Ci sono addii che hanno bisogno di spiegazioni, altri che possono essere raccontati con poche parole. Il Sassuolo ha scelto la seconda strada per salutare Andrea Pinamonti. Nessuna retorica, nessun lungo album dei ricordi: quattro frasi per riassumere il peso avuto dall’attaccante durante la sua esperienza in neroverde. “Bomber solido e puntuale. Riferimento sicuro in campo. Decisivo in tante vittorie neroverdi. Grazie Andrea!”. È il messaggio pubblicato dal club dopo l’ufficialità del trasferimento alla Lazio, un saluto semplice ma significativo che accompagna la conclusione definitiva di un capitolo importante dell’attacco sassolese.
Pinamonti parte a titolo definitivo attraverso un’operazione dal valore complessivo di 12 milioni di euro, 3 di parte fissa e altri 9 legati ai bonus. Il mercato porta via il centravanti, il Sassuolo gli riconosce quanto lasciato sul campo. E adesso, inevitabilmente, comincia il dopo-Pinamonti.
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“Bomber solido e puntuale”: il messaggio del Sassuolo
Il primo saluto è arrivato attraverso i canali social della società neroverde. Poche righe, costruite quasi come una fotografia della sua esperienza a Sassuolo: “Bomber solido e puntuale. Riferimento sicuro in campo. Decisivo in tante vittorie neroverdi. Grazie Andrea!” Tre definizioni prima del ringraziamento finale. E dentro quelle parole c'è buona parte del Pinamonti visto in Emilia.
“Bomber”, naturalmente, perché all'attaccante è sempre stato chiesto innanzitutto di segnare. “Solido e puntuale”, perché anche nei momenti meno brillanti della squadra il centravanti ha rappresentato un riferimento riconoscibile. E poi quella definizione, “riferimento sicuro in campo”, che va oltre il semplice dato realizzativo e racconta il lavoro svolto da prima punta, spesso chiamata a sostenere il peso dell'attacco.
Infine, il riconoscimento forse più importante: “decisivo in tante vittorie neroverdi”. Non un addio freddo, dunque, nonostante la separazione sia maturata rapidamente durante le ultime settimane di mercato.
Il comunicato ufficiale: cessione definitiva alla Lazio
Accanto al messaggio social è arrivata la comunicazione formale del Sassuolo: “L’U.S. Sassuolo Calcio comunica di aver ceduto a titolo definitivo le prestazioni sportive del calciatore Andrea Pinamonti alla SS Lazio. La società ringrazia Andrea per quanto dimostrato negli anni trascorsi in neroverde e gli augura le migliori fortune umane e professionali”.
La parola che chiude definitivamente ogni scenario è “definitivo”. Pinamonti non parte attraverso una soluzione temporanea e non esistono più strade che possano riportarlo automaticamente a Sassuolo. La Lazio ne acquisisce il cartellino e il centravanti apre un nuovo capitolo della propria carriera. Per il club neroverde si conclude così un rapporto che negli ultimi giorni era ormai arrivato naturalmente ai titoli di coda.
Lazio-Pinamonti, operazione da 12 milioni
Anche dal punto di vista economico l'affare presenta una struttura particolare. Il trasferimento dovrebbe garantire al Sassuolo un valore complessivo di 12 milioni di euro, suddivisi tra 3 milioni di parte fissa e 9 milioni attraverso bonus.
Una costruzione studiata durante una trattativa non semplicissima, soprattutto per la necessità della Lazio di trovare una formula compatibile con i propri margini di mercato. La volontà del calciatore ha contribuito ad avvicinare le parti. Pinamonti aveva aperto con convinzione alla possibilità di trasferirsi a Roma e, una volta trovato l'incastro tra i club, la strada verso la fumata bianca è diventata in discesa. Visite mediche, firma e infine ufficialità.
Quell'assenza a Bergamo che sapeva già di addio
In realtà, il saluto aveva cominciato a prendere forma qualche giorno prima del comunicato. Pinamonti non era stato convocato da Alberto Aquilani per Atalanta-Sassuolo, prima giornata della Serie A 2026/27. Non c'era un problema tecnico dietro l'esclusione: il mercato aveva ormai preso il sopravvento.
La trattativa con la Lazio era troppo avanzata per correre rischi. Così, mentre il Sassuolo iniziava il proprio campionato alla New Balance Arena, il centravanti era già virtualmente proiettato verso la Capitale. Aquilani aveva affidato il ruolo di prima punta a Kieron Bowie, facendo poi debuttare nel finale il giovanissimo Gabriel Kulla. Quella distinta senza Pinamonti era già una specie di comunicato non ufficiale, ora è arrivato anche quello vero.
Un rapporto fatto anche di responsabilità
Il messaggio scelto dal Sassuolo permette però di guardare oltre gli ultimi giorni. Pinamonti è stato un attaccante sul quale il club ha investito e al quale ha affidato responsabilità importanti. Essere il centravanti del Sassuolo e l'investimento più oneroso della storia del club significa inevitabilmente convivere con il confronto con gli attaccanti che hanno attraversato la storia recente neroverde, ma anche con una squadra che negli anni ha cambiato pelle più volte.
Pinamonti ha attraversato queste trasformazioni portandosi dietro gol, critiche, momenti difficili e prestazioni decisive. Non sempre è stato semplice. Per un numero nove raramente lo è: quando segna diventa la soluzione, quando non segna finisce rapidamente sul banco degli imputati. È la vecchia legge dell'area di rigore, un tribunale che non concede molti rinvii. Eppure il Sassuolo, nel momento del congedo, ha scelto di ricordarne soprattutto continuità e affidabilità. “Solido e puntuale” non è una formula casuale.
Il mercato decide quando è il momento di separarsi
Il Sassuolo ha iniziato un nuovo ciclo con Alberto Aquilani e la possibilità di monetizzare la cessione di Pinamonti ha aperto scenari differenti anche per la costruzione dell'attacco. La Lazio cercava un centravanti. Pinamonti voleva la nuova esperienza. Il Sassuolo aveva bisogno di trovare condizioni economiche soddisfacenti e, contemporaneamente, un sostituto.
Quando tutti i pezzi hanno iniziato a combaciare, la separazione è diventata inevitabile. Non servivano porte sbattute, serviva soltanto trovare il prezzo giusto per aprirne un'altra.
Adesso il Sassuolo volta pagina
L'addio di Pinamonti rappresenta infatti anche un passaggio tecnico importante. Palmieri si è mosso per consegnare ad Aquilani un attaccante con caratteristiche differenti e la scelta è caduta su Sebastiano Esposito, per il quale il Sassuolo ha lavorato con il Cagliari.
Il cambio non è soltanto anagrafico. Esposito interpreta l'attacco in maniera differente, ama partecipare alla manovra, muoversi tra le linee e associarsi con gli altri giocatori offensivi. Pinamonti era invece un riferimento maggiormente riconoscibile dentro e intorno all'area. Cambierà dunque qualcosa anche nel modo in cui Aquilani potrà costruire il proprio reparto avanzato.
Un “grazie” senza bisogno di aggiungere troppo
Alla fine rimane il saluto. Pinamonti prende la strada di Roma, indosserà il numero 9 della Lazio e proverà a costruirsi una nuova storia. Il Sassuolo incassa un'operazione da 12 milioni complessivi e ridisegna il proprio attacco.
Il mercato misura tutto in milioni, bonus, contratti e plusvalenze. Gli addii, invece, hanno ancora un'altra moneta. Quella dei gol segnati, delle partite vinte e dei ricordi lasciati. Il Sassuolo ha fatto i conti con i primi e ha affidato ai social i secondi. Quattro parole per chiudere il bilancio: “Grazie Andrea”.
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