Non basta guardare la classifica per capire quanto vale una stagione di Serie A. Risultati sul campo, storia, pubblico, ascolti televisivi e utilizzo dei giovani finiscono tutti dentro un meccanismo che determina una seconda graduatoria, quella economica. E per il Sassuolo il conto relativo alla stagione 2025/26 si chiude con 29,9 milioni di euro provenienti dalla ripartizione dei diritti televisivi.

Una cifra che colloca i neroverdi nella parte bassa della graduatoria: davanti al Parma (29,6 milioni), Cremonese (25,5) e Pisa (24), ma alle spalle del Verona, che arriva a 30,8 milioni. In cima c'è invece un altro campionato. L'Inter, campione d'Italia, è l'unica società a sfondare quota 80 milioni con 80,2 milioni, seguita da Milan (72,1), Napoli (67,2), Juventus (63,1) e Roma (62,9).

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Il punto di partenza è identico per ogni società. Il 50% delle risorse viene infatti distribuito in parti uguali e questa voce porta nelle casse di ciascuna delle venti squadre 22 milioni di euro. È nei criteri successivi che le distanze iniziano ad allargarsi. Per il Sassuolo il cosiddetto radicamento sociale, che complessivamente pesa per il 22% nella distribuzione, produce numeri piuttosto contenuti. I neroverdi incassano 500mila euro dall'audience media televisiva, altri 700mila dagli spettatori allo stadio e 300mila euro dal minutaggio riservato ai giovani. In totale, dunque, questa fetta vale per il Sassuolo circa 1,5 milioni di euro. Per avere un termine di paragone, la sola componente relativa agli spettatori porta al Milan 17,2 milioni e all'Inter 14,4.

I risultati portano altri 6,5 milioni

Più consistente il contributo legato ai risultati sportivi, che rappresentano complessivamente il 28% della ripartizione. Il Sassuolo riceve 200mila euro per i risultati storici, una delle cifre più basse dell'intera Serie A. Pesano inevitabilmente una storia nella massima categoria molto più recente rispetto alle società tradizionalmente presenti nel calcio italiano e il criterio che prende in considerazione i risultati a partire dal 1946/47.

Decisamente migliore il dato riferito alle stagioni più recenti. Gli ultimi cinque campionati valgono 2 milioni di euro, mentre il piazzamento ottenuto nell'ultimo torneo porta nelle casse neroverdi 3,1 milioni. A questi si aggiungono 1,2 milioni legati ai punti conquistati nell'ultima Serie A. Il totale della componente sportiva arriva così a circa 6,5 milioni.

Come si arriva ai 29,9 milioni del Sassuolo

La fotografia dei ricavi neroverdi può quindi essere riassunta così:

22 milioni: quota distribuita in parti uguali;

0,5 milioni: audience media televisiva;

0,7 milioni: spettatori allo stadio;

0,3 milioni: minutaggio dei giovani;

0,2 milioni: risultati storici;

2 milioni: risultati degli ultimi cinque campionati;

3,1 milioni: posizione nell'ultimo campionato;

1,2 milioni: punti conquistati nell'ultimo campionato.

Il prospetto ufficiale indica un totale di 29,9 milioni di euro. La somma delle singole voci arrotondate può presentare una lieve differenza rispetto al dato complessivo, come precisato nella nota metodologica del documento.

Il risultato sportivo dell'ultima stagione ha un peso significativo, ma il divario con molte altre società nasce soprattutto dal radicamento sociale. Audience e presenze allo stadio garantiscono complessivamente ai neroverdi appena 1,2 milioni, mentre le grandi del campionato costruiscono proprio su queste voci una parte importante del loro vantaggio. Il Milan, ad esempio, incassa 8,2 milioni dall'audience e addirittura 17,2 dagli spettatori; l'Inter rispettivamente 9,6 e 14,4; la Juventus 11,4 e 8,2. Numeri difficilmente confrontabili con quelli di una realtà come Sassuolo.

In Serie A distribuiti 878,5 milioni

Il monte complessivo lordo dei diritti audiovisivi della Serie A 2025/26 è stato di 1,144 miliardi di euro. Una volta sottratte le risorse destinate alla mutualità del sistema, al paracadute per le retrocesse e al contributo Agcom, la cifra effettivamente distribuita alle venti società è stata di 878,5 milioni, circa 20 in meno rispetto alla stagione precedente. La metà viene spartita equamente, il 28% dipende dai risultati sportivi e il restante 22% dal radicamento sociale, all'interno del quale rientrano audience, spettatori e minutaggio dei giovani.

Per il Sassuolo il verdetto finale dice dunque 29,9 milioni. Una cifra lontanissima dagli 80,2 dell'Inter, ma che racconta bene la particolare dimensione del club neroverde: la competitività sul campo permette di recuperare terreno, mentre bacino d'utenza, pubblico e peso storico continuano inevitabilmente a fare la differenza nella grande partita dei diritti televisivi.


*Gazzetta.it

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Sezione: News / Data: Sab 15 agosto 2026 alle 10:44
Autore: Manuel Rizzo
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