Ci sono risultati che sembrano fotocopie del passato e che, proprio per questo, fanno un po’ più male. Il 4-2 incassato dal Sassuolo a Frosinone ha riportato alla memoria l’anno della retrocessione, quello in cui i neroverdi riuscirono a battere la Juventus in casa, pareggiare con il Milan al Mapei e poi cadere ancora 4-2 allo Stirpe.

Le similitudini, viste così, fanno impressione. Ovviamente non bisogna fermarsi qui perché il rischio, dopo appena sette giornate, è quello di trasformare una coincidenza in una profezia. E sarebbe un errore.

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Il parallelo è facile da costruire. Anche allora il Sassuolo riuscì a esaltarsi contro le grandi, trovando risultati pesanti davanti al proprio pubblico. Anche allora arrivarono serate in cui la squadra sembrava poter competere con chiunque. E anche allora Frosinone restituì un 4-2 doloroso.

Oggi la sequenza è inquietantemente simile: vittoria sulla Juventus, pareggio con il Milan e poi sconfitta larga allo Stirpe. Ma il calcio non è un algoritmo. E soprattutto non tutto ciò che si ripete porta allo stesso finale.

Questo Sassuolo sembra un’altra squadra

La differenza più evidente è proprio nella qualità complessiva del gruppo. Il Sassuolo di Alberto Aquilani appare più ricco tecnicamente, più ambizioso nella proposta e con margini di crescita evidenti. È una squadra che prova a giocare, che costruisce, che ha talento in mezzo al campo e davanti, e che ha già dimostrato di poter mettere in difficoltà avversari di alto livello.

Il ko di Frosinone resta pesante, ma sembra più una serata storta che il sintomo di un crollo strutturale. Una notte segnata da errori individuali, da una fase difensiva fragile e da una partita scivolata rapidamente dalla parte sbagliata.

Una squadra ancora da costruire

Va anche ricordato un dato semplice: siamo alla settima giornata e Aquilani è alla sua prima stagione in Serie A, pretendere una squadra già perfetta sarebbe irrealistico.

Ci sono meccanismi da consolidare, una fase difensiva da registrare e una maggiore continuità da trovare soprattutto in trasferta. Ma ci sono anche qualità, personalità e una rosa che può ancora crescere molto.Gli infortuni, inoltre, non stanno aiutando. Le assenze in difesa hanno tolto certezze e alternative in un momento delicato della stagione.

Niente drammi

Il 4-2 di Frosinone brucia, certo. E le somiglianze con l’anno della retrocessione fanno inevitabilmente rumore ma trasformarle in un campanello d’allarme assoluto sarebbe eccessivo anche perché quello era un Sassuolo a fine ciclo, questo Sassuolo ha già mostrato di avere qualcosa in più: più qualità, più soluzioni e un’identità ancora in costruzione ma riconoscibile.

La squadra è migliorabile, com’è normale che sia. Deve crescere, soprattutto dietro e lontano dal Mapei. Ma ha anche tutti gli strumenti per fare un campionato ben diverso da quello terminato con la retrocessione. Le coincidenze possono inquietare. Il campo, però, dice che questa storia può avere un finale completamente diverso.

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Sezione: News / Data: Lun 19 ottobre 2026 alle 10:44
Autore: Manuel Rizzo
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