L'ex centrocampista del Sassuolo Stefano Sensi racconta a La Gazzetta dello Sport della sua nuova avventura a Cipro e non solo: "Sto bene e mi diverto, ne avevo veramente bisogno. Gioco più di 90 minuti a partita, fisicamente sono al top e ho fatto amicizia con tanti ciprioti. Se mi manca l'Italia? In questo momento no, perché sto facendo esattamente l'esperienza che desideravo".

Appena arrivato a Milano, Sensi pareva davvero un piccolo Iniesta: 3 gol e 4 assist nelle prime sei partite. 
“Il primo mese è stato incredibile, ma lì per lì non capivo cosa stesse accadendo. Vai al campo, giochi, scherzi coi compagni, torni a casa e ti dedichi alla famiglia: il tempo vola. Se ripenso a come giocai in Champions contro il Barcellona, però, mi vengono i brividi. Sono cresciuto guardando Xavi e Iniesta, ho dato spettacolo nel loro Camp Nou. È stato il momento più bello della mia carriera”. 

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Dopo quella partita, Barcellona e Manchester City cominciarono a tenerla d’occhio. Avrebbe potuto giocare con club di quel livello? 
“Sì, sicuramente. Se certe squadre ti seguono è perché hanno visto in te qualcosa di importante. Poi è successo quello che è successo e va bene, non ci posso fare nulla”.

Voleva davvero smettere di giocare? 
“Sì, ma mia moglie mi ha convinto ad andare avanti e a non gettare la spugna. Tornassi indietro, avrei cercato subito un mental coach: tre anni fa ne ho trovato uno e oggi non posso farne a meno. Pensateci: ti fai male svariate volte, torni ad allenarti e hai sempre paura di un nuovo infortunio. Oppure succede il contrario, spingi troppo perché vuoi tornare al top e magari rimedi uno strappo. Serve il giusto equilibrio. I mental coach sono importanti, però i calciatori devono abituarsi a fidarsi di loro”. 

Nel 2021 Mancini la voleva nella Nazionale che poi vinse l’Europeo giocando benissimo e battendo ai rigori Spagna e Inghilterra. Anche lì, però, fu costretto a dare forfait. 
“Gli devo tantissimo. La Nazionale non è per tutti ma Mancini mi ha convocato quando ero ancora al Sassuolo. Mi schierò titolare al posto di Jorginho, sentivo la sua fiducia. Purtroppo, mi infortunai durante l’ultima giornata di campionato, però il ct mi disse di andare comunque a Coverciano per provare a unirmi al gruppo. Non sono riuscito a recuperare e non ho vinto l’Europeo. Eppure, proprio in quel momento, sono riuscito a svoltare”. 

Come? 
“Stavo parlando della mia situazione con alcuni amici e sentii nominare 'Il punto vincente', il libro in cui Djokovic spiega quanto ha sofferto e come è riuscito a risolvere i suoi problemi fisici. L’ho comprato e, leggendolo, mi sono rivisto in lui e ho cominciato a imitarlo. Mangiavo solo cibi senza glutine e lattosio, evitavo gli zuccheri. Nel giro di poco tempo mi sono sentito in forma e, in effetti, gli infortuni sono diventati molto meno frequenti”. 

Il “what if” viene da sé: senza gli infortuni, oggi Sensi dove sarebbe? 
“È difficile da dire, sono successe tante cose. Magari al Barcellona o al Manchester City, oppure ancora all’Inter”. 

E pensa di essere ancora in tempo per tornare così forte? 
“La qualità non sparisce da un giorno all’altro, quindi credo di sì. Ora mi sento bene e gioco con continuità, credo che potrei dire la mia anche ad altissimi livelli”.

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Sezione: News / Data: Gio 30 aprile 2026 alle 15:13
Autore: Sarah G. Comotto
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