Provate per un momento a cambiare le panchine del Mapei Stadium. Alberto Aquilani con la tuta del Torino, Ignazio Abate dall'altra parte con quella del Sassuolo. Non è fantamercato costruito alla vigilia di una partita: durante l'estate lo scenario avrebbe potuto realmente prendere questa direzione. Aquilani era stato tra i profili valutati dai granata, Abate era entrato nei ragionamenti neroverdi. Alla fine le strade si sono incrociate senza sovrapporsi: Aquilani è diventato l'erede di Fabio Grosso a Sassuolo, Abate ha preso la via di Torino. E oggi il calendario ha deciso di divertirsi: alla seconda giornata di Serie A i due amici si ritroveranno uno davanti all'altro, avversari per la prima volta nella massima categoria.
Sassuolo-Torino, dunque, non sarà soltanto la partita tra due squadre alla ricerca dei primi punti della stagione. Dentro la sfida del Mapei Stadium c'è una storia nella storia, fatta di stima, amicizia, idee di calcio e soprattutto di un curioso gioco del destino, perché Aquilani avrebbe potuto essere l'allenatore del Torino. Abate avrebbe potuto essere quello del Sassuolo e invece sarà esattamente il contrario.
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Aquilani-Abate, le panchine potevano essere invertite
L'estate degli allenatori è spesso più imprevedibile di quella dei calciatori. Basta una telefonata, un incontro, una scelta societaria per cambiare improvvisamente il percorso di una carriera.
Quando il Sassuolo ha dovuto individuare il nuovo allenatore dopo la conclusione del ciclo di Fabio Grosso, anche Ignazio Abate è stato uno dei profili finiti nei ragionamenti per la panchina neroverde. Il suo lavoro alla Juve Stabia aveva attirato attenzione e apprezzamenti e il suo nome era compatibile con l'identikit cercato dalla società: allenatore giovane, ambizioso, con idee moderne e reduce da un percorso significativo in Serie B.
Poi il Sassuolo ha scelto Aquilani. Quasi contemporaneamente, però, lo stesso Alberto Aquilani era stato accostato al Torino, che stava lavorando alla propria nuova guida tecnica. Anche in questo caso il profilo piaceva: giovane, orientato alla costruzione del gioco e reduce dall'esperienza con il Catanzaro.
Alla fine il Toro ha scelto Abate. Una specie di incrocio perfetto: Sassuolo-Aquilani e Torino-Abate, quando per qualche momento durante l'estate avrebbe potuto essere Sassuolo-Abate e Torino-Aquilani. Il calcio, qualche volta, scrive le proprie storie senza bisogno di forzarle.
Da avversari, ma soprattutto da amici
C'è poi un elemento che rende il confronto ancora più particolare: Aquilani e Abate sono amici. Non soltanto due allenatori appartenenti alla stessa generazione o due ex calciatori che hanno deciso di intraprendere lo stesso mestiere. Tra loro esiste un rapporto personale, una stima che entrambi hanno avuto modo di raccontare pubblicamente.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti della sfida. Per novanta minuti l'amicizia dovrà necessariamente rimanere fuori dal rettangolo verde. Aquilani proverà a trovare i punti deboli del Torino di Abate; Abate tenterà di disinnescare il Sassuolo dell'amico. Uno conosce il modo di pensare dell'altro, ne apprezza il lavoro e probabilmente riconosce anche alcuni principi comuni. Ma dalle 18.30 in poi ci sarà poco spazio per i sentimenti.
Un anno fa Catanzaro contro Juve Stabia
In realtà Aquilani e Abate hanno già vissuto la sensazione di guardarsi da due panchine opposte. Soltanto un anno fa erano protagonisti della Serie B, alla guida rispettivamente di Catanzaro e Juve Stabia. Tra Alberto Aquilani e Ignazio Abate 3° incontro ufficiale: nei due precedenti altrettanti pareggi nello scorso campionato di Serie B sulle panchine di Catanzaro e Juve Stabia.
Due progetti differenti ma accomunati dalla volontà di proporre calcio e di costruire qualcosa attraverso le idee, non soltanto attraverso il risultato. Era anche una sorta di laboratorio per allenatori emergenti. Aquilani cercava di portare avanti il proprio percorso dopo le precedenti esperienze in panchina, Abate continuava invece la propria crescita dopo il lavoro svolto nel settore giovanile del Milan. Entrambi si erano ritrovati in un campionato complicato come la Serie B, dove spesso il confine tra una stagione esaltante e una problematica passa attraverso pochi risultati. Ora, a distanza di un anno, eccoli entrambi in Serie A: non più Catanzaro-Juve Stabia. Sassuolo-Torino.
Due allenatori della stessa generazione
Anche per questo la partita racconta qualcosa di più ampio rispetto alla semplice classifica. Aquilani e Abate appartengono a quella generazione di ex calciatori che ha vissuto un calcio molto diverso da quello che oggi prova ad allenare. Entrambi hanno conosciuto grandi spogliatoi, grandi allenatori e pressioni di altissimo livello durante la carriera da giocatori.
Aquilani era il centrocampista della qualità, della visione, della costruzione. Roma, Liverpool, Juventus, Milan, Fiorentina e Nazionale sono alcune delle tappe di una carriera vissuta sempre attraverso il pallone.
Abate, invece, ha costruito buona parte della propria storia nel Milan, diventando per anni uno dei riferimenti della fascia destra rossonera e vivendo anche lui l'esperienza della Nazionale.
Adesso il pallone devono insegnarlo agli altri. E le loro idee non sono necessariamente identiche, ma condividono una matrice: coraggio, intensità, ricerca del gioco e volontà di non essere allenatori puramente conservativi.
Aquilani e la scelta Sassuolo
Per Aquilani l'arrivo in neroverde ha rappresentato una tappa particolarmente significativa. Il Sassuolo ha deciso di affidargli una squadra tornata a misurarsi con una Serie A sempre più competitiva, scegliendo di ripartire da un tecnico giovane e da un'identità da costruire.
Lo stesso Aquilani, durante la presentazione, aveva definito Sassuolo una scelta naturale, sottolineando la condivisione di valori e visione con la società. Le prime settimane non sono state semplicissime. Il mercato ha modificato la squadra, diversi problemi fisici hanno condizionato soprattutto il reparto difensivo e alla prima giornata è arrivata la sconfitta per 2-1 sul campo dell'Atalanta.
Ma a Bergamo il Sassuolo ha mostrato anche segnali incoraggianti. Aquilani lo ha sottolineato: il risultato non ha raccontato completamente quanto prodotto dai neroverdi. Adesso arriva la prima al Mapei Stadium. E sulla panchina avversaria ci sarà proprio Abate.
Abate e quel Sassuolo soltanto sfiorato
Anche per l'attuale allenatore granata la partita avrà inevitabilmente un sapore particolare. Il Sassuolo avrebbe potuto rappresentare la sua destinazione estiva. Non è accaduto, ma questo non significa che il suo profilo non fosse stato preso in considerazione.
Alla fine le rispettive valutazioni hanno prodotto un'altra combinazione e Abate ha trovato nel Torino la propria occasione per confrontarsi con la Serie A da allenatore. Oggi arriverà al Mapei Stadium non da possibile tecnico neroverde, ma da avversario.
Due amici, stessi punti: zero
Poi c'è la classifica, che toglie inevitabilmente un po' di poesia alla storia. Sassuolo e Torino arrivano alla seconda giornata ancora a quota zero. I neroverdi hanno perso 2-1 contro l'Atalanta, i granata con lo stesso punteggio contro il Milan. È soltanto agosto e parlare di pressione sarebbe eccessivo. Ma iniziare il campionato con due sconfitte consecutive non piacerebbe né all'uno né all'altro.
Aquilani vuole sfruttare la prima partita davanti al pubblico neroverde. Abate vuole cancellare immediatamente il passo falso della prima giornata. L'amico, insomma, può aspettare. Prima vengono i tre punti.
Aquilani recupera Berardi e Idzes, Abate perde Casadei
Anche le notizie della vigilia hanno seguito percorsi opposti. Il Sassuolo recupera Domenico Berardi e Jay Idzes, entrambi nuovamente a disposizione dopo i rispettivi problemi fisici. Resta invece ancora fuori Sebastian Walukiewicz.
Per Aquilani significa soprattutto recuperare qualità ed esperienza nei due reparti estremi della squadra. Berardi restituisce al Sassuolo il proprio leader tecnico, Idzes permette invece di aumentare le soluzioni al centro della difesa.
Abate deve fare i conti con l'assenza di Cesare Casadei, indisponibile per la trasferta emiliana dopo essere partito titolare contro il Milan. Anche da queste scelte passerà il duello tra i due tecnici.
La prima volta contro in Serie A
Ed è probabilmente questo il dettaglio più bello della storia. Un anno fa Aquilani e Abate combattevano in Serie B con Catanzaro e Juve Stabia. Oggi si ritrovano in Serie A, alla guida di Sassuolo e Torino.
La categoria è cambiata. Le pressioni sono aumentate. Sono cambiati gli stadi, gli avversari e probabilmente anche la percezione esterna del loro lavoro. Non è cambiato il rapporto, ma per la prima volta la loro amicizia si trasferirà su due panchine opposte della Serie A.
Prima della partita probabilmente arriveranno un abbraccio, una battuta, magari qualche parola lontano dalle telecamere. Poi ognuno tornerà dalla propria parte. Perché per novanta minuti non ci saranno amici.
Ci saranno Aquilani contro Abate, Sassuolo contro Torino. E pensando a quello che sarebbe potuto accadere soltanto poche settimane fa, viene quasi naturale immaginare la scena al contrario: Aquilani davanti alla panchina granata, Abate davanti a quella neroverde.
Il mercato degli allenatori aveva mescolato quelle carte. Il destino le ha distribuite diversamente. Oggi al Mapei Stadium si incontrano due amici che avrebbero potuto sedersi esattamente sulla panchina dell'altro. Un anno fa si sfidavano in Serie B, oggi lo faranno per la prima volta in Serie A. E forse Sassuolo-Torino, prima ancora di cominciare, ha già trovato la sua storia più bella.
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