Liberté, Egalité, Laurienté. “Ciò che non è chiaro non è francese” diceva Antoine Rivaroli detto le Comte de Rivarol. E infatti che Armand Laurienté fosse un altro grande acquisto del Sassuolo è stato chiaro a tutti sin dalla gara del suo esordio, a Cremona, a inizio settembre. Sette gol realizzati in stagione, ma anche 6 assist ma anche 145 dribbling tentati, terzo dietro a Kvara e Leao, e un 2023 iniziato in crescendo. Laurienté sta diventando sempre più un fattore del Sassuolo. Sempre titolare con Alessio Dionisi (solo 3 gare saltate per infortunio e per squalifiche), è stato uno dei 3 migliori acquisti del campionato di Serie A in base al rapporto qualità-prezzo. Il direttore di SassuoloNews.netAntonio Parrotto, ha avuto il piacere di intervistare il francese, il giocatore del momento in casa neroverde, e ha parlato con lui del suo arrivo in neroverde, del presente e anche del futuro.

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Sei arrivato a fine agosto, nemmeno il tempo di pensarci e subito in campo a Cremona destando ottime impressioni. Da lì sempre titolare, solo 3 gare saltate tra un piccolo infortunio e due squalifiche. Platini e Zidane hanno avuto bisogno di 6 mesi per ambientarsi al nostro calcio, tu ci hai messo molto meno…Come giudichi tuo rendimento sin qui?
"È vero sono arrivato a fine agosto e per una serie di circostanze ho praticamente giocato fin da subito. È stato tutto sorprendentemente facile e dovrò sempre ringraziare il mister per la fiducia che mi ha dimostrato e la squadra per avermi aiutato nel mio inserimento. Sono contento di quanto fatto fino ad ora ma so che posso fare ancora meglio…anche il mister me lo dice sempre".

Ti mancava il gol su punizione e lo hai trovato con la Cremonese. Dal 2021 hai segnato lo stesso numero di gol di Messi in questa specialità. Con la Cremonese hai segnato dai 20 metri ma in passato lo hai fatto anche da 30-35 metri e oltre. Il compianto Sinisa Mihajlovic diceva: “più lontano è il punto di battuta e meglio è per me, in modo da dare alla palla tutto il tempo necessario per prendere l'effetto e la forza“. Per te che prendi ispirazione da Juninho Pernambucano vale lo stesso concetto o preferisci essere più vicino alla porta?
"Non c’è una distanza giusta per calciare le punizioni. Influisce molto che sia giusta la distanza tra palla e barriera. Poi ci sono tanti fattori che non dipendono da me come il movimento del portiere, il terreno di gioco, il salto della barriera…insomma non è facile fare gol… diciamo che alla fine è un fatto di istinto nel calciare….può andare bene o può andare male".

Dopo aver segnato esulti sempre alla stessa maniera, facendo un cerchio con la mano destra. Perché? Qual è il significato della tua esultanza?
"È un modo di festeggiare ideato scherzando con mio cugino e con dei miei amici in Francia. Non ha un significato particolare".

Perché hai scelto il Sassuolo in estate? Cosa ti ha convinto a lasciare il Lorient e la Francia per arrivare in Serie A con i neroverdi?
"Mi piaceva lo stile della società e la filosofia di gioco del Sassuolo. E poi hanno veramente creduto in me fin dall’inizio della trattativa, che è stata lunga e complicata. Sono davvero contento della scelta che ho fatto".

A proposito di Serie A e di Francia. Ma davvero in Italia siamo troppo fissati con la tattica? Qual è la cosa più complicata da imparare?
"Sì è vero, qui la tattica è molto importante ma questo significa anche che le squadre si muovono d’insieme sia nella fase difensiva che offensiva. Perciò non basta vincere i duelli individuali, per fare bene serve giocare da squadra e il ruolo e la collaborazione con gli altri compagni è essenziale, sia per fare gol che per non prenderlo".

Parlando invece della squadra, nel Sassuolo dopo i primi 3 ko nel 2023 con Samp, Fiorentina e Lazio, qualcosa è cambiato. Cosa non stava funzionando prima? Qual è stata la molla che è scattata e vi ha fatto invertire la rotta?
"Forse solo con la Sampdoria avevamo fatto male. Con Fiorentina e Lazio, nonostante le sconfitte, si vedevano già segnali incoraggianti. Diciamo che in tutte le squadre capitano periodi di difficoltà durante un campionato. Gli infortuni ci hanno penalizzato tanto nel girone di andata. Diciamo che il fattore decisivo è stato sicuramente recuperare tutti gli assenti e una volta trovata la condizione e il ritmo partita tutto è stato più facile. Noi siamo sempre stati convinti della nostra forza e della nostra qualità come squadra".

Il Sassuolo nel girone di ritorno è secondo solo al Napoli. Un mese fa si parlava di rischio retrocessione, ora secondo te è giusto parlare di settimo posto e quindi di Europa? Può davvero diventare un obiettivo?
"Al momento non è proprio il caso, le prime sette sono davvero forti. Diciamo intanto che dobbiamo migliorare il risultato dello scorso anno, cioè arrivare nella parte sinistra della classifica".

Dionisi ha potuto schierare Berardi-Pinamonti-Laurienté, in teoria l’attacco titolare del Sassuolo, solo 3 volte dal 1’ minuto, 4 in totale. Ne avete mai parlato tra di voi? Quanto rammarico c’è per non aver mai potuto giocare con continuità insieme a loro due?
"Come dicevo prima, le assenze ci hanno condizionato nel rendimento generale. Non c’è rammarico perché è stata una questione di sfortuna, sulla quale non possiamo incidere. E ci tengo a dire che coloro che hanno giocato hanno sempre dato un grande contributo in un momento di difficoltà. Abbiamo bisogno di tutti".

Dionisi su di te ha detto: “La continuità è quello che gli manca per diventare un giocatore da livello superiore. Oggi è un giocatore da Sassuolo e deve chiedersi perché è qui e non in un grande club”. Te lo sei mai chiesto? Ha ragione il mister sul discorso continuità?
"Certamente devo essere più continuo nel corso dell’intera partita. Ci sto lavorando. Devo prestare attenzione sia alla fase offensiva che a quella difensiva. Ora voglio fare bene a Sassuolo poi vedremo cosa riserverà il futuro. Ho 24 anni e l’ambizione non mi manca".

Sassuolo è stato ed è un trampolino di lancio per tanti calciatori. Di te già si comincia a parlare in chiave mercato. È un qualcosa che ti rende orgoglioso, ti ‘infastidisce’ o non ci pensi? E quali sono i tuoi obiettivi da qui a un paio d’anni?
"In Italia gli apprezzamenti e le critiche sono sempre veloci e amplificate sia in un senso che nell’altro. Io sono tranquillo e concentrato sul fare bene a Sassuolo. Da questo passeranno tutti gli eventuali sviluppi futuri".

Si ringraziano l'ufficio stampa del Sassuolo Calcio e Armand Laurienté per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.

Sezione: Esclusive / Data: Gio 16 marzo 2023 alle 12:51
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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