Un Sassuolo diverso negli uomini, nella guida tecnica e persino ai vertici della società. Ma con una filosofia che, almeno nelle intenzioni, non sembra essere cambiata: talento, giovani da valorizzare e la volontà di costruire senza rinunciare alle proprie ambizioni. L'estate neroverde ha segnato una cesura importante con il passato, a cominciare dall'addio di Fabio Grosso e dall'arrivo di Alberto Aquilani.

Il nuovo tecnico ha raccolto una squadra reduce da un buon campionato e si è trovato immediatamente davanti il compito più complicato: dare un'identità diversa a un gruppo profondamente ritoccato dal mercato, mantenendo però quella capacità di lanciare e valorizzare calciatori che da anni rappresenta uno dei marchi di fabbrica del Sassuolo.

SCELTI DA SASSUOLONEWS:

Sassuolo, anticipi e posticipi fino alla 19ª: Napoli di domenica, Inter a pranzo. Rivoluzionata la 12ª

Sassuolo, infermeria ancora affollata: chi recupera per il Milan e chi resta fuori

Sassuolo, il primo bilancio di Aquilani: 7 punti, tanti giovani e qualche rimpianto

Da Carnevali al nuovo corso societario

La rivoluzione, però, non ha riguardato soltanto il campo. Dopo l'addio di Giovanni Carnevali, passato alla Juventus, la famiglia Squinzi ha assunto un ruolo ancora più diretto nella gestione del club. Veronica Squinzi è rimasta amministratore delegato e, dal 12 settembre, al suo fianco c'è anche Andrea Fabris, promosso AD dopo essere rientrato a Sassuolo nel ruolo di direttore generale. La parte sportiva continua invece a essere affidata al direttore Francesco Palmieri. Una nuova struttura per provare a garantire continuità dopo la fine di un'era durata molti anni.

Anche sul mercato il Sassuolo non ha rinunciato alla propria vocazione. La cessione più pesante è stata quella di Tarik Muharemovic al Leeds, operazione che ha garantito una plusvalenza importante ma ha contemporaneamente privato Aquilani di uno dei punti di riferimento della difesa.

Per ricostruire il reparto è arrivato Fedde Leysen, mentre sulla fascia destra il club ha scelto Ignace Van der Brempt, prelevato dal Como in prestito con obbligo di acquisto al verificarsi di determinate condizioni.

Bowie ed Esposito, il Sassuolo cambia volto davanti

Il reparto offensivo è quello nel quale il Sassuolo continua ad avere maggiori possibilità. Domenico Berardi e Armand Laurienté restano due riferimenti, ma attorno a loro sono cambiate diverse pedine. Sono arrivati Sebastiano Esposito e Kieron Bowie, quest'ultimo chiamato a portare fisicità, profondità e nuove soluzioni al centro dell'attacco. 

La sensazione è che Aquilani disponga di tante combinazioni differenti davanti: può affidarsi all'esperienza e alla qualità di Berardi, utilizzare Laurienté nell'uno contro uno, sfruttare la mobilità di Esposito oppure scegliere caratteristiche differenti con Bowie.

E poi c'è Cristian Volpato, un altro talento che continua a reclamare spazio. La sua estate era stata inevitabilmente condizionata dal caso nato in Australia, ma i successivi esami specifici richiesti dal Sassuolo hanno dato esito negativo alla cocaina e il giocatore è tornato regolarmente a disposizione del tecnico.

Matic guida, ma intorno cresce il Sassuolo del futuro

A centrocampo il punto fermo rimane Nemanja Matic. Esperienza, tempi di gioco e personalità al servizio di una squadra che attorno al serbo sta provando a far crescere alcuni dei suoi talenti più interessanti.

Luca Lipani continua il proprio percorso, mentre Vasilije Adzic ha già dimostrato di poter diventare molto più di una semplice alternativa. Poi c'è Kristian Thorstvedt, rimasto in neroverde nonostante il lungo corteggiamento della Fiorentina, e Benjamin Dominguez, arrivato dal Bologna con la possibilità di ritagliarsi uno spazio importante.

Sullo sfondo rimane il recupero di Ismaël Koné, fermato dal grave infortunio rimediato durante il Mondiale e destinato ad aggiungere, una volta recuperato, ulteriore qualità e fisicità alla mediana.

Ma il nome che probabilmente sintetizza meglio il nuovo corso è quello di Darryl Bakola. Classe 2007, personalità da giocatore molto più esperto e margini di crescita ancora enormi. Aquilani ha deciso di concedergli fiducia e il francese sta rispondendo sul campo. 

Aquilani e una squadra ancora da scoprire

Il Sassuolo di Grosso appartiene ormai al passato. Quello di Aquilani, invece, è ancora tutto da definire. Le prime settimane hanno già mostrato una squadra capace di alternare momenti molto convincenti ad altri nei quali emerge inevitabilmente il lavoro ancora da fare. È normale per un gruppo cambiato tanto, con un nuovo allenatore e numerosi giovani inseriti nelle rotazioni.

Ma il materiale a disposizione non manca. Da Berardi a Matic, i veterani chiamati a indicare la strada. Da Bakola ad Adzic, passando per Lipani, Bowie, Leysen e gli altri giovani sui quali costruire il futuro. In mezzo c'è Aquilani, chiamato a mettere insieme presente e prospettiva.

È cambiato quasi tutto, insomma. Non l'idea del Sassuolo: crescere talenti, provare ad anticipare gli altri e trasformare ancora una volta il futuro in patrimonio.

Tutti gli AGGIORNAMENTI sul Sassuolo Calcio in TEMPO REALE!
Aggiungi SassuoloNews.net tra i tuoi canali WhatsApp: clicca qui

Sezione: News / Data: Lun 28 settembre 2026 alle 18:35
Autore: Sarah G. Comotto
vedi letture