Gli è mancato soltanto il gol. Sarebbe stata la chiusura perfetta di una serata già speciale, quasi irreale per come si era messa la sua estate. Sebastiano Esposito si è preso la scena a Bursa senza bisogno di finire sul tabellino: debutto con la Nazionale maggiore, vittoria per 4-1 contro la Turchia e soprattutto 64 minuti condivisi con il fratello Francesco Pio.

Un’immagine che entra direttamente nella storia azzurra. Due fratelli titolari insieme con l’Italia non si vedevano da 111 anni, dai tempi di Aldo e Luigi Cevenini. E per Sebastiano, arrivato a questo appuntamento dopo settimane tutt’altro che semplici, il significato è ancora più grande.

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Da Zaza a Sebastiano Esposito: il filo neroverde che porta alla Nazionale

Dalla rottura col Cagliari al rischio di restare ai margini

Pochi mesi fa lo scenario era completamente diverso. L’estate di Esposito è stata lunga, complicata e piena di tensioni. Il rapporto con il Cagliari si era progressivamente deteriorato dopo il mancato accordo per il rinnovo del contratto. Una frattura diventata poi un vero e proprio caso, con il giocatore arrivato anche a presentare un certificato di malattia al club.

A un certo punto il rischio concreto era quello di cominciare la stagione ai margini, con pochissimo spazio e una situazione contrattuale ormai compromessa.

Poi è arrivato il Sassuolo. Il 29 agosto il club neroverde ne ha ufficializzato l’arrivo in prestito con diritto di riscatto, offrendo a Esposito esattamente ciò di cui aveva bisogno: una nuova partenza, fiducia e un ambiente nel quale ritrovare serenità.

Il Napoli sfiorato e la scelta Sassuolo

Che quella neroverde fosse probabilmente la destinazione giusta lo ha raccontato anche il suo agente, Mario Giuffredi, che recentemente ha ammesso di aver pensato a un trasferimento al Napoli.

Una possibilità affascinante, almeno sulla carta, ma che lo stesso procuratore ha poi definito potenzialmente sbagliata per il momento vissuto dal giocatore. Per Esposito serviva soprattutto giocare. Sentirsi importante. Trovare una squadra disposta a metterlo al centro di un progetto tecnico senza caricarlo di pressioni ulteriori.

La Nazionale conquistata in neroverde

Nel giro di poche settimane Esposito è riuscito a trasformare una situazione complicata in una nuova occasione. Con Alberto Aquilani ha trovato spazio, responsabilità e anche una collocazione tattica diversa. A Bursa, con l’Italia, è arrivata forse la sorpresa più interessante: Sebastiano ha dimostrato di poter essere un esterno offensivo vero, partendo largo a sinistra e interpretando il ruolo con disciplina, qualità e intelligenza.

Non soltanto seconda punta o centravanti, quindi. Anche uomo di fascia, capace di allargare il campo, venire dentro e dialogare con i compagni. Una duttilità che può diventare preziosa sia per Mancini sia per il Sassuolo.

Da fuori rosa all’inno con Pio

A inizio estate Sebastiano rischiava di ritrovarsi fuori dal progetto del Cagliari. A fine settembre si è ritrovato a cantare l’inno della Nazionale accanto a suo fratello, partendo titolare in una notte destinata a restare.

Il gol non è arrivato, è vero. Ma sarebbe stato soltanto un dettaglio in più, perché a Bursa Sebastiano Esposito ha già segnato, in un altro modo: ha messo un punto su un’estate complicata e ha aperto un capitolo nuovo. E quel capitolo, almeno per ora, ha colori ben precisi: neroverde e azzurro.

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Sezione: News / Data: Mer 30 settembre 2026 alle 12:18
Autore: Manuel Rizzo
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