Con Fabio Grosso ormai proiettato verso nuove sfide, il Sassuolo accelera sulla ricerca del nuovo allenatore. Tra i profili più apprezzati dalla dirigenza neroverde c’è Ignazio Abate, reduce da un’ottima stagione sulla panchina della Juve Stabia, portata fino alle semifinali playoff di Serie B.Ma come gioca esattamente Abate? Quale identità proporrebbe ai neroverdi?

Il 3-5-2 come base, la costruzione dal basso come filosofia

Abate predilige il 3-5-2 in fase di possesso, un modulo che gli permette di avere ampiezza e controllo del campo. Il tratto distintivo del suo calcio è però la costruzione dal basso, considerata un principio non negoziabile. Il regista (o il centrocampista più tecnico) viene spesso abbassato quasi al livello dei tre difensori centrali per creare superiorità numerica nella prima impostazione e avere più soluzioni di passaggio. I quinti di centrocampo rappresentano l’anima del suo sistema: Abate chiede loro un dispendio fisico notevole, imponendo continui up and down per supportare sia la manovra offensiva che la fase difensiva. In non possesso, la squadra si trasforma rapidamente in una compatta linea a 5, una scelta tattica pensata per creare densità, ridurre gli spazi tra i reparti e limitare le occasioni degli avversari.

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Intensità e organizzazione

Le squadre di Abate si riconoscono per l'alta intensità nel pressing dopo perdita palla, buona capacità di giocare in ampiezza sfruttando le corsie esterne, attenzione maniacale alla fase difensiva organizzata, valorizzazione dei giovani (caratteristica molto gradita al Sassuolo). Nella stagione appena conclusa con la Juve Stabia, Abate ha dimostrato di saper far rendere al massimo rose non ricchissime dal punto di vista tecnico, puntando su organizzazione, aggressività e coesione di gruppo. Un calcio pragmatico ma non rinunciatario, che mescola idee moderne a una solida struttura difensiva.

Per il Sassuolo, che negli ultimi anni ha fatto della valorizzazione dei giovani uno dei propri punti di forza, Abate rappresenterebbe un profilo coerente con la filosofia societaria: un allenatore giovane (39 anni), con idee chiare e capace di far crescere i talenti a disposizione. Nelle prossime ore il club emiliano valuterà con maggiore attenzione le caratteristiche tattiche del tecnico ex Milan, in attesa di capire se sarà lui l’erede di Fabio Grosso.

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Sezione: News / Data: Ven 29 maggio 2026 alle 16:39
Autore: Sarah G. Comotto
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