A un certo punto Francesco Palmieri ha guardato l'orologio e ha deciso che poteva bastare. Il Sassuolo aveva aspettato Rafik Belghali, aveva lavorato con il Verona, aveva cercato la formula giusta e tenuto aperta una trattativa diventata ogni giorno più complicata. Ma il calciomercato Sassuolo non concede tempo infinito, soprattutto quando manca un titolare in una posizione considerata prioritaria. Così il direttore sportivo neroverde ha riaperto un dossier che conosceva molto bene, quello di Ignace Van der Brempt. Non una soluzione d'emergenza, non il piano B tirato fuori dal cassetto all'ultimo momento: il belga del Como era stato il primo obiettivo del Sassuolo per la fascia destra già a luglio. E quando Palmieri ha capito che continuare ad aspettare Belghali significava rischiare di rimanere con il cerino in mano, ha accelerato sul vecchio pallino e in poche ore ha praticamente chiuso l'operazione.
Il risultato è un affare da 6,5 milioni di euro più bonus con il Como, con la chiusura formale attesa nelle prossime ore. Le ultime indiscrezioni di mercato confermano che il Sassuolo si è mosso rapidamente dopo il mancato accordo per Belghali, tornando proprio sulla prima scelta presente nella lista neroverde. Ed è forse questo il particolare che racconta meglio l'intera operazione: Van der Brempt non nasce dopo Belghali. Viene prima.
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Van der Brempt era il primo obiettivo del Sassuolo
Per capire la mossa di Palmieri bisogna infatti riavvolgere il mercato neroverde fino a luglio. Quando il Sassuolo aveva cominciato a ragionare sul rinforzo da consegnare ad Alberto Aquilani per la fascia destra, uno dei primissimi nomi finiti sul tavolo era stato proprio quello di Ignace Van der Brempt.
Classe 2002, belga, proprietà Como, il laterale era stato individuato per caratteristiche tecniche, atletiche e soprattutto per la possibilità di interpretare la corsia con un atteggiamento offensivo. Un profilo considerato adatto al calcio che Aquilani vuole proporre e abbastanza giovane da rientrare pienamente nella tradizionale politica di valorizzazione del Sassuolo.
Poi il mercato aveva preso altre direzioni. Le condizioni per arrivare immediatamente al giocatore del Como non erano maturate e il Sassuolo aveva iniziato a lavorare con maggiore convinzione sulla pista Rafik Belghali. Per qualche settimana sembrava che sarebbe stato proprio lui il nuovo terzino destro neroverde.
Belghali, una trattativa diventata troppo lunga
Quella per Belghali è diventata una delle telenovele dell'ultima parte del mercato del Sassuolo. Contatti, discussioni con il Verona, formule da trovare e la necessità di far combaciare diverse esigenze. Nei dialoghi tra i due club era entrata anche la situazione di Edoardo Iannoni, ma l'incastro definitivo non è mai arrivato.
Il Sassuolo ha aspettato. E ha aspettato parecchio. La volontà era quella di non abbandonare un giocatore considerato funzionale al progetto, ma avvicinandosi agli ultimi giorni di mercato il fattore tempo ha cominciato inevitabilmente a pesare.
Aquilani aveva bisogno di un laterale destro. Filippo Missori, peraltro, è da tempo promesso all'Avellino e la sua partenza è legata proprio all'arrivo di un nuovo elemento in quella zona del campo. Continuare a trascinare la trattativa significava quindi rischiare di bloccare due operazioni contemporaneamente. Ed è a quel punto che Palmieri ha deciso di cambiare tavolo.
Palmieri dice basta e cambia obiettivo
La mossa è stata improvvisa soltanto all'apparenza. Il Sassuolo ha mollato Belghali e si è rivolto immediatamente a Van der Brempt, ma i contatti sul belga non sono nati nelle ultime ventiquattro ore. Il suo profilo era già conosciuto, studiato e apprezzato. Questo ha consentito alla dirigenza di accelerare senza dover ricominciare la ricerca da zero.
In sostanza, Palmieri non ha dovuto chiedersi: chi prendiamo adesso che Belghali non arriva? La domanda era molto più semplice: possiamo tornare sul primo obiettivo? La risposta del mercato è stata positiva. E il Sassuolo ha affondato.
Accordo con il Como: operazione da 6,5 milioni più bonus
Con il Como il dialogo ha prodotto rapidamente una base concreta. Le indiscrezioni delle ultime ore parlano di un'intesa da 6,5 milioni di euro più bonus, con gli ultimi passaggi formali destinati a completare il trasferimento.
Altre ricostruzioni indicano una struttura attraverso un prestito con obbligo di acquisto per un pacchetto complessivo da circa 6,5 milioni. L'accordo tra Sassuolo e Como è stato raggiunto e Van der Brempt è ormai indirizzato verso il neroverde. Un investimento tutt'altro che secondario.
Ed è anche questo a dimostrare come il belga non possa essere considerato semplicemente l'alternativa trovata dopo il fallimento della trattativa Belghali. Spendere una cifra di questo tipo significa credere nel giocatore e immaginarlo come un elemento importante della squadra.
Dal possibile Genoa al Sassuolo
Il futuro di Van der Brempt avrebbe potuto essere diverso. Nelle settimane precedenti il laterale era stato molto vicino al Genoa, altra società che aveva lavorato sul suo profilo. L'operazione non era però arrivata alla fumata bianca e il giocatore era rimasto a disposizione del Como.
Una situazione che ha finito per favorire il ritorno del Sassuolo. Quando Palmieri ha deciso di abbandonare definitivamente il tavolo Belghali, la strada verso Van der Brempt era ancora percorribile. Il ds neroverde ha colto l'occasione e ha accelerato prima che potessero inserirsi nuovamente altre società. Il mercato, soprattutto negli ultimi giorni, è anche questo: sapere quando aspettare e soprattutto capire quando non aspettare più.
Belghali adesso può andare al Torino
Il paradosso è che la pista abbandonata dal Sassuolo potrebbe portare proprio verso l'avversario di oggi. Su Belghali si è infatti mosso il Torino, che ha avviato i contatti dopo che i neroverdi hanno deciso di cambiare definitivamente obiettivo. Anche le ricostruzioni più recenti indicano il giocatore del Verona orientato verso i granata.
Uno strano incrocio di mercato alla vigilia di Sassuolo-Torino. Il Sassuolo aveva inseguito Belghali e ha virato su Van der Brempt. Il Torino può adesso approfittare dello spazio lasciato dai neroverdi e provare a portare il giocatore alla corte di Ignazio Abate. Ma per Palmieri, ormai, quella partita è chiusa.
Perché Van der Brempt piace ad Aquilani
Van der Brempt offre soprattutto una caratteristica che il Sassuolo stava cercando: gamba sulla fascia destra. È un laterale portato ad accompagnare l'azione, capace di coprire una porzione importante di campo e con esperienza già maturata ad alto livello nonostante l'età. Nell'ultima Serie A ha collezionato 20 presenze con il Como, secondo i dati riportati nelle ricostruzioni dell'operazione.
Per Aquilani può diventare il terzino chiamato a dare ampiezza quando l'esterno offensivo viene dentro al campo, ma anche un giocatore utilizzabile in una struttura differente nel corso della partita.
E soprattutto arriva per giocarsi immediatamente un posto. Un investimento da oltre sei milioni non viene effettuato per aggiungere semplicemente un'alternativa numerica alla rosa.
L'arrivo del belga libera Missori
La chiusura dell'operazione dovrebbe avere conseguenze immediate anche sul mercato in uscita. Filippo Missori è destinato all'Avellino, con un'intesa già impostata da tempo. Gli irpini stanno aspettando semplicemente che il Sassuolo completi l'acquisto del nuovo terzino prima di ricevere il via libera.
Van der Brempt può dunque sbloccare definitivamente la situazione. Palmieri potrebbe così completare nel giro di pochissimo tempo due operazioni: il belga dentro, Missori fuori. Un altro tassello della rosa di Aquilani sistemato prima della chiusura del mercato.
Non un piano B, ma un ritorno al piano A
Alla fine la storia può essere raccontata in maniera molto più semplice di quanto sembri. Il Sassuolo voleva un terzino destro. A luglio il primo nome era Van der Brempt. Le condizioni avevano spinto la società a percorrere altre strade e Belghali era diventato progressivamente l'obiettivo più concreto.
Palmieri ha trattato, aspettato e provato a chiudere, quando però ha capito che la fumata bianca continuava ad allontanarsi, ha scelto di non diventare prigioniero della trattativa, ha salutato Belghali e ha riaperto il dossier iniziale. Questa volta trovando immediatamente terreno fertile.
Van der Brempt al Sassuolo per 6,5 milioni più bonus è soprattutto questo: la scelta di un direttore sportivo che ha deciso che il tempo dell'attesa era terminato. Palmieri si è stancato di aspettare Belghali e ha fatto quello che spesso distingue gli ultimi giorni di un mercato: ha cambiato strada prima di essere costretto a farlo. Con una particolarità tutt'altro che secondaria: la nuova strada, in realtà, era stata la prima.
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