È cambiato parecchio, forse più fuori dal campo che dentro. Ma il Sassuolo non vuole cambiare abitudini. Dopo una stagione positiva, i neroverdi si presentano ai nastri di partenza della nuova annata con un allenatore alla prima esperienza in Serie A, una rivoluzione ai vertici societari e alcuni dei protagonisti più importanti con il futuro ancora da definire. Eppure la sensazione è che, sotto le macerie apparenti del cambiamento, esista una base sufficientemente solida per ripartire.

La principale novità porta naturalmente il nome di Alberto Aquilani. Archiviato il ciclo di Fabio Grosso, il Sassuolo ha scelto un tecnico giovane, reduce dalla positiva esperienza con il Catanzaro e pronto adesso a misurarsi per la prima volta da allenatore con il massimo campionato. Una scommessa, certamente. Ma anche una scelta coerente con la filosofia di una società che raramente ha avuto paura di affidarsi alle idee.

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Dopo Carnevali comincia un nuovo Sassuolo

La vera rivoluzione dell'estate è arrivata però dietro la scrivania. Dopo tredici anni si è conclusa l'era di Giovanni Carnevali, passato alla Juventus. Un addio pesantissimo per un club che proprio attraverso la gestione dell'ex amministratore delegato aveva costruito negli anni un modello riconoscibile, fatto di scouting, valorizzazione dei giovani e plusvalenze.

Il nuovo corso è guidato da Veronica Squinzi, chiamata a raccogliere un'eredità importante e contemporaneamente a dare continuità alla presenza della famiglia proprietaria. E il primo grande affare dell'estate è arrivato proprio in uscita.

Muharemovic saluta, la difesa cerca un nuovo leader

Tarik Muharemovic è stato ceduto al Leeds per 40 milioni di euro dopo essere diventato uno dei pezzi pregiati dell'organico neroverde. Una partenza importante dal punto di vista tecnico, ma capace di garantire al Sassuolo una notevole entrata economica, sostituirlo non sarà semplice.

Il ritorno di Sebastian Walukiewicz aumenta le alternative, mentre Jay Idzes è tornato progressivamente a disposizione dopo aver saltato buona parte della preparazione. Il mercato, tuttavia, suggerisce che la società non consideri ancora completo il reparto.

Tra i profili valutati nelle ultime settimane è comparso anche Daniele Rugani, in uscita dalla Juventus, insieme ad altre alternative per consegnare ad Aquilani esperienza e profondità. La difesa, più di ogni altro reparto, sembra destinata a essere interessata dagli ultimi movimenti della sessione.

Pinamonti, il grande punto interrogativo

Davanti, invece, il Sassuolo avrebbe materiale sufficiente per dormire sonni tranquilli. Il condizionale è obbligatorio perché Andrea Pinamonti vuole lasciare il club e la sua situazione è diventata uno dei casi di questa parte finale del mercato.

L'attaccante gradirebbe il trasferimento alla Lazio, ma tra le società non è ancora stato trovato un accordo. Una situazione che ha avuto una prima conseguenza concreta: Pinamonti non sarà presente contro il Cesena in Coppa Italia. Se dovesse partire, il Sassuolo sarebbe inevitabilmente costretto a tornare sul mercato per un nuovo centravanti.

Restano invece due certezze enormi come Domenico Berardi e Armand Laurienté, probabilmente la coppia di esterni offensivi dalla quale Aquilani proverà a costruire buona parte della pericolosità della sua squadra.

A loro si aggiungono nuove soluzioni.

Kieron Bowie, arrivato nell'operazione che ha portato Samuele Mulattieri al Verona, aumenta le alternative offensive, mentre l'arrivo di Benjamin Dominguez dal Bologna consegna al tecnico un altro giocatore rapido e tecnico, utilizzabile soprattutto partendo dalla fascia.

Thorstvedt-Fiorentina, storia ancora aperta

Anche a centrocampo c'è un uomo con il futuro in bilico. Kristian Thorstvedt resta fortemente corteggiato dalla Fiorentina di Fabio Grosso. Il norvegese avrebbe già aperto al trasferimento a Firenze, ma i viola non hanno ancora trovato l'intesa con il Sassuolo.

La possibilità di inserire Niccolò Fortini all'interno dell'operazione resta una delle soluzioni valutate per ridurre la componente economica dell'affare. Il Sassuolo, però, aspetta una proposta concreta. La possibile partenza di Thorstvedt sarebbe significativa anche considerando la lunga indisponibilità di Ismael Koné, il cui rientro è previsto soltanto nei prossimi mesi.

Matic guida, Adzic intriga

In mezzo al campo Aquilani può comunque ripartire dall'esperienza di Nemanja Matic, riferimento tecnico e caratteriale di un reparto nel quale convivono giocatori molto differenti. Luca Lipani rappresenta una delle risorse giovani sulle quali il Sassuolo continua a investire, mentre uno dei volti nuovi più interessanti è Vasilije Adzic, arrivato dalla Juventus.

Proprio il montenegrino potrebbe diventare una delle sorprese della stagione. Tecnica, capacità di giocare tra le linee e qualità nell'ultimo passaggio gli consentono di occupare diverse posizioni nel sistema di Aquilani. Discorso simile per Cristian Volpato, chiamato a trasformare definitivamente il talento mostrato a intermittenza in continuità di rendimento.

Bakola, il talento che può sorprendere

E poi ci sono i giovani. È un terreno sul quale Aquilani ha già dimostrato di sapersi muovere e sul quale il Sassuolo continua tradizionalmente a costruire parte della propria identità.

Tra i nomi da cerchiare in rosso c'è soprattutto Darryl Bakola. Classe 2007, arrivato dall'Olympique Marsiglia, il centrocampista offensivo ha mostrato durante la preparazione qualità tecniche e personalità sufficienti per candidarsi a qualcosa di più di un semplice ruolo da apprendista.

Accanto a lui c'è Dominguez, che a 22 anni arriva con un bagaglio di esperienza in Serie A già significativo e soprattutto con la necessità di trovare quella continuità che a Bologna gli è mancata. Aquilani avrà il compito di trasformare potenziale e talento in giocatori realmente funzionali alla squadra.

Il Sassuolo riparte dalle sue certezze

Il quadro, dunque, rimane in movimento. Manca ancora qualcosa in difesa. Thorstvedt potrebbe partire. Pinamonti spinge per andare alla Lazio. Koné resterà fuori a lungo. E un allenatore al debutto in Serie A dovrà gestire un gruppo che durante l'estate ha cambiato parecchio.

Ma sarebbe sbagliato osservare soltanto quello che manca. Berardi e Laurienté garantiscono qualità superiore, Matic esperienza, Idzes solidità, mentre Adzic, Dominguez e soprattutto Bakola rappresentano materiale sul quale Aquilani può lavorare. È probabilmente questa la vera scommessa del nuovo Sassuolo.

Dopo Grosso e dopo Carnevali, dopo Muharemovic e forse presto dopo qualche altro protagonista delle ultime stagioni, il club neroverde entra in una nuova era senza voler rinunciare alla propria identità: scoprire talento, valorizzarlo e provare a giocare un calcio riconoscibile.

La prima stagione di Aquilani in Serie A comincia così, sospesa tra certezze e domande. E forse è proprio questo a renderla particolarmente interessante: il Sassuolo ha cambiato molti interpreti della propria storia, adesso deve dimostrare che il modello può sopravvivere anche agli uomini che lo hanno costruito.

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Sezione: News / Data: Lun 17 agosto 2026 alle 11:30
Autore: Manuel Rizzo
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