E' stato inaugurato il Mapei Football Center. Giovanni Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo, ha parlato ai nostri microfoni raccontando le sue emozioni su questa storica giornata a tinte neroverdi.

È il giorno dell’apertura, è il giorno della festa, è anche il giorno in cui si assumono delle responsabilità maggiori.

"Ma è il giorno dell’inaugurazione, è un giorno speciale, perché è un giorno che ci ricorderemo sicuramente, io dici per sempre. Perché dare la possibilità a una società di calcio, da parte della famiglia Squinzi, di avere una struttura del genere e dare questa possibilità anche alla città di Sassuolo è una cosa straordinaria. Perché credo che questa struttura oggi sia una delle più importanti strutture a livello sportivo che ci possano essere in Europa. È una struttura dotata di quattro campi grandi, due campi piccoli, più tutto quello che riguarda la prima squadra, il settore giovanile e la nostra sede. Per cui è un qualcosa di veramente speciale, aperto anche al pubblico e soprattutto credo che ci sarà anche la possibilità di ospitare ragazzi e ragazze delle scuole, poter fare delle attività proprio con il territorio. Credo che questo debba essere visto non soltanto per quello che è il livello sportivo di prima squadra ma anche un pò per tutto il resto".

Famiglia soddisfatta, che comunque chiama a responsabilità per ambizioni maggiori.
"Noi la responsabilità ce l’abbiamo nel quotidiano, non è che questa responsabilità oggi aumenta perché abbiamo un centro sportivo. Siamo dei professionisti e lavoriamo in tal senso per cercare di ottenere il massimo dei risultati. Abbiamo la fortuna di lavorare con la famiglia Squinzi, che lavora soprattutto con progettualità, che è un po’ quello che anche noi stessi vogliamo come società di calcio. Per cui il connubio è perfetto ed è chiaro che poi loro ci possono spronare ad ottenere dei risultati, ma questo non è che accade oggi, accade da ormai sei anni, cioè da quando sono a Sassuolo e mi sento dire dalla famiglia che dobbiamo crescere. Credo che sia giusto per tutti, perché è un modo di pensare che ci aiuta a migliorare. Nello stesso tempo credo anche che per una società come il Sassuolo Calcio, sei anni in Serie A consecutivi e ‘anno prossimo sarà il settimo, io ritengo sempre che sia un miracolo sportivo da dove tante società possono anche magari prendere esempio perché si sta svolgendo un lavoro importante. E credo che questo oggi lo faccia vedere, perché è a coronamento di quello che è il progetto: Mapei Stadium, che è uno stadio ormai oggi all’avanguardia a livello europeo; Mapei Sport è un eccellenza a livello mondiale soprattutto per quella che è la parte della medicina e della ricerca scientifica; e oggi la struttura, per cui credo che di questo ne possiamo andare fieri".

C’è solo qualcosa che non funziona, a detta dea professoressa Spazzoli, il pubblico, che non è il pubblico delle grandi occasioni. Cosa può fare una società in risposta a questa affermazione?
"La dottoressa ha perfettamente ragione. La società può fare sempre qualcosa in più, ma non dobbiamo dimenticarci tutto quello che ha fatto adesso. Perché se pensiamo, mi viene in mente soltanto la parte abbonamenti, è la squadra che ha i pressi più bassi di tutta Italia; tutte le opportunità che ci possono essere perché oggi il Mapei Stadium è uno stadio super accogliente dove ci sono lavori che continuiamo a fare e che continueremo per migliorarlo ancor di più. È chiaro che ci si aspetta qualcosa di più dal tifoso. Sappiamo comunque che è una città di 40.000 abitanti, e questi tifosi del Sassuolo che hanno la possibilità di vedere la Serie A, è uno spettacolo che non devono perdersi, perché la Serie A non è soltanto Sassuolo, ma è un avvenimento sportivo di grande interesse e valore. Noi siamo aperti ai nostri tifosi. Infatti li ascoltiamo, cerchiamo di capire e di lavorare insieme a tutti, perché penso che la volontà sia sempre quella di fard qualcosa tutti insieme. Per cui non siamo quella società che pensa che i tifosi debbano essere tenuti un po’ distaccati da quelle che sono le nostre idee. Anzi, penso che le idee un po’ di tutti possano soltanto aiutarci a crescere".

Si può dire che questo più che un punto di arrivo è un punto di partenza?
"No non credo che sia un punto di partenza, ma come dicevi prima una continuità di questi anni. Un progetto che è partito sei anni fa, Serie A, un progetto che è poi maturato con l’acquisizione del stadio, con il portare tanti eventi importanti al Mapei Stadium, e oggi è una continuità nel realizzare proprio questo favoso edificio che posso garantire che è spettacolare. Perché dentro ha tutto quello che può occorrere, sia alla prima squadra sia ai ragazzi giovani sotto tutti gli aspetti".

Non c’erano giocatori oggi, c’era però mister De Zerbi, che sarà ancora il vostro allenatore.
"Sì I giocatori, fortunati loro, sono in vacanza, perché tra un mese riprenderanno la loro attività. Mister De Zerbi invece con noi sta lavorando per costruire quella che può essere la possiamo stagione e  penso che sia importante la sua presenza oggi. Poi in questi giorni si è sempre sentito paralare un po’ di De Zerbi che poteva cambiare squadra o meno, ma su questo non abbiamo mai avuto dubbi né noi, né neanche lui. Sappiamo perfettamente che è un allenatore giovane, bravo, che applica un gioco un po’ particolare un gioco moderno. E questo tipo di gioco può far sì che altri club siano interessati a lui, è normale, come già successo anche negli anni precedenti. Noi con lui non abbiamo avuto mai nessun tipo di problema, perché dall’ultimo giorno in cui è finito il campionato ci siamo subito messi al lavoro per costruire la squadra del prossimo anno".

D: Che il patron Squinzi si ambizioso lo sappiamo, però oggi ha parlato anche di Champions League.
"Lui si diverte, ma nello stesso tempo dice anche cose che magari in un futuro si possono realizzare. Io mi ricorderò sempre che lui nel suo ufficio ha un quadrettino con scritto che un giorno giocheremo a San Siro e batteremo l’Inter, quando la squadra giocava nei dilettanti. Penso che ognuno di noi nel momento in cui avesse detto questo quadretto Si sarebbe messo a ridere, invece".

Sezione: News / Data: Lun 10 Giugno 2019 alle 15:49 / Fonte: (Dal nostro inviato)
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
Vedi letture
Print