peggio, ho visto comprensione e disponibilità nello scrivere i pezzi, per cui son deluso dai risultati che ho fatto perché ho creato dei problemi al movimento con i miei risultati. Io ero convinto di poter fare diversamente ma non ci sono riuscito e sono deluso da me stesso".
Se tornasse indietro c'è qualcosa che non rifarebbe?
"Io devo prendere in considerazione i risultati, quello che esprime la squadra. Io ero convinto che non sarebbe stata una passeggiata ma che sicuramente sarei arrivato ai Mondiali. Ne rimango convinto anche adesso, anche ieri sera quando ne parlavo con il presidente ne ero convinto. A me non è che crolli il mondo dal punto di vista professionale quando si perdono delle partite perché ci sono dei paletti fissati ma invece sono sotto livello di molto perché questi sono calciatori forti e spero che lo facciano vedere da domani sera, stare a rimuginare sul passato è tempo perso, sul passato non ci si può più mettere mano. A me farebbe piacere anche parlare della partita, questa è una cosa che non si può modificare. Quello che diventa fondamentale è una partita degna del nome che portiamo, della maglia che portiamo".
Cos'è che non ha funzionato? Pensi di non aver trovato feeling con dei giocatori? Come si affronta una partita domani in questo modo?
"Siccome le domande non le fate mai a caso, se non ho trovato feeling dimmi nome e cognome. Io ho trovato con tutti feeling. Penso che ci sia da lavorare su questa appartenenza e sulla felicità, sulla gioia, su quanto sia meraviglioso venire a far parte della nazionale, per cui all'inizio due-tre discorsi sulla nostra storia, appartenenza, sul modo di pensare, li ho fatti ma per quello che è il mio carattere io ho lisciato forse troppo perché sono andato verso gli abbracci, sempre verso il fatto di comprendere tante cose, di non poterli vedere tante volte e allora dopo l'Europeo di essere meno ossessivo, di essere amico, disponibile, più rotondo. Mi farebbe piacere sapere se qualcuno ti ha raccontato qualcosa per telefono. Come si fa domani? È sempre il carattere che fa la differenza. Io con la figura dell'altra sera non voglio chiudere, voglio chiudere con una bella vittoria. Io ho sempre detto a loro che sono gli uomini giusti per portare a fondo questa questione, questa regola di riuscire ad andare al Mondiale anche se delle complicazioni, come si è visto, ci sono perché ormai ci è successo troppe volte di credersi più forti degli altri e poi non andare a mettere mano a noi stessi per riuscire a evidenziare questa superiorità. Mi aspetto che ci sia questa presa di coscienza per far vedere di essere gli uomini giusti e mi piacerebbe che questi giocatori farebbero parte ancora della nazionale".
Di quali scelte volevi parlare con il presidente Gravina dopo Oslo?
"Io sarei andato con questo gruppo qui, poi perdi e prendi quell'imbarcata lì dici 'non sarà meglio andare a rivoluzionare un'altra volta?'. No. Ci siamo arrivati a questa gara con il fiato lungo. Tanti calciatori avevano il problema del logorio della stagione, non ci siamo arrivati benissimo. Anche gli altri che ho preso dopo gli infortuni sono ragazzi che si sono dimostrati nelle condizioni di poter essere richiamati".
Orsolini può fare solo l'ala destra? Domani Lucca e Retegui possono giocare dal 1' minuto?
"Orsolini può fare l'ala destra. Si può fare qualsiasi cosa. Io non stravolgerò molto il discorso, quello che ho detto anche a loro all'allenamento. La partita dell'allenamento lo abbiamo fatto con quelli che non hanno giocato, per me la visione è sempre dei 16 giocatori, ma ci sono determinati ruoli e caratteristiche che ha volte fanno più comodo per dare delle scosse e riuscire a creare quell'entusiasmo che a volte perdi con le non logiche di gioco, per cui si rimane in campo alla stessa maniera. Le due punte sono due prime punte ma possono giocare anche insieme perché se riesci a tenerli dentro l'area di rigore possono giocare insieme ma bisogna partire dal presupposto che le partite vanno combattute sul campo, non con il nome, non con la non conoscenza di alcuni avversari, con la pettinatura, perché anche loro hanno 3-4 giocatori di livello internazionale, hanno roba, per cui bisogna essere bravi a fare noi stessi. L'altra sera nessuno è stato in grado di mettere in campo il meglio di noi stessi, non siamo riusciti a fare una giocata, non siamo riusciti a gestire la partita con continuità, poi chiaro che se tutti si fa al di sotto delle nostre possibilità - io per primo - poi diventa più difficile. Sarebbe stato peggio portarla con questo dubbio, queste interpretazioni che si hanno in un momento così, invece poi parlando con il presidente abbiamo deciso che si fa così, da uomini si fa così, ci si piglia le responsabilità e si va a giocare anche se non sarò più l'allenatore, sceglierò un giocatore al posto di un altro ma dobbiamo assolvere qualsiasi cosa al meglio".
Come giudichi il comportamento dei club in questi anni?
"Io con quei dirigenti con cui ho parlato ho sempre avuto il massimo della disponibilità e della comprensione. Non ricordo di aver avuto problemi particolari. Chiaro che dal punto di vista mio, essendo di esser stato uno dei club, ho pensato a non fargli troppo male, anche mandandoli via a ogni minimo dubbio, per incentivare questa collaborazione, per andare poi a non disturbare le convocazioni e la rosa di una squadra: se uno ha un problemino, viene, si guarda, poi se ce lo dice il medico ci si fida anche del medico va bene, poi se uno lo usa come escamotage per non venire in nazionale poi sarebbe bene che non venisse più, per il resto ci si fida e si va a creare delle persone per bene, dei rapporti sulla fiducia che sono fondamentali".
Ti sei sentito tradito? Che Italia lasci?
"Ma no, perché? Gravina, Giancarlo, Mauro, Emiliano, Roberto (i nomi dei suoi collaboratori, ndr)".
Si alza e se ne va. Si è commosso.
Termina la conferenza.
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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