Al centro della serata nera dello Stirpe c’è Arijanet Muric, protagonista di due errori pesantissimi nel giro di appena quattro minuti. Due episodi che hanno consegnato ad Antonio Raimondo il 2-1 e il 3-1, cambiando completamente il volto di una partita che il Sassuolo aveva appena rimesso in equilibrio con Domenico Berardi.

Il voto nelle pagelle è stato durissimo quasi ovunque. Il problema, però, va oltre il numero: riguarda fiducia, continuità e gerarchie.

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Quattro minuti che pesano come una partita

Il Sassuolo a Frosinone aveva già rischiato grosso in avvio e aveva incassato il vantaggio di Calò dopo una costruzione dal basso gestita male. Poi Berardi aveva sistemato tutto con il gol dell’1-1.

Sembrava il momento giusto per ripartire. Invece al 26’ arriva il primo pasticcio. Pallone in area, Odenthal accompagna l’azione, Muric esce ma non riesce a chiudere. Raimondo è il più rapido e deposita il pallone in rete.

Quattro minuti dopo il bis, ancora peggiore. Caleta-Car appoggia corto di testa, Muric è fuori area e tenta un intervento goffo di testa. La sfera lo supera, Raimondo ringrazia e firma il 3-1 a porta vuota. Due errori, due gol.

Non solo i due gol

La serata di Muric non si esaurisce nei due errori più evidenti. Il portiere kosovaro ha continuato a giocare sul filo del rischio, mostrando poca serenità anche nella gestione con i piedi. In più di un’occasione ha dato l’impressione di portarsi dietro il peso dell’errore precedente.

Sul quarto gol, quello che completa la tripletta di Raimondo, respinge il colpo di testa di Ghedjemis senza riuscire ad allontanare il pericolo. Raimondo arriva sulla ribattuta e chiude la partita. Non è un errore della stessa gravità dei precedenti, ma completa il quadro di una notte in cui quasi nulla ha funzionato.

Aquilani lo protegge

Alberto Aquilani, nel post partita, ha scelto di fare scudo. “Io ho grande fiducia in lui e nei miei giocatori”, ha spiegato il tecnico. Poi il passaggio più netto: “Oggi non posso dire che cambio il portiere perché ha sbagliato”.

Aquilani non ha nascosto il problema, però. “Sta incappando in errori brutti, plateali”, ha ammesso, aggiungendo però che Muric “ha tutto ciò che serve per essere un grande portiere”. Tradotto: fiducia confermata, ma il tema esiste eccome.

Turati resta lì

Muric resta un portiere di qualità. Lo ha dimostrato anche contro il Milan, quando era stato tra i migliori del Sassuolo. Ora il problema è capire quanto riesca a essere affidabile da una partita all’altra. In un ruolo come quello del portiere, gli errori pesano più che altrove. E quando iniziano a ripetersi, inevitabilmente diventano una questione tecnica.

Alle spalle di Muric c’è Stefano Turati, un’alternativa reale. Classe 2001, cresciuto nel Sassuolo, già abituato alla Serie A e con esperienza proprio a Frosinone. Aquilani non ha aperto pubblicamente a un cambio di gerarchie, anzi. Ma dopo una serata come quella dello Stirpe la concorrenza torna inevitabilmente d’attualità.

Non c’è una bocciatura ufficiale, non c’è un avvicendamento deciso, ma c’è una domanda che prima sembrava chiusa e che ora torna sul tavolo: quanto può permettersi il Sassuolo di aspettare Muric?

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Sezione: News / Data: Dom 18 ottobre 2026 alle 09:01
Autore: Sarah G. Comotto
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