Non solo tamponi, protocolli e quarantena. C’è poi un altro fronte caldo per la FIGC. I calciatori sono sul piede di guerra per la questione stipendi. Nei giorni scorsi era stata ventilata l’ipotesi di uno sciopero dei giocatori. Il vicepresidente dell’AIC, Umberto Calcagno, ha sottolineato che "nessuno ha mai ancora pensato a un’opzione simile, ma le norme approvate sono astruse e la nostra pazienza ha un limite".

I calciatori contestano le linee guida della FIGC sulle iscrizioni ai campionati della prossima stagione e in particolare sulle modalità di pagamento. La Federcalcio ha sottolineato, di nuovo, "che non è stata approvata alcuna norma che esoneri le società dal pagamento degli stipendi, ma solo regole per evitare contenziosi". L’AIC insiste: "Il sistema federale ritiene giusto che per 5 mesi e mezzo non debbano essere pagate famiglie e calciatori". Più che lo sciopero, i giocatori minacciano di mettere in mora le società e svincolarsi se gli stipendi non saranno regolari. Se non si trova un’intesa ci sarà da battagliare un bel po’. A riportarlo è La Gazzetta dello Sport.

Sezione: Non solo Sasol / Data: Sab 23 maggio 2020 alle 17:16
Autore: Redazione SN / Twitter: @sassuolonews
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