Non solo la moviola arbitrale, ma anche una lettura tattica molto netta della partita. Dario Marcolin, intervenuto negli studi di DAZN dopo Frosinone-Sassuolo 4-2, si è soffermato prima sul contatto tra Masini e Bakola che ha preceduto il gol dell’1-0, poi sulle difficoltà difensive della squadra di Alberto Aquilani.

Per l’ex centrocampista, sul primo episodio non ci sono dubbi: non c’è fallo su Bakola, mentre l’errore è soprattutto nella gestione del pallone da parte del giocatore neroverde.

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Marcolin su Bakola-Masini: “Per me non è fallo”

Sul contatto che ha dato il via all’azione del vantaggio giallazzurro, Marcolin ha spiegato: “Mi sto abituando un po' alle regole nuove, anche perché poi in telecamera ti può succedere o raccontare prima che intervenga Luca, e quindi sono molto attento a queste sfumature. Per me qua non è fallo”.

Poi il punto centrale della sua analisi: “L'errore è quello di portare palla dentro l'area, la pressione era nel 3 a pressarlo. Cioè, mi sapevo che quando sei pressato così non potevi andare più velocemente, soprattutto nei primi 30 metri. È un errore del giocatore del Sassuolo”. Una valutazione che va dunque nella stessa direzione dell’analisi di Luca Marelli: il contatto c’è, ma non con un’intensità tale da giustificare il fischio.

“Il Sassuolo ha difeso quasi dentro l’area piccola”

Marcolin ha poi allargato il discorso alla prestazione complessiva dei neroverdi, sottolineando soprattutto un aspetto insolito: “È vero che ci sono stati i due errori del portiere che poi condizionano, ma il Sassuolo ha difeso quasi al limite dell'area piccola. Non siamo abituati a vedere un Sassuolo difendere così basso”.

Secondo Marcolin, uno dei fattori decisivi è stato anche il coraggio del Frosinone nel portare marcature aggressive: “Guarda come vanno quelli del Frosinone nell'uno contro uno. Adesso qua vedi che le squadre si sono un po' allungate, perché vanno nell'uno contro uno, c'è la marcatura”.

Marcolin ha poi richiamato un principio tattico già visto in squadre di altissimo livello: “Io ti ho fatto una battuta prima quando guardavo la partita: la prima squadra che ha cominciato a fare questa marcatura uomo contro uomo e lasciare gli avversari era il Barcellona di Guardiola”.

“Per fare questo gioco servono marcatori forti”

Il concetto è chiaro: per sostenere una proposta offensiva molto aggressiva bisogna accettare rischi dietro, ma anche avere difensori in grado di reggere l’uno contro uno. “Quando voleva un rischio calcolato, attaccavano in tanti e dietro magari rimanevano due contro due con gli attaccanti, andando uomo contro uomo”.

Marcolin ha quindi collegato questo principio proprio al Sassuolo: “Quindi avere dei marcatori forti per fare un gioco di possesso lo fa il Sassuolo, lo fa anche rischiando qualcosa”.

Il ragionamento finale di Marcolin riguarda l’equilibrio tra fase offensiva e fase difensiva: “Se poi davanti fai quattro gol e magari, come è successo oggi, ti prendi quel rischio, ti può succedere anche di sbagliare. Ma comunque la proiezione offensiva è più alta rispetto alla fase difensiva”.

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Sezione: News / Data: Dom 18 ottobre 2026 alle 14:29
Autore: Sarah G. Comotto
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