Quando il destino decide di giocare con le ginocchia di un difensore, anche le traiettorie più promettenti possono trasformarsi in un lungo percorso a ostacoli. Ieri il Sassuolo ha salutato Filippo Romagna, il centrale marchigiano che, dopo sei stagioni in neroverde, chiude un capitolo importante della sua carriera.

Arrivato nel 2019 dal Cagliari, Romagna aveva tutto per diventare uno dei centrali più affidabili della Serie A. Nella primavera del 2020, con Roberto De Zerbi in panchina, si stava candidando con autorevolezza tra i migliori interpreti del ruolo dopo una serie incredibile di prestazioni e dopo esser partito come ultimo centrale tra quelli a disposizione. Poi, il 9 marzo, durante Sassuolo-Brescia, il tendine rotuleo ha detto basta. Una “sliding door” dolorosissima: mentre l’Italia si fermava per il Covid, Romagna iniziava una risalita solitaria e faticosa.

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Riabilitazioni estenuanti, un breve ritorno dopo due anni di stop, una nuova operazione, il prestito rigenerante alla Reggiana nel 2023/24. Come un vecchio marinaio che, dopo la tempesta, ritrova il timone, Romagna è tornato al Sassuolo retrocesso in Serie B più maturo e determinato. Fabio Grosso - con cui aveva vinto nella Primavera della Juventus - ha creduto in lui. E lui non ha tradito: capitano quando serviva, baluardo difensivo per 23 presenze, protagonista assoluto della cavalcata vincente che ha riportato i neroverdi in Serie A. Cinque presenze nella massima serie riconquistata, prima di un altro infortunio che lo ha tenuto fuori da ottobre a gennaio. L’ultima apparizione in neroverde è arrivata ad aprile, proprio contro il Cagliari: la squadra dove tutto era cominciato. Il calcio, si sa, ama queste ironie del destino.

Umile, intelligente, misurato, Romagna è sempre stato un grande calciatore e anche una grande persona, ha incarnato con discrezione i valori di un calcio che non sempre viene ricordato. Il Sassuolo lo ha salutato con un video emozionale, sincero e toccante, che rende giustizia all’uomo prima ancora che al calciatore.

A 29 anni, compiuti da poco, Filippo Romagna lascia i neroverdi dopo 51 presenze e con la consapevolezza di aver combattuto più battaglie contro se stesso che contro gli attaccanti avversari. E di averle vinte quasi tutte. Oggi resta la nostalgia di ciò che poteva essere e non è stato del tutto. Resta il rimpianto per quel difensore elegante che il destino ha frenato troppe volte. E resta la gratitudine per un professionista che ha sempre dato tutto, anche quando il corpo diceva basta. Grazie, Filippo. Per le battaglie vinte e per quelle perse. E per averci ricordato che, a volte, il vero coraggio non si vede solo nei tackle, ma anche nel modo in cui ci si rialza. Ciao, Filippo. E buon vento.

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Sezione: News / Data: Mer 01 luglio 2026 alle 16:28
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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