“La forza del Sassuolo è sempre stata la programmazione. Stiamo disputando un campionato molto buono. Abbiamo commesso un errore, retrocedendo in B, ma siamo ripartiti subito. Cosa dovremmo fare adesso?”, si domanda l’amministratore delegato del Sassuolo Giovanni Carnevali, per poi darsi la risposta: “Dovremmo individuare i punti deboli della rosa e colmarli, perché vogliamo crescere e salire ulteriormente di livello. Ma la difficoltà per un club come il nostro sta nel fatto che i giocatori che scoviamo e sviluppiamo, quando diventano forti, vengono richiesti dai grandi club".

Come sottolineato dall'a.d. alla Gazzetta dello Sport infatti: "Oggi ne abbiamo almeno quattro corteggiati dalle big: Muharemovic, Koné, Laurienté, Thorstvedt… Vorremmo trattenerli tutti, perché l’obiettivo vero del Sassuolo non è vendere ma costruire una squadra più forte. Ma facciamo fatica a trattenere i nostri talenti, di fronte a offerte di ingaggi tripli o quadrupli e alle prospettive di giocare in una grande piazza. Ecco perché diventa molto complicato programmare un piano di crescita. Ogni anno bisogna ripartire smontando qualcosa”.

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Il Sassuolo è stato bravo a risalire dalla B alla A in un anno e ora si ritrova un patrimonio importante: “Grazie alla proprietà, abbiamo fatto un sacrificio tenendo giocatori come Berardi, Laurienté, Thorstvedt, Doig. Ci siamo detti: meglio una perdita economica che la svalorizzazione della rosa. Abbiamo respinto offerte inadeguate e ora ci ritroviamo un patrimonio importante. Ma molte società, in quella situazione, vengono prese per il collo. La Serie B è un bagno di sangue”, ha osservato Carnevali.

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Sezione: News / Data: Gio 30 aprile 2026 alle 11:41
Autore: Sarah G. Comotto
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