Ventitré conclusioni verso la porta, appena sei finite nello specchio e ancora zero gol. Il dato racconta bene il momento di Armand Laurienté, che dopo sette giornate di Serie A è il giocatore con più tiri tra quelli che non hanno ancora trovato la rete. Un numero che sorprende, soprattutto perché questa stagione doveva essere – e deve ancora diventare – quella della definitiva consacrazione dell’esterno francese.

Laurienté aveva chiuso lo scorso campionato in crescita, dando la sensazione di aver trovato finalmente quella continuità che spesso gli era mancata. Anche l’avvio di questa stagione non era stato negativo: strappi, iniziative, presenza costante nella metà campo avversaria. Poi, però, qualcosa si è inceppato.

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Tanta produzione, poca precisione

Il problema non è la partecipazione offensiva. Laurienté continua a provarci, e parecchio. Ventitré tiri complessivi sono un dato importante, ma il rapporto tra volume e precisione è troppo basso: solo 6 conclusioni nello specchio e nessuna trasformata in gol.

Per un giocatore che vive di accelerazioni, uno contro uno e conclusioni improvvise, è un campanello d’allarme evidente. Il Sassuolo ha bisogno del suo talento, ma ha bisogno soprattutto che quel talento torni a produrre numeri.

A Frosinone il primo segnale

La trasferta dello Stirpe ha aggiunto un dettaglio significativo. Per la prima volta in questa stagione, Laurienté è stato sostituito nel finale. Una scelta che può essere letta come semplice gestione della partita, ma che arriva in un momento in cui il francese appare meno brillante e meno incisivo rispetto alle prime settimane.

La sensazione è che, partita dopo partita, abbia perso un po’ di quella leggerezza che lo rende pericoloso. Non è un problema di impegno, è più una questione di fiducia, lucidità e qualità dell’ultima giocata.

L’anno che deve ancora prendersi

Il Sassuolo sa bene cosa può dare Laurienté quando è al massimo. Ha velocità, tecnica, tiro e capacità di saltare l’uomo. Tutte qualità che possono spostare gli equilibri di una partita.

Questa doveva essere la stagione della sua consacrazione. Non è troppo tardi perché lo diventi ancora. Ma adesso serve una scossa, perché il Sassuolo continua ad aspettare il Laurienté capace non solo di accendere le partite, ma anche di chiuderle.

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Sezione: News / Data: Lun 19 ottobre 2026 alle 09:00
Autore: Manuel Rizzo
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