Il Modena prova a costruire qualcosa che vada oltre il risultato della domenica. E per farlo guarda anche a un modello che Nereo Bonato conosce molto bene: quello del Sassuolo. Intervistato da TRC, il direttore sportivo gialloblù ha tracciato un primo bilancio della stagione, soffermandosi soprattutto sul percorso di crescita intrapreso dal club.

"Era fondamentale partire bene per dare certezze al lavoro che stiamo facendo. Il Modena in questo momento è una squadra simpatica e anche bella, il percorso da fare ora è quello di cercare di diventare forti", ha spiegato Bonato.

Parole che raccontano una squadra ancora in costruzione, ma con un’identità già riconoscibile. Il dirigente ha poi sottolineato come questa pausa possa cambiare gli equilibri del campionato, soprattutto per le squadre retrocesse dalla Serie A. "Quest’anno le squadre retrocesse dalla Serie A hanno avuto tempo, grazie a questa sosta, per metabolizzare quanto successo e me le aspetto più agguerrite al rientro in campo".

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Bonato: “A Modena un calcio che negli ultimi anni non si era visto”

Il prossimo banco di prova sarà l’Hellas Verona, avversario che Bonato considera particolarmente insidioso. "Sappiamo che affronteremo una squadra forte, che verrà qui per provare a vincere e noi dobbiamo mettere sul campo tutto quello che abbiamo".

Il giudizio sul Modena resta comunque positivo: "Questo è un gruppo che gioca bene, i dettami del mister sono stati recepiti. Davanti sbagliamo tanto e in qualche caso anche dietro, dobbiamo continuare a lavorare per migliorare sotto tutti gli aspetti". Poi il passaggio più significativo: "Ora siamo all’inizio di un ciclo nuovo, di un calcio che a Modena negli ultimi anni non si era mai visto".

Il Sassuolo come modello

E proprio parlando di programmazione, Bonato ha chiamato in causa il Sassuolo, club nel quale ha lavorato a lungo e che conosce in profondità. "Rivedo in tanti passaggi quanto fatto dal Sassuolo, sia per la proprietà sia per il percorso fatto", ha spiegato il dirigente, citato da Parlandodisport.it.

Il paragone riguarda soprattutto il modo di pensare il club nel medio-lungo periodo: "A Modena però c’è più passione, ma ci sono tante cose che mi ricordano quanto fatto dai neroverdi, come per esempio pensare sul medio-lungo periodo e fare un calcio frizzante con i giovani".

"L’obiettivo deve essere il lavoro costante per crescere". Una filosofia che, nelle parole del ds modenese, richiama da vicino proprio il modello neroverde: meno ossessione per il risultato immediato, più attenzione alla costruzione di un percorso. E se il Sassuolo è stato il riferimento, il Modena adesso prova a costruire la propria strada.

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Sezione: News / Data: Mer 30 settembre 2026 alle 13:02
Autore: Manuel Rizzo
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