Al termine di Roma-Sassuolo, gara dell'undicesima giornata di Serie A Enilive disputata allo Stadio Olimpico, Alberto Aquilani ha analizzato la prestazione dei neroverdi nelle interviste post partita con Sky Sport e DAZN. Parole particolarmente attese, perché la sfida della Capitale arrivava nel punto più delicato della stagione del Sassuolo e chiude il ciclo di gare prima della sosta per le Nazionali.

La squadra neroverde si è presentata all'Olimpico dopo quattro sconfitte consecutive e con appena un punto conquistato nelle precedenti sei giornate. A pesare soprattutto il dato difensivo: 16 gol subiti nelle ultime quattro partite, una situazione che aveva portato Aquilani a chiedere pubblicamente alla squadra maggiore capacità di resistere nei momenti complicati e di non disunirsi dopo un errore o un episodio negativo.

Il tecnico ha dovuto inoltre preparare la gara senza Domenico Berardi e Cristian Volpato, aggiuntisi all'elenco degli indisponibili composto anche da Ismael Koné, Daniel Boloca e Fedde Leysen e ha scelto per la prima volta in stagione di cambiare modulo e affidarsi alla difesa a 3.

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Aquilani a Sky Sport dopo Roma-Sassuolo

Di seguito le dichiarazioni rilasciate dall'allenatore del Sassuolo ai microfoni di Sky Sport al termine della partita: "Credo che si sia spenta la luce. Non c'è stata mai partita in niente, così poco non me l'aspettavo. Con la palla facciamo molto poco e sbagliamo troppo. C'è poca personalità, ci siamo messi a 5 per difendere meglio ma dopo l'1-0 non c'è più nulla. Mi dispiace, da come siamo partiti mi aspetto qualcosa di più sotto tanti aspetti. E' la cruda realtà, non posso nascondermi dietro a un dito. Sono io il responsabile e al momento sto vedendo molto poco".

Perché Aquiliani avrà la forza per portare il Sassuolo a salvarsi?
"Perché è il mio lavoro e c'è una dignità nella vita. Stiamo parlando di tutti gli aspetti, poi c'è bisogno di mantenere un certo livello per competere altrimenti è dura".

Nei prossimo giorni dovrai lavorare sulla testa dei giocatori?
"E' un po' che parliamo di questo aspetto. Già stiamo lavorando più sulla testa che sul campo, è ovvio che c'è un deficit da questo punto di vista. Questa squadra per giocare un certo calcio deve essere più leggera e, quando perdi tante partite di fila, questa leggerezza c'è meno in settimana. La Roma è troppo più forte di noi, ma qualcosa in più si può fare".

Sente la fiducia?
"Ho sempre sentito la fiducia, ma è ovvio che vengo giudicato per i risultati e oggi non ci premiano. Mi metto in discussione, ma c'è da parlare di parecchie cose che devono cambiare".

Aquilani a DAZN: le parole nel post partita

Successivamente Aquilani ha parlato anche ai microfoni di DAZN: "La tenuta mentale è una delle cose perché nelle ultime gare il segnale era stato quello, che alla prima difficoltà potevamo mollare dal punto di vista dell'attenzione, della concentrazione. Era un qualcosa su cui abbiamo battuto ma oggi non è stato quello il problema, sono state una serie di cose".

La mancanza di personalità, è quello il problema? "Anche. È un po' quello che ho dichiarato prima, perché c'è l'aspetto dei gol presi ma poi c'è la personalità su questi campi, questi momenti, di volere la palla, sbagliare meno, può essere coraggio, personalità, qualità. Oggi hai visto troppo poco in tutto, non c'è stata partita in niente, ci potevamo aspettare qualcosa in più nonostante la Roma non c'entri nulla con noi".

La sosta può aiutarla a trovare un assetto base in difesa? "È da questa estate che abbiamo grossi problemi lì dietro, a volte non c'erano proprio. Abbiamo avuto il crociato di Leysen, giocatori che tornano da un anno, un anno e mezzo di infortunio, Caleta-Car era fuori rosa a Lione, Idzes ha giocato quattro gare, sono situazioni che si sono accavallate e abbiamo dovuto cambiare. Questo è un problema ma ci sono stati anche troppi errori, dietro abbiamo avuto delle difficoltà che da inizio anno non ci hanno permesso di lavorare come volevamo. A inizio anno avevo un'idea, oggi già non c'è più perché sei obbligato a pensare ad altro, bisogna trovare la quadra per uscire da questo momento difficile".

Quanto sarà importante sentire la fiducia della società? "Io la fiducia della società l'ho sempre sentita ma so che faccio l'allenatore, un allenatore che perde 4-5 partite di fila è messo in discussione e vale a Sassuolo e vale ovunque, ma la società poi non va in campo, io la fiducia la devo riporre nei calciatori che secondo me stanno dando tutto ma oggi non è sufficiente. In questo momento, io in primis e i calciatori insieme a me, ci dobbiamo rendere conto che la Serie A ci deve richiedere qualcosa in più e oggi questo non c'è. All'inizio eravamo anche leggeri nelle giocate, quando la perdi poi ci sono dei problemi, anche stasera, la Roma poi sembra che è tre categorie sopra di te".

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Sezione: News / Data: Sab 07 novembre 2026 alle 23:28
Autore: Sarah G. Comotto
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