Le parole di Francesco Palmieri a TuttomercatoWeb raccontano forse meglio di qualsiasi classifica il momento del Sassuolo. Perché dentro ci sono entusiasmo, prudenza, ambizione, mercato, giovani e soprattutto una linea tecnica molto chiara. Il punto centrale è uno: i neroverdi stanno facendo bene, ma non vogliono smarrire l’equilibrio.

Il passaggio più interessante riguarda Alberto Aquilani, definito senza troppi giri di parole un “predestinato”. Non è una frase banale, soprattutto detta da un dirigente come Palmieri, che lo conosce da anni e lo ha seguito in ogni fase della sua crescita da allenatore. Il Sassuolo lo ha scelto per le idee, per il coraggio e per la volontà di proporre calcio, ma soprattutto perché era coerente con la storia recente del club.

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I giovani non sono uno slogan

Palmieri insiste molto anche sul tema dei giovani. Cinquegrano, Bakola, Lipani, Volpato, Adzic. Non semplici nomi da inserire in una brochure sul vivaio, ma giocatori che stanno trovando spazio vero.

Il merito, nelle parole del direttore sportivo, viene diviso tra società e allenatore. Ed è un messaggio importante: i giovani si possono comprare, scoprire, valorizzare, ma poi serve qualcuno che abbia il coraggio di metterli in campo. Aquilani lo sta facendo e lo sta facendo senza rinunciare all’esperienza di Berardi e Matic, due figure che danno equilibrio a un gruppo che altrimenti rischierebbe di essere troppo giovane e troppo leggero nei momenti complicati.

Il mercato? A gennaio non si smonta

Un altro passaggio forte riguarda il mercato. Palmieri è stato chiarissimo: il Sassuolo non ha intenzione di cedere i suoi migliori giocatori a gennaio. Parole importanti, soprattutto considerando le voci che circolano su Laurienté e su diversi altri elementi della rosa. Il messaggio è semplice: la società crede nel gruppo costruito in estate e non vuole trasformare il buon avvio in una vetrina per vendere subito.

È anche una questione di credibilità tecnica. Se si vuole accompagnare la crescita di Aquilani e dei giovani, serve continuità. Non si può parlare di progetto e poi smontarlo alla prima offerta importante.

Thorstvedt, il nodo più delicato

Il capitolo più interessante resta però quello legato a Kristian Thorstvedt. Palmieri apre chiaramente al rinnovo, riconoscendo valore tecnico e umano al giocatore. Ma lascia anche intendere che attorno al norvegese ci siano state interferenze esterne. “Qualcuno gli ha dato fastidio nella quotidianità” è una frase che pesa.

Non è una chiusura, però. Al contrario, il Sassuolo sembra voler trovare una soluzione che soddisfi entrambe le parti, perderlo senza trovare un punto d’incontro sarebbe un peccato sportivo prima ancora che economico.

Il vero messaggio: piedi per terra, idee alte

Palmieri continua a parlare di salvezza. Ed è giusto così. Dopo una vittoria contro la Juventus e un pareggio contro il Milan, sarebbe facile lasciarsi trascinare dal momento. Il Sassuolo invece continua a ripetere la stessa cosa: prima la categoria, poi tutto il resto.

Ma sotto quella prudenza si intravede altro. Una squadra giovane, un allenatore in crescita, un direttore sportivo che conosce bene l’ambiente e una proprietà che continua a dare stabilità. Non significa che il Sassuolo debba improvvisamente pensare all’Europa. Significa però che il progetto ha basi solide.

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Sezione: News / Data: Mer 14 ottobre 2026 alle 10:15
Autore: Sarah G. Comotto
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