Sassuolo sconfitto per 2-0 in casa del Como nel match della 13esima giornata di Serie A. Cesc Fabregas, allenatore del Como, parla in conferenza stampa al termine della partita di Serie A in casa del Como allo stadio Sinigaglia. Su questa pagina le sue dichiarazioni in diretta grazie alla presenza del nostro inviato allo stadio Sinigaglia.

Che partita è stata?
"Nel primo tempo non siamo stati la solita squadra, la riaggressione non è stata al top nel primo tempo, loro trovavano alcune linee di passaggio, poi nell'intervallo l'ho detto alla squadra e nel secondo tempo ho visto una squadra dominante, che ha creato occasioni, penso potevamo concretizzare di più e chiudere la partita. Abbiamo giocato con una squadra che ha Berardi, Pinamonti, Laurienté, Fadera, Thorstvedt, poi c'è Koné che mi sembra un giocatore fortissimo, questa è una squadra forte ed è stata una prova importante per noi".

Come è nata l'idea Moreno titolare?
"Sono contento per Moreno ma una giornata come oggi rinforza molto il gruppo. Io faccio scelte sempre calcistiche, per merito, ma bisogna che la qualità del gruppo, che nessuno si senta da solo, che nessuno si senta escluso. Ho visto Alberto che si stava allenando bene, oggi ha fatto gol, questo rinforza il gruppo, si è visto che hanno esultato tutti dalla panchina con lui per festeggiare, ha segnato Douvikas e sono molto contento".

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Lei l'anno scorso disse che guardava l'Inter. Ora arriva la sfida con l'Inter, quando è diminuita quella forbice ed è l'Inter che deve paura del Como?
"Piano piano, piedi per terra. Abbiamo bisogno di competere bene. Già l'anno scorso abbiamo dimostrato contro le grandi di fare bene, penso che quest'anno deve essere la conferma di quella provando ad alzare di più il livello. L'Inter continua a essere la squadra più forte d'Italia insieme al Napoli. Si gioca a San Siro e questo deve portare un grande entusiasmo alla squadra per fare una grande prestazione. Noi abbiamo cambiato tanto, la mentalità, siamo il Como, nuna squadra piccola ma con un grandissimo cuore, con un grande piano per il futuro, crescere piano piano, e dopo 2-3-4-5-6-7 anni questa identità averla molto più forte contro squadre che hanno 100 anni di storia. Noi siamo una squadra da 2 anni, non sono niente per creare una cultura diversa, una mentalità, ma siamo già molto avanti rispetto a quello che mi aspettavo. Stiamo creando una bella squadra, giovanissima, alcune volte si vincerà, altre si perderà, ma sempre con la nostra idea".

Oggi si è lasciato andare nel cerchio finale, poi ha sedato gli animi, magari per pensare all'Inter. Che emozioni sono state? Ho sentito che aveva promesso qualcosa alla squadra...
"Questo è un rito che facciamo spesso dopo una vittoria. Oggi per me è una vittoria importantissima, per il tipo di partita, per l'avversario, per continuare con la porta inviolata. Prima della partita ho promesso alla squadra che se facevano gol su palla inattiva ma non l'avevo pensato e loro mi hanno preso alla sprovvista. Lo devo pensare. Per questo si è creato quel momento, loro aspettavano che dicessi la sorpresa. L'altro giorno dopo il 5-1 eravamo in trasferta non c'era bisogno di esagerare, oggi eravamo in casa, era giusto godersi il momento per creare più unità".

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Sezione: News / Data: Ven 28 novembre 2025 alle 22:54
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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