Se il Sassuolo vorrà uscire indenne dallo Stirpe, una delle prime missioni sarà limitare Giacomo Calò. Il centrocampista del Frosinone è diventato in poco tempo il punto di riferimento della squadra di Massimiliano Alvini, l’uomo attraverso cui passa gran parte della costruzione e, soprattutto, della rifinitura offensiva dei giallazzurri.

Non è il giocatore che vive di strappi o accelerazioni, ma quello che dà ordine, sceglie i tempi e trova linee di passaggio che spesso gli altri non vedono. Visione, precisione e lettura tattica sono le qualità che stanno rendendo Calò uno dei centrocampisti più influenti di questo avvio di Serie A.

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Il Frosinone gira attorno a lui

Il peso specifico di Calò emerge anche dai numeri. Il centrocampista è infatti salito al vertice della speciale graduatoria delle occasioni create, un dato che fotografa bene quanto la manovra offensiva del Frosinone dipenda dalla sua capacità di leggere gli spazi e servire i compagni nell’ultimo terzo di campo.

Il suo rendimento unisce qualità e lavoro senza palla, con una presenza continua nel cuore del gioco e tanti chilometri percorsi per garantire equilibrio alla squadra. È diventato, in sostanza, il vero regista operativo del Frosinone: riceve, orienta la manovra e decide quando accelerare.

Una scelta voluta da Alvini

Il suo arrivo nell’estate 2025 è stato una precisa scelta tecnica. Massimiliano Alvini e il direttore sportivo Renzo Castagnini avevano individuato in Calò il giocatore ideale al quale affidare il centrocampo. Una scommessa che, come sottolinea TuttoFrosinone, finora ha dato risposte importanti.

Il tecnico ha costruito per lui un sistema capace di esaltarne le caratteristiche, consentendogli di essere sempre coinvolto nella prima costruzione ma anche di alzare il proprio raggio d’azione quando il Frosinone conquista campo, gli viene concessa libertà di scegliere dove andare a ricevere per dare continuità alla manovra.

Il duello con il centrocampo del Sassuolo

Per Alberto Aquilani sarà quindi fondamentale impedire al numero giallazzurro di giocare con comodità. Il Sassuolo dispone di centrocampisti dalle caratteristiche molto diverse: l’esperienza e la gestione di Nemanja Matic, la qualità di Adzic, la fisicità di Thorstvedt e la freschezza di Bakola. Una parte importante della partita potrebbe decidersi proprio lì, nella capacità dei neroverdi di togliere tempo e spazio alla regia avversaria.

Lasciare Calò libero di ricevere e alzare la testa significherebbe permettere al Frosinone di sviluppare il proprio calcio preferito, trovando rapidamente esterni e uomini tra le linee.

Non serve segnare per essere decisivo

Il pericolo rappresentato da Calò non si misura necessariamente attraverso i gol. La sua forza è mettere gli altri nelle condizioni di arrivarci: è il giocatore che può cambiare ritmo all’azione con un passaggio, creare superiorità con una verticalizzazione o trasformare una situazione apparentemente innocua in un’occasione pericolosa.

Per questo, venerdì sera, il Sassuolo dovrà prestargli un’attenzione particolare. Tra i tanti giocatori di qualità a disposizione di Alvini, Giacomo Calò è probabilmente quello da disinnescare per primo. Fermare lui potrebbe significare togliere ossigeno all’intera manovra del Frosinone.

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Sezione: News / Data: Gio 15 ottobre 2026 alle 10:10
Autore: Manuel Rizzo
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