L'ex direttore sportivo della Salernitana Marco Valentini, intervenuto a Liratv, ha parlato della retrocessione in Serie C per la formazione granata, tornando anche su Sassuolo-Frosinone, match della 34esima giornata rinviato per la morte di Papa Francesco dopo l'ultima giornata.

Ecco le sue parole riprese da TuttoSalernitana: "La Pasquetta dovrebbe essere un momento di festa e serenità, invece a me porta alla mente un episodio che diede il via a una serie di ingiustizie a nostro danno. Ricordate il rinvio della gara col Cittadella? Noi volevamo giocare il giorno successivo, eravamo già in ritiro lì e ci sentivamo pronti. Al massimo il venerdì dopo, senza slittamenti e calendari ridisegnati. E’ stato il primo mattone di un campionato irregolare. Noi abbiamo chiuso con due trasferte, le dirette concorrenti con due match casalinghi. Per non parlare di Sassuolo-Frosinone: ad aprile il risultato sarebbe stato totalmente diverso e noi ci saremmo salvati senza gli spareggi".

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Sulla rivoluzione del calcio italiano dopo la figuraccia della Nazionale l'ex ds è perentorio: "Gravina? La partita della Nazionale ha rappresentato il motivo per avviare un cambiamento, non credo che una qualificazione al mondiale avrebbe risolto problemi che nascondono sotto il tappeto. Spero si metta mano a un sistema che deve ritrovare credibilità. Vedo penalizzazioni, squadre che abbandonano campionati, VAR che non funzionano e classifiche riscritte. Ora basta. Il malato è grave e l’aspirina non basta più. C’è bisogno di una medicina potente perché la situazione è estremamente seria. Non siamo andati ai mondiali per la terza volta di fila, ma è solo la punta dell’iceberg dal punto di vista tecnico. Ci sono norme totalmente da riscrivere e non solo per quanto riguarda il numero di stranieri o i vivai. I criteri per le iscrizioni ai campionati devono essere più stringenti, servono club che investano in infrastrutture”.

Sulle sue difficoltà a Salerno: “Faccio questo mestiere da un po’ di anni e in tutte le società il direttore sportivo spesso diventa un grande mediatore perché vanno messe insieme tante teste con idee differenti. Quanto al mio operato è evidente che il mio lavoro non sia stato perfetto, viceversa ci saremmo salvati a prescindere da quello che ci hanno fatto. Per quello che era il budget a disposizione, però, ho fatto il possibile. Sono arrivato il 2 gennaio e il 12 avevo chiuso otto operazioni di mercato, prendendo buoni calciatori che qui non hanno performato, ma che altrove stanno dimostrando le proprie potenzialità

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Sezione: News / Data: Sab 11 aprile 2026 alle 17:38
Autore: Manuel Rizzo
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