Grande con le grandi, piccolo con le “piccole”. Dopo sette giornate, il Sassuolo di Alberto Aquilani continua a mostrare due facce quasi opposte. Al Mapei Stadium i neroverdi hanno costruito gran parte del proprio bottino, imponendosi anche contro avversarie di alto livello. Lontano da Reggio Emilia, invece, la musica cambia completamente.

Il 4-2 incassato a Frosinone nell’anticipo del settimo turno ha confermato una tendenza ormai evidente: il Sassuolo sa alzare il livello contro le big, ma continua a faticare terribilmente quando deve affrontare trasferte sulla carta più abbordabili.

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Mapei fortino, fuori casa quasi il vuoto

Il dato è semplice e piuttosto eloquente. In casa il Sassuolo ha raccolto sette punti in tre partite, frutto di due vittorie e un pareggio. Un rendimento da zona alta della classifica, impreziosito dal successo contro la Juventus e dal pareggio contro il Milan.

In trasferta, invece, il bilancio è quasi opposto: un solo punto, conquistato nel pareggio di Bologna. Poi sono arrivate le sconfitte contro Atalanta, Monza e Frosinone. Una differenza enorme, che fotografa il principale problema di questa prima parte di stagione.

Con le grandi il Sassuolo cambia volto

Il paradosso è proprio qui. Quando il livello dell’avversario si alza, il Sassuolo sembra trovare stimoli, concentrazione e coraggio. Contro Juventus e Milan, la squadra di Aquilani ha mostrato personalità, qualità nel palleggio e capacità di restare dentro la partita anche nei momenti più difficili.

Prestazioni che avevano fatto pensare a una squadra pronta per alzare rapidamente l’asticella, poi, però, arrivano gare come quelle di Monza e Frosinone, e tutto cambia.

Troppi errori allo Stirpe

A Frosinone il problema non è stato soltanto il risultato. Il Sassuolo ha commesso troppi errori tecnici e individuali, soprattutto nella fase difensiva. La costruzione dal basso ha regalato il vantaggio a Calò, mentre due errori pesanti nel giro di pochi minuti hanno spalancato la strada alla doppietta di Raimondo nel primo tempo.

Il problema è anche mentale. La sensazione è che il Sassuolo riesca a trovare maggiore attenzione proprio quando la partita sembra più complicata. Contro le big, la soglia della concentrazione resta alta fin dall’inizio. Contro squadre teoricamente più alla portata, invece, arrivano errori, disattenzioni e passaggi a vuoto che finiscono per compromettere le gare.

Non è un problema di qualità, la rosa di Aquilani ha dimostrato di averne, ma sembra essere piuttosto una questione di continuità, maturità e capacità di mantenere lo stesso livello competitivo indipendentemente dal nome dell’avversario.

Dieci trasferte senza vittorie

A rendere il quadro ancora più pesante c’è un altro dato: con il ko dello Stirpe, il Sassuolo ha allungato a dieci partite la propria striscia senza vittorie in trasferta in Serie A.

Non è più soltanto una casualità, è una tendenza che Aquilani dovrà provare a invertire il prima possibile, perché se il Mapei può diventare davvero un fortino, non può bastare da solo per costruire una stagione tranquilla.

Aquilani deve trovare equilibrio

Dopo sette giornate, il Sassuolo resta una squadra difficile da decifrare. Capace di battere la Juventus, fermare il Milan e poi cadere pesantemente a Frosinone. Capace di mostrare personalità contro le grandi e fragilità contro avversarie meno quotate.

Il talento c’è, la qualità offensiva pure. Ora serve trovare una via di mezzo perché una squadra che vuole crescere davvero non può scegliere le partite in cui essere grande.

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Sezione: News / Data: Sab 17 ottobre 2026 alle 20:00
Autore: Manuel Rizzo
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